Liti pendenti: cartella di pagamento non definibile in maniera agevolata - Diario quotidiano del 5 aprile 2019

Commercialista Telematico - Software,ebook,videoconferenze - Diario Quotidiano1) Nomina ed attività dei Sindaci e Revisori legali nelle società di capitali e negli Enti del Terzo Settore
2) Liti pendenti: cartella di pagamento non definibile in maniera agevolata
3) Class action: nel DDL appena approvato sono possibili gli accordi di natura transattiva
4) Nuove tariffe Inail – adempimenti e opportunità per i datori di lavoro e gli artigiani: videoconferenza del Cndcec
5) Inail: scadenza per l’autoliquidazione posticipata al 16 maggio
6) Prescrizione della riscossione dei contributi INPS dei professionisti ancorata alle scadenze dei pagamenti
7) Deroga al limite sui € 3.000: comunicazioni per esercenti al dettaglio e Agenzie di Viaggi tra il 10 e 20 aprile 2019
8) Governo: tra le misure all’odg le misure urgenti per la crescita economica

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2) Liti pendenti: cartella di pagamento non definibile in maniera agevolata

La cartella di pagamento non rientra nella definizione delle liti pendenti. In particolare, quella emessa per omesso o carente versamento a seguito di controllo automatizzato della dichiarazione, senza alcuna autonomia e discrezionalità da parte dell’amministrazione.

Lo precisa l’Agenzia delle entrate, all’interno del proprio notiziario fiscale telematico (fiscoggi.it) del 4 aprile 2019, in relazione all’impugnazione, per vizi propri, di una cartella di pagamento emessa ai sensi dell’art. 36-bis del Dpr 600/1973, per la quale la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 7099 del 13 marzo 2019, ha rigettato l’istanza di sospensione del processo formulata dal contribuente (articolo 6, Dl 119/2018), chiarendo che la cartella di pagamento non costituisce un “atto impositivo” in senso stretto.

La disposizione citata prevede che “le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia delle entrate, aventi ad oggetto atti impositivi, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio, possono essere definite […] con il pagamento di un importo pari al valore della controversia” o dei diversi importi previsti dai commi 1-bis e seguenti.

Tuttavia, secondo la Cassazione, la cartella di pagamento emessa per “omesso o carente versamento” a seguito di controllo automatizzato (ex articoli 36-bis, Dpr 600/1973, e 54-bis, Dpr 633/1972), “non può ritenersi atto impositivo derivando, per quanto attiene ai versamenti, da una mera liquidazione dei tributi già esposti dal contribuente e, con riferimento alle sanzioni, da un riscontro puramente formale dell’omissione, senza alcuna autonomia e discrezionalità da parte dell’Amministrazione”.

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