Dichiarazione IVA 2019: le criticità del quadro VL

di Massimo Pipino

Pubblicato il 8 aprile 2019

Il prossimo 30 aprile rappresenta la data di scadenza per la presentazione della dichiarazione IVA 2019: tra gli adempimenti il cui impatto operativo è maggiore rientra sicuramente la compilazione del quadro VL, quadro che è suddiviso in tre sezioni...

IVA - Imposta sul Valore AggiuntoCome noto il prossimo 30 aprile rappresenta la data di scadenza per la presentazione della dichiarazione IVA 2019: tra gli adempimenti il cui impatto operativo è maggiore rientra sicuramente la compilazione del quadro VL, quadro che è suddiviso in tre sezioni dedicate, rispettivamente, la sezione 1 alla determinazione dell’IVA dovuta, o a credito per il periodo d’imposta, la sezione 2 all'indicazione del credito relativo all'anno precedente e la sezione 3 alla determinazione dell’IVA a debito o a credito.

Particolari elementi di criticità per le operazioni di compilazione vengono presentate dal rigo VL30 e dal rigo VL33 in presenza di importi a credito per il contribuente. In relazione a tali problematiche con il presente intervento si cercherà di prendere in esame, giovandosi di esempi a carattere essenzialmente pratico, quali possano essere le modalità con cui procedere alla compilazione del quadro VL, cercando di dare soluzioni operative ad alcuni casi particolari che possono presentarsi durante la fase di predisposizione delle dichiarazioni.

Prima di vedere quali siano i casi operativi che in concreto si propongono all'attenzione del lettore e quali possano essere le conseguenti ipotesi di soluzione, vediamo però di capire da dove sorgono i cennati elementi di criticità.

In primo luogo, va ribadito il fatto che la novità di maggiore impatto riguarda le modalità di compilazione del quadro VL (rigo VL30 e VL33) che, quest’anno, sono state modificate rispetto a quanto accadeva nel 2017 per coloro che presentano un saldo annuale a credito in presenza di omessi versamenti periodici.

Si badi bene che la rilevanza di quanto detto vale solo per coloro che presentano un saldo annuale di imposta “a credito” contrariamente a quanto è avvenuto per coloro che hanno scelto di compensare le somme (in maniera orizzontale) già con i versamenti scaduti lo scorso 18 marzo.

Ricordiamo, infatti, che proprio a partire dal 2017, è stata introdotta la comunicazione delle liquidazioni periodiche trimestrali, la quale ha comportato, pur in assenza di pericoli per la riscossione