Fondo agricolo ed IVA - Diario quotidiano del 5 marzo 2019

1) Non è dovuta Iva per cessione e sfruttamento agricolo del fondo
2) Biglietterie automatizzate: schema di provvedimento per la vendita dei titoli di accesso
3) Iperammortamento per gli investimenti nella Sanità 4.0
4) Trasformazione digitale alla poste: note&studi di Assonime
5) Iva: disciplina dei buoni corrispettivo chiarita da Assonime con circolare
6) Fondo di solidarietà imprese assicuratrici: accesso alla formazione
7) Indennità di malattia per i lavoratori del trasporto pubblico locale
8) Modifiche al regolamento per il reinserimento delle persone con disabilità da lavoro


1) Non è dovuta Iva per cessione e sfruttamento agricolo del fondo
2) Biglietterie automatizzate: schema di provvedimento per la vendita dei titoli di accesso
3) Iperammortamento per gli investimenti nella Sanità 4.0
4) Trasformazione digitale alla poste: note&studi di Assonime
5) Iva: Disciplina dei buoni corrispettivo chiarita da Assonime con circolare
6) Fondo di solidarietà imprese assicuratrici: accesso alla formazione
7) Indennità di malattia per i lavoratori del trasporto pubblico locale
8) Modifiche al regolamento per il reinserimento delle persone con disabilità da lavoro

 

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1) Non è dovuta Iva per cessione e sfruttamento agricolo del fondo

Niente Iva per la cessione e lo sfruttamento agricolo del fondo. Lo dice la Corte di giustizia Ue, nella sentenza 28 febbraio 2019, causa C-278/18.
La controversia è scaturita dagli avvisi di accertamento con i quali l’Amministrazione tributaria portoghese sottoponeva ad Iva il contratto stipulato dal proprietario con la società affittuaria.
La domanda di pronuncia pregiudiziale ricade sull’interpretazione dell’articolo 13, parte B, lettera b), della sesta direttiva 77/388/Cee, in merito a una controversia sorta con riferimento ad alcuni avvisi di accertamento Iva, per l’anno d’imposta 2002, relativi a un contratto di cessione dello sfruttamento di fondi rustici adibiti a vigneto.

Il fatto

L’amministratore di una società operante nel settore della viticultura, stipulava un contratto annuale, automaticamente rinnovabile, per la cessione dello sfruttamento agricolo di fondi rustici adibiti a vigneto.
A seguito di un controllo fiscale relativo all’anno d’imposta 2002, la cessione veniva classificata come operazione imponibile ai fini dell’Iva.
Venivano così emessi avvisi di accertamento relativamente all’Iva non versata. Il contribuente ricorreva, per sostenere l’esenzione dall’imposta, innanzi al Tribunale amministrativo centrale del nord del Portogallo, che emanava un’ordinanza di incompetenza provvedendo a trasmettere il fascicolo al Supremo tribunale amministrativo.
Dall’esame della controversia veniva rilevato come, da costante giurisprudenza della Corte di giustizia europea, l’esenzione dall’Iva, di cui al richiamato articolo 13, da un lato contemplerebbe anche le operazioni con le quali il proprietario di un immobile conferisce al locatario il diritto di occupare il fondo come se ne fosse il proprietario, dall’altro, poiché la locazione di beni immobili costituisce di norma un’attività relativamente passiva, le operazioni che implicano uno sfruttamento più attivo degli stessi sarebbero escluse dall’ambito di applicazione dell’esenzione.
Alla luce di tale giurisprudenza, per il giudice del rinvio si doveva risolvere il dubbio interpretativo, ovvero se, nel caso di specie, il contratto debba considerarsi alla stregua di un contratto di affitto o di una locazione di immobili oppure no.
Per questi motivi il giudice decideva di sospendere il procedimento e di sottoporre ai togati europei la questione pregiudiziale se si possa o meno considerare rientrante nell’esenzione, ai fini Iva, un contratto con il quale si cede lo sfruttamento di fondi rustici adibiti a vigneti.

La pronuncia

I giudici della ottava sezione della Corte di giustizia europea si sono espressi nel senso di ammettere l’estensione della possibilità di avvalersi dell’esenzione ai fini Iva, prevista dall’articolo 13, parte B, lettera b), della sesta direttiva 77/388/Cee, per l’affitto e la locazione di beni immobili, anche nella fattispecie di cui alla causa principale ovvero nel caso in cui il contratto si riferisca alla cessione dello sfruttamento agricolo di fondi rustici adibiti a vigneto a una società vinicola.

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