Sanzioni e interessi: modalità di calcolo in caso di rettifica della rendita catastale

Sanzioni e interessi: modalità di calcolo in caso di rettifica della rendita catastaleIl caso costituito dalla rettifica della rendita catastale relativa ad un immobile e dalle relative conseguenze in materia tributaria, ovvero se si concretizzi un caso di debenza di sanzioni ed interessi in relazione ai quali sarebbero da verificare anche le modalità di calcolo si presenta con una certa frequenza ed è stato oggetto sia di diverse pronunce in sede giurisprudenziale che di dibattito in dottrina (nonché di interventi di prassi da parte dell’Agenzia).

Ci si prospetti, ad esempio, il caso di un contribuente che abbia proceduto ad  accatastare un immobile la cui rendita sia stata rettificata dal Catasto entro l’anno dalla proposta. Essendo la rendita rettificata più elevata rispetto a quella proposta, il contribuente potrebbe ovviamente voler sanare la propria posizione debitoria per il tramite dell’istituto del ravvedimento operoso.

Il problema che però immediatamente si viene a porre è se, nel “quantum” dovuto debbano essere conteggiati, oltre alla differenza di imposta, anche sanzioni e interessi, dato che la procedura di accatastamento e le tempistiche di verifica da parte del Catasto non consentono al contribuente di conoscere classamento e rendita definitivi in tempo utile per effettuare il versamento alle scadenze ordinarie.

Partiamo quindi dall’esame del dettato normativo: secondo quanto viene previsto dal Decreto Ministeriale n. 701/1994, articolo 1, comma 3 (“Tale rendita rimane negli atti catastali come “rendita proposta” fino a quando l’ufficio non provvede con mezzi di accertamento informatici o tradizionali, anche a campione, e comunque entro dodici mesi dalla data di presentazione delle dichiarazioni di cui al comma 1, alla determinazione della rendita catastale definitiva.

È facoltà dell’amministrazione finanziaria di verificare, ai sensi dell’art. 4, comma 21, del decreto-legge 19 dicembre 1984, n. 853, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 1985, n. 17, le caratteristiche degli immobili oggetto delle dichiarazioni di cui al comma 1 ed eventualmente modificarne le risultanze censuarie iscritte in catasto”) la rendita proposta dal contribuente mediante doc.fa, nel caso in cui venga sottoposta a rettifica da parte del  catasto entro i dodici mesi successivi alla sua presentazione, perde qualunque efficacia sin dalla data della sua presentazione stessa e viene sostituita dalla rendita definitiva.

La rendita proposta ha infatti natura provvisoria e si consolida come rendita definitiva soltanto con il decorso del termine di dodici mesi senza che sia stata sottoposta a modifica da parte degli Uffici. È solo in caso di rettifica tardiva, successiva a tale termine, che la nuova rendita attribuita da parte del catasto assume valore esclusivamente per il futuro.

Si ritiene inoltre opportuno rammentare che il comma 1 dell’articolo 74 della Legge n. 342/2000 (“A decorrere dal 1 gennaio 2000, gli atti comunque attributivi o modificativi delle rendite  catastali per terreni e fabbricati sono efficaci solo a decorrere dalla loro notificazione, a cura dell’ufficio del territorio competente, ai soggetti intestatari della partita”) stabilisce che a decorrere dal 1° gennaio 2000, gli atti attributivi o modificativi delle rendite catastali per terreni e fabbricati sono efficaci solo a decorrere dalla loro notificazione ai soggetti intestatari della relativa partita e che non è più sufficiente la comunicazione della rendita catastale ma è necessaria la notificazione della stessa, sulla base delle norme legislative fissate per questo procedimento, al contribuente e al comune interessato. Dalla data di notificazione decorre il termine di 60 giorni per la proposizione del ricorso contro l’attribuzione delle rendita.

Ovviamente non sempre vi è una necessaria coincidenza fra il soggetto interessato ed il contribuente, il quale – in base a quanto viene stabilito dallo statuto dei diritti del contribuente – può contare sul diritto di avere l’effettiva…

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