Esterometro: alcuni appunti e adempimenti correlati

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esterometroFacendo riferimento all’adempimento comunicativo che è stato introdotto a decorrere dal mese di gennaio di quest’anno (2019), consistente nell’obbligo, posto a carico dei soggetti passivi IVA stabiliti in Italia, di trasmettere per via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni, sia rese che ricevute, intercorse con soggetti esteri (si tratta del c.d. spesometro transfrontaliero o esterometro) – si ritiene opportuno provvedere all’esame di alcuni dei chiarimenti che sono stati rilasciati in materia da parte della stessa Agenzia delle Entrate.

Tali precisazioni sono state recentemente fornite a titolo di risposta in riferimento a due istanze di interpello e ad una istanza di consulenza giuridica avanzate da contribuenti e permettono una definizione maggiormente puntuale dell’ambito applicativo del nuovo adempimento per quanto concerne i profili soggettivi ed i rapporti che intercorrono tra la comunicazione in parola e la fattura elettronica, nonché le modalità, previste per i soggetti non stabiliti, ma identificati ai fini IVA in Italia, per mettere in pratica il diritto di detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti di beni e/o servizi.

I citati chiarimenti che sono stati emanati da parte dell’Agenzia prendono in considerazione, inoltre, le operazioni che sono state rese a soggetti esteri privi dello status di soggetto passivo d’imposta e senza numero di partita IVA, nonché quelle operazioni che sono escluse dall’esterometro in quanto risultanti da fatture che sono state inviate tramite la piattaforma telematica “Otello 2.0”.

Ulteriori aggiornamenti in materia riguardano, infine, i termini previsti perla trasmissione dell’esterometro all’Agenzia delle Entrate: il primo invio dei dati delle operazioni intercorse con soggetti non residenti – da trasmettersi, a regime, con cadenza mensile – avrebbe dovuto essere eseguito entro lo scorso 28 febbraio. Tale termine è stato però differito al prossimo 30 aprile dal DPCM 27 febbraio 2019: entro tale data dovranno essere trasmessi i dati relativi alle operazioni intercorse con soggetti non residenti relative ai mesi di gennaio, febbraio e marzo 2019.

Operazioni intercorse con soggetti esteri che siano direttamente identificati

Importanti chiarimenti relativi all’ambito soggettivo di applicazione della disciplina della fatturazione elettronica e della comunicazione telematica delle operazioni transfrontaliere, sono stati forniti dall’Agenzia delle Entrate con la risposta ad interpello n. 67 del 26 febbraio 2019 titolata “Interpello articolo 11, comma 1, lett .a), legge 27 luglio 2000, n. 212 chiarimenti in merito agli obblighi di fatturazione elettronica”. Con il citato interpello un soggetto non residente direttamente identificato in Italia mediante la nomina di un rappresentante fiscale, così come viene previsto dall’articolo 17 del DPR n. 633 del 1972, ha chiesto di conoscere se i soggetti stabiliti in Italia abbiano l’obbligo, o piuttosto la facoltà, di emettere fattura elettronica nei confronti di soggetti non residenti direttamente identificati.

Dal contenuto della risposta dell’Agenzia si può dedurre che i soggetti obbligati ad emettere fatture elettroniche a partire dal 1° gennaio 2019, secondo quanto viene previsto dal comma 3 dell’articolo 1 del Decreto Legislativo n. 127 del 2015, sono unicamente i soggetti passivi d’imposta stabiliti nell’ambito del territorio dello Stato italiano.

Va tuttavia ricordato che la modifica apportata alla norma anzidetta dall’articolo 1, comma 909, n. 4 della Legge di bilancio 2018  (secondo cui “I soggetti passivi di cui al comma 3 trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta…

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