Precisazioni dell’Agenzia delle Entrate in materia di bonus mobili

Precisazioni dell’Agenzia delle Entrate in materia di bonus mobiliNell’ambito della risposta all’interpello n. 62/2019, pubblicata sul proprio sito ufficiale in data 19 febbraio u.s., l’Agenzia delle Entrate, ha affrontato, tra le altre, alcune questioni in tema di Bonus mobili e Bonus verde, ossia in riferimento alle detrazioni ai fini IRPEF che sono state introdotte dall’articoli 16, comma 2, del Decreto Legge n. 63 del 2013, così come è stato modificato dall’articolo 1, comma 2, lettera c), n. 4, della Legge n. 232 del 2016 e dall’articolo 1, comma 3, lettera b), n. 3), della Legge n. 205 del 2017, pari al 50% delle spese, da assumere entro il limite di 10.000 euro, sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di lavori di recupero e quelle previste per la “sistemazione a verde”, che sono state introdotte, per l’anno 2018, dall’articolo 1, commi da 12 a 15, della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di bilancio per il 2018). 

L’Agenzia inizia la propria disamina dei due provvedimenti in parola partendo da quello relativo alle agevolazioni per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, premettendo che l’articolo 16, comma 2, del DL n. 63 del 2013 prevede che: “Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1, limitatamente agli interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati a decorrere dal 1º gennaio 2017, è altresì riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, per le ulteriori spese documentate sostenute nell’anno 2018 per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari 22 importo, spetta nella misura del 50 per cento delle spese sostenute ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro, considerato, per gli interventi effettuati nell’anno 2017 ovvero per quelli iniziati nel medesimo anno e proseguiti nel 2018, al netto delle spese sostenute nell’anno 2017 per le quali si è fruito della detrazione. Ai fini della fruizione della detrazione dall’imposta, le spese di cui al presente comma sono computate indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni di cui al comma 1”.

Nella sua analisi l’Agenzia procede ricordando come nuove regole per la gestione del provvedimento siano entrate in vigore a partire dal 1° gennaio 2017 e siano state oggetto di precisazioni con la circolare n. 7/E del 2018. Con particolare riferimento all’inciso riportato dalla norma in commento e riferito agli interventi agevolabili l’Agenzia sottolinea come “per gli interventi effettuati nell’anno 2017 ovvero per quelli iniziati nel medesimo anno e proseguiti nel 2018”, la proroga della detrazione “ha limitato il beneficio agli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici effettuati in connessione con lavori di recupero del patrimonio edilizio iniziati a partire dal 1° gennaio 2017”.

Per quanto riguarda le modalità cui il contribuente è tenuto ad attenersi per fornire all’Amministrazione prova del momento in cui i lavori hanno avuto inizio, secondo l’interpello in commento “la data di avvio dei lavori di recupero del patrimonio edilizio potrà essere comprovata: – dalle eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare; – dalla comunicazione preventiva indicante la data di inizio dei lavori all’Azienda sanitaria locale, qualora la stessa sia obbligatoria; – ovvero, in caso si tratti di lavori per i quali non siano necessarie comunicazioni o titoli abitativi, dovrà…

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