IVA sulle lezioni di scuola guida - Diario quotidiano del 18 marzo 2019

1) Si applica l’Iva sulle prestazioni della scuola guida

2) Professionista in regime forfettario: ritenuta sui compensi sammarinesi non recuperabile

3) Voucher per la digitalizzazione: prorogato il termine di rendicontazione

4) Verifiche dell’Ordine territoriale sul domicilio professionale effettivo dei Commercialisti

5) Bonus fiscale per le spese di quotazione: ulteriori casi di semplificazione

6) PEC Commercialisti: casella gratuita da 1GB per gli iscritti all’Albo

7) TFR: coefficiente di rivalutazione di febbraio 2019

8) Legale parte vittoriosa munito di delega all’incasso: risoluzione Ade

9) Principi contabili: in G.U. il Regolamento (UE) che modifica IAS 12, IAS 23, IFRS 3, IFRS 11

10) Accesso ai servizi dispositivi tramite Contact Center attraverso le credenziali SPID o CNS

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1) Si applica l’Iva sulle prestazioni della scuola guida

Secondo la Corte Ue le lezioni di guida non fruiscono di esenzione dall’Iva.

Per l’applicazione del regime di favore è necessario che l’insegnamento sia volto alla trasmissione di conoscenze o di competenze in un contesto ampio e diversificato di materie. Mentre, invece, l’insegnamento della guida automobilistica non rientra nella nozione di “insegnamento scolastico o universitario” poiché istruzione specialistica che non ha, di per sé, lo stesso valore della trasmissione di conoscenze e competenze riguardanti un insieme ampio e approfondito di materie.
Dunque, le lezioni di guida non possono fruire del regime agevolativo di esenzione previsto dall’articolo 132, paragrafo 1, lettere i) e j) della Direttiva Iva 2006/112 (C-449/17).

La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sul ricorso proposto da una società tedesca in merito alla corretta interpretazione delle disposizioni comunitarie in materia di Iva relative all’esenzione delle prestazioni attinenti l’insegnamento della guida automobilistica per l’ottenimento della patente.

Innanzitutto, è da vedere se l’insegnamento teorico e pratico impartito da una scuola guida, finalizzato all’ottenimento da parte dei partecipanti ai corsi delle patenti di guida, possa rientrare nella nozione di “insegnamento scolastico o universitario”, necessario affinché tali prestazioni possano essere considerate esenti ai fini Iva. A tal riguardo l’articolo 132 della Direttiva 2006/112 prevede specifiche esenzioni dirette a favorire alcune attività considerate di interesse pubblico, specificamente indicate e descritte nella norma.

Come regola generale di interpretazione la Corte ha ribadito il principio per cui tutte le esenzioni, giacché deroghe al principio generale di riscossione dell’Iva, devono essere interpretate in senso restrittivo, senza per questo privarle dei loro effetti.
Nel silenzio della norma comunitaria, la Corte ha cercato di circoscrivere il concetto di “insegnamento scolastico o universitario”, intendendosi per esso qualsiasi attività volta alla trasmissione di conoscenze o di competenze in un contesto ampio e diversificato di materie e diretta all’approfondimento e allo sviluppo di tali aspetti in seno agli allievi e agli studenti.
Inoltre, è necessario che le attività di insegnamento scolastico o universitario non abbiano carattere meramente ricreativo, ossia che “l’istruzione sia impartita nell’ambito delle scuole o delle università”.

Pertanto, a parere degli eurogiudici l’insegnamento della guida automobilistica impartita da una scuola guida non rientra nella nozione di “insegnamento scolastico o universitario” in quanto insegnamento specialistico “che non equivale, di per se stesso, alla trasmissione di conoscenze e di competenze aventi ad oggetto un insieme ampio e diversificato di materie, nonché al loro approfondimento e al loro sviluppo, caratterizzanti l’insegnamento scolastico o universitario”.
Da qui la conclusione che le lezioni di guida non possono fruire del regime agevolativo di esenzione, ma devono essere considerate…

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