I casi di deduzione automatica delle perdite su crediti - Diario quotidiano del 24 aprile 2019

1) Cessione del ramo d’azienda: calcolo del valore della plusvalenza dal registro dei beni ammortizzabili

2) Deduzione “automatica” delle perdite su crediti

3) Fatti contabili dopo la chiusura dell’esercizio

4) Come fatturare correttamente il premio di fedeltà al concessionario

5) Fuori uscita dell’immobile strumentale dall’impresa con imposta sostitutiva entro il 31 maggio 2019

6) Spese di lite escluse dall’immediata esecutività delle sentenze

1) Cessione del ramo d’azienda: calcolo del valore della plusvalenza dal registro dei beni ammortizzabili

2) Deduzione “automatica” delle perdite su crediti

3) Fatti contabili dopo la chiusura dell’esercizio

4) Come fatturare correttamente il premio di fedeltà al concessionario

5) Fuori uscita dell’immobile strumentale dall’impresa con imposta sostitutiva entro il 31 maggio 2019

6) Spese di lite escluse dall’immediata esecutività delle sentenze

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2) Deduzione “automatica” delle perdite su crediti

A seguito dell’avvento delle ultime normative, dal lato fiscale vengono previste delle regole di “automatismo” delle perdite su crediti, che, quindi, regolano le modalità con cui gli oneri derivanti dalla gestione dei crediti devono concorrere al reddito ai fini fiscali.
In particolare, l’art. 101, comma 5, del Tuir, indica i requisiti di natura probatoria al ricorrere dei quali sono deducibili gli oneri derivanti dalla mancata esigibilità di crediti, o di parte di essi, divenuta “definitiva” (in assenza di condizioni di futuro realizzo del credito).
Mentre, l’art. 106 del Tuir stabilisce la misura forfettaria di deducibilità degli oneri derivanti dalla inesigibilità dei crediti che, se pur probabile, si presenta ancora come “potenziale” (condizione solo probabile o temporanea).
Si tratta di una sorta di automatismo che prima, per evitare alterazioni di bilancio, in maniera rigida non veniva concessa dal legislatore, giacché consentiva la deducibilità delle perdite su crediti solo con la presenza di elementi certi e precisi, salvo che in alcuni specifici casi analiticamente indicati all’interno del medesimo art. 101, co. 5 del D.P.R. 917/1986.

Perdite su crediti considerate (per “automatismo”) come elementi certi e precisi

In base all’art. 101 co. 5 del Tuir, gli elementi certi e precisi, atti a fondare il diritto alla deducibilità della perdita in ipotesi diverse dalle procedure concorsuali, sussistono “in ogni caso” quando, in alternativa:
– il credito è di modesta entità ed è decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza del pagamento (il credito viene considerato di modesta entità quando risulta di importo non superiore a: € 5.000,00, per le grandi imprese – € 2.500,00 euro, per le altre imprese);
– il diritto alla riscossione del credito si è ormai prescritto;
– i crediti vengono cancellati dal bilancio in applicazione dei principi contabili.

Leggi qui una guida alle regole di deduzione delle perdite su crediti di Devis nucibella:

Le perdite su crediti

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