Cedolare secca per immobili locati ad uso foresteria

di Claudio Sabbatini

Pubblicato il 1 aprile 2019



La previsione contenuta nella Legge di bilancio 2019 – circa la possibilità di applicare la cedolare secca agli immobili strumentali (commerciali) – ripropone il tema, non risolto, sull’applicabilità della tassazione “piatta” agli immobili destinati ad abitazione ma locati a soggetti diversi dalle persone fisiche

Cedolare secca per immobili locati ad uso foresteriaLa previsione contenuta nella Legge di bilancio 2019 – circa la possibilità di applicare la cedolare secca agli immobili strumentali (commerciali) – ripropone il tema, non risolto sull’applicabilità della tassazione  "piatta” agli immobili destinati ad abitazione ma locati a soggetti diversi dalle persone fisiche.

Sintesi del meccanismo di tassazione “piatta”

L’art. 3 del D.Lgs. 14.3.2011, n. 23, ha introdotto, a partire dal 2011, il regime opzionale di imposizione sostitutiva sul reddito fondiario derivante dalla locazione di immobili abitativi, noto come cedolare secca.
La cedolare secca sulle locazioni degli immobili abitativi sostituisce:
- l’IRPEF e le relative addizionali (regionale e comunale) dovute sul reddito fondiario derivante dalla locazione delle unità immobiliari a cui si riferisce l’opzione e delle relative pertinenze, nei periodi di validità dell’opzione;
- l’imposta di registro dovuta per le annualità contrattuali (o per il minor periodo di durata del contratto) per i quali si applica l’opzione;
- l’imposta di bollo dovuta sul contratto di locazione dell’immobile e delle pertinenze in relazione al quale è stata espressa l’opzione;
- l’imposta di registro e di bollo sulla proroga del contratto di locazione, ove venga espressa l’opzione per la cedolare per il periodo di durata della proroga e l’imposta di registro e di bollo eventualmente dovute sulla risoluzione del contratto, se alla data della risoluzione è in corso l’annualità per la quale è esercitata l’opzione per la cedolare.

Ambito oggettivo

Il regime sostitutivo della cedolare secca è applicabile solo in presenza di contratti locativi aventi ad oggetto immobili censiti nel catasto dei fabbricati nella tipologia abitativa (categoria catastale A, escluso A/10), ovvero per i quali è stata presentata domanda di accatastamento in detta tipologia abitativa. Di conseguenza, la cedolare secca non può essere applicata ai contratti di locazione di immobili che, pur possedendo i requisiti di fatto per essere destinati ad uso abitativo, sono iscritti in una categoria catastale diversa (es. fabbricati accatastati come uffici o negozi). E’ fatta salva la previsione per negozi (immobili di categoria C/1) aventi certe caratteristiche che, secondo la legge di bilancio 2019, possono essere locati con la cedolare secca.