Dichiarazione IVA 2019: le criticità del quadro VL

IVA - Imposta sul Valore AggiuntoCome noto il prossimo 30 aprile rappresenta la data di scadenza per la presentazione della dichiarazione IVA 2019: tra gli adempimenti il cui impatto operativo è maggiore rientra sicuramente la compilazione del quadro VL, quadro che è suddiviso in tre sezioni dedicate, rispettivamente, la sezione 1 alla determinazione dell’IVA dovuta, o a credito per il periodo d’imposta, la sezione 2 all’indicazione del credito relativo all’anno precedente e la sezione 3 alla determinazione dell’IVA a debito o a credito.

Particolari elementi di criticità per le operazioni di compilazione vengono presentate dal rigo VL30 e dal rigo VL33 in presenza di importi a credito per il contribuente. In relazione a tali problematiche con il presente intervento si cercherà di prendere in esame, giovandosi di esempi a carattere essenzialmente pratico, quali possano essere le modalità con cui procedere alla compilazione del quadro VL, cercando di dare soluzioni operative ad alcuni casi particolari che possono presentarsi durante la fase di predisposizione delle dichiarazioni.

Prima di vedere quali siano i casi operativi che in concreto si propongono all’attenzione del lettore e quali possano essere le conseguenti ipotesi di soluzione, vediamo però di capire da dove sorgono i cennati elementi di criticità.

In primo luogo, va ribadito il fatto che la novità di maggiore impatto riguarda le modalità di compilazione del quadro VL (rigo VL30 e VL33) che, quest’anno, sono state modificate rispetto a quanto accadeva nel 2017 per coloro che presentano un saldo annuale a credito in presenza di omessi versamenti periodici.

Si badi bene che la rilevanza di quanto detto vale solo per coloro che presentano un saldo annuale di imposta “a credito” contrariamente a quanto è avvenuto per coloro che hanno scelto di compensare le somme (in maniera orizzontale) già con i versamenti scaduti lo scorso 18 marzo.

Ricordiamo, infatti, che proprio a partire dal 2017, è stata introdotta la comunicazione delle liquidazioni periodiche trimestrali, la quale ha comportato, pur in assenza di pericoli per la riscossione, l’emissione di “avvisi bonari” lampo relativi alle somme che non sono state versate.

Pertanto, per  i contribuenti che presentano un saldo IVA annuale a debito, ed in presenza di riscossioni coattive già avvenute durante l’anno, il dato  da inserire nelle colonne del rigo VL30 non cambierà il saldo finale, posto che nel calcolo della liquidazione finale sarà necessario tenere conto dell’importo  indicato nel “campo 1”, ossia dell’importo dovuto.

Completamente diverso è invece il caso del contribuente che presenta un saldo annuale a credito (magari di importo anche rilevante). Le rinnovate istruzioni, infatti, hanno introdotto un cambiamento di notevole impatto operativo in quanto, per evitare che il saldo a credito possa risentire di eventuali omissioni in relazione a versamenti periodici, impongono un ricalcolo di tale dato nella circostanza in cui le somme derivanti dalle liquidazioni periodiche non siano state versate. Infatti, nelle nuove istruzioni relative al rigo VL33, si legge che in caso di IVA a credito deve essere indicato l’importo che si ottiene considerando le somme indicate nel campo 3 del rigo VL30 (somme versate) e non quelle  del campo 1 (dove, lo ricordiamo, va indicato il maggiore tra l’importo indicato nel campo 2 e quello indicato nel campo 3). In questo modo il credito risulta come “congelato”, non essendo possibile compensarlo ovvero portarlo a nuovo.

Le istruzioni

Il problema consiste, allora, nelle modalità operative da seguire per individuare con certezza che cosa deve essere indicato nel campo 3 del rigo VL30.

Le istruzioni allegate recitano testualmente che in tale campo deve essere indicato “il totale dei versamenti periodici, compresi l’acconto IVA e gli interessi trimestrali, nonché l’imposta  versata  a seguito di ravvedimento di cui all’articolo 13 del D.Lgs….

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