Indici sintentici di affidabilità fiscale: nuove regole del 2019 - Diario Quotidiano del 14 marzo 2019

1) La nuova lista nera dei paradisi fiscali
2) Brexit: si và verso l’uscita della Gran Bretagna senza l’accordo?
3) Ecofin: mancato accordo sulla web tax europea
4) Iva online: portale unico europeo solo dal 2021
5) Adempimenti fiscali soppressi (o quasi): sanzioni non più applicabili
6) Indici sintentici di affidabilità fiscale: nuovo adempimento con vecchie regole ma con maggiori tutele
7) Bonus fiscale per ricerca e sviluppo: concorrono anche i costi capitalizzati
8) Trattamento ai fini IVA delle somme corrisposte a titolo risarcitorio
9) Sindaci e Revisori legali: documento del Cndcec sulla relazione unitaria di controllo
10) Precisazione Mef sulla lista nera Ue dei paradisi fiscali ed altre del giorno

1) La nuova lista nera dei paradisi fiscali
2) Brexit: si và verso l’uscita della Gran Bretagna senza l’accordo?
3) Ecofin: mancato accordo sulla web tax europea
4) Iva online: portale unico europeo solo dal 2021
5) Adempimenti fiscali soppressi (o quasi): sanzioni non più applicabili
6) Indici sintentici di affidabilità fiscale: nuovo adempimento con vecchie regole ma con maggiori tutele
7) Bonus fiscale per ricerca e sviluppo: concorrono anche i costi capitalizzati
8) Trattamento ai fini IVA delle somme corrisposte a titolo risarcitorio
9) Sindaci e Revisori legali: documento del Cndcec sulla relazione unitaria di controllo
10) Precisazione Mef sulla lista nera Ue dei paradisi fiscali ed altre del giorno

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6) Indici fiscali: nuovo adempimento con regole analoghe ma con maggiori tutele

Gli ISA, di nuova introduzione, pronti al debutto nelle prossime dichiarazioni dei redditi, continuano a far discutere, oltre alle regole analoghe a quelle sugli di settore (aboliti), contengono anche delle particolarità, una delle quali è quella relativa all’ipotesi di omissione del Modello da allegare al modello Redditi 2019.

Il comma 16 dell’art. 9-bis del D.L. 50/2017 (istitutivo dei nuovi indicatori sintetici di affidabilità) dispone che nei casi di omessa presentazione del modello dati rilevanti ai fini del calcolo dei nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale l’ufficio, prima di procedere con l’accertamento induttivo del reddito, deve avvisare il contribuente, almeno due volte.

L’accertamento induttivo scatterebbe solo nei casi di omessa presentazione dopo l’invito da parte del fisco.

In particolare, detto comma prevede che nell’ipotesi di omissione della comunicazione dei dati rilevanti ai fini della costruzione e dell’applicazione degli indici, o di comunicazione inesatta o incompleta dei medesimi dati, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’art. 8, comma 1, del Dlgs 18 dicembre 1997, n. 471 (sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000).

L’Agenzia delle entrate, prima della contestazione della violazione, mette a disposizione del contribuente, con le modalità di cui all’art. 1, commi da 634 a 636, della L. 23 dicembre 2014, n. 190, le informazioni in proprio possesso, invitando lo stesso ad eseguire la comunicazione dei dati o a correggere spontaneamente gli errori commessi (invito alla compliance). Del comportamento del contribuente si tiene conto nella graduazione della misura della sanzione. L’Agenzia delle entrate, nei casi di omissione della comunicazione, può altresì procedere, previo contraddittorio, all’accertamento dei redditi, dell’Irap e dell’Iva ai sensi, rispettivamente, del co. 2 dell’art. 39 del DPR 29 settembre 1973, n. 600, e dell’art. 55 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 (accertamento induttivo).

Quindi, prima di arrivare alla fase dell’accertamento di tipo induttivo, sarà necessario che l’Agenzia delle entrate abbia espletato, senza successo, i due citati passaggi:

  • invito alla compliance
  • chiamata per la fase del contradditorio.

La vera novità dovrebbe consistere nell’invito a presentare il modello omesso (comunicazione ai fini ISA) da allegare alla dichiarazione dei redditi.

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