Le principali misure del Decreto Crescita - Diario quotidiano dell'8 aprile 2019

Commercialista Telematico - Software,ebook,videoconferenze1) Le principali misure del Decreto crescita

2) Per la dichiarazione dei redditi precompilata individuati nuovi soggetti tenuti all’invio al STS

3) Determinato il reddito derivante dall’allevamento di animali per il biennio 2018-2019

4) La disponibilità di capitale accumulato negli anni precedenti annulla l’accertamento da redditometro

5) Pannelli solari montati su beni merce: niente problemi di cumulo, l’agevolazione non spetta affatto

6) ZFL: elenco delle imprese ammesse ai benefici

7) Entrate tributarie, nel primo bimestre 2019 gettito di 66,9 miliardi di euro (+0,3%)

8) Commercialisti: novità e ultimi chiarimenti sulla fatturazione elettronica tra privati

9) Congedo straordinario per l’assistenza ai figli non conviventi

10) Operatori soccorso alpino e speleologico: novità introdotte dal D.L. n. 87/2018

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1) Le principali misure del Decreto crescita

Presentiamo i primi chiarimenti sulle principali misure del decreto crescita

La mini-Ires 2.0 premia gli utili accantonati a riserve disponibili

Tra i provvedimenti contenuti nel decreto crescita, la mini-Ires 2.0. Si tratta di un’agevolazione opzionale che incentiva il mantenimento degli utili nell’impresa con la riduzione dell’aliquota delle imposte sui redditi sugli utili accantonati. Il meccanismo prevede una riduzione progressiva dell’aliquota. A regime, nel 2021, il prelievo scende di 4 punti; nel periodo transitorio la riduzione sarà dell’1,5% nel 2019, del 2,5% nel 2020 e del 3,5% nel 2021. La riduzione dell’aliquota opera sulla quota di reddito imponibile dichiarato pari all’ammontare degli utili dell’esercizio precedente accantonati in riserve di utili disponibili, nei limiti dell’incremento del patrimonio netto. Potranno avvalersi della mini-Ires anche i soggetti Irpef e quelli che aderiscono ai regimi del consolidato nazionale, mondiale o della trasparenza fiscale. Possibile il cumulo con altre agevolazioni tipo l’iperammortamento e il reintrodotto super ammortamento.

Torna il super ammortamento per spese fino a 2,5 milioni

Il decreto Crescita ripropone la maggiorazione del 30% del costo fiscale per il calcolo di ammortamenti e leasing per acquisti di beni strumentali nuovi effettuati da imprese e professionisti dal 1°aprile al 31 dicembre 2019, ma con un tetto di spesa pari a 2,5 milioni. Non rientrano nella nuova agevolazione immobili, beni con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%, autovetture, aeromobili da turismo, imbarcazioni da diporto, moto e ciclomotori. Sono invece agevolabili gli autocarri e i veicoli similari.
Come in passato i beni devono possedere i requisiti di novità e strumentalità.
Per rientrare nel bonus la consegna o spedizione del bene deve essere successiva al 31 marzo, anche se gli ordini o i contratti sono stati conclusi entro tale data. Se la consegna entro marzo non è stata accompagnata dal passaggio di proprietà a rilevare è il momento in cui si verifica l’effetto traslativo.

I forfettari applicano le ritenute ai dipendenti

Ha efficacia retroattiva e decorre dal 1°gennaio 2019 la norma contenuta nel decreto Crescita che impone ai contribuenti in regime forfettario di effettuare le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e sui redditi assimilati che corrispondono.
L’articolo 5 del decreto Crescita dovrebbe modificare il comma 69 della legge 190/14 aggiungendo l’eccezione per le ritenute da applicare. Scopo della norma è adeguare il regime forfettario alle modifiche apportate dalla legge di bilancio 2019 che ha eliminato il limite di 5mila euro riferito alle spese sostenute per l’impiego di lavoratori, al di sopra del quale l’accesso al regime era precluso. E’ bene ricordare che da quest’anno il forfettario può erogare compensi di lavoro dipendente senza limiti di importo. Il nuovo adempimento non costituisce alcun aggravio per i contribuenti forfettari che già avevano l’obbligo di assolvere adempimenti in materia previdenziale e…

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