Diario quotidiano del 22 novembre 2017 Indice: 1) Strumenti finanziari partecipativi: diritto di nomina di amministratori e sindaci 2) Il modello di convenzione OCSE per evitare le doppie imposizioni tiene conto della dimora del convivente 3) Riforma delle procedure di crisi: novità per le Srl 4) Nell’impresa familiare al convivente di fatto spettano utili 5) […]

Diario quotidiano del 22 novembre 2017

Indice:

1) Strumenti finanziari partecipativi: diritto di nomina di amministratori e sindaci

2) Il modello di convenzione OCSE per evitare le doppie imposizioni tiene conto della dimora del convivente

3) Riforma delle procedure di crisi: novità per le Srl

4) Nell’impresa familiare al convivente di fatto spettano utili

5) Istanza di rimborso TARI ad hoc: il MEF fornisce i suoi chiarimenti

6) Fisco: Ruffini, strada giusta, lotta evasione aiuta Paese a crescere

7) Reddito di Inclusione: arrivate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica delle domande

8) MISE: le FAQ sui Voucher digitalizzazione PMI

9) Enti del terzo settore: progetti da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale

10) Stima delle capacità fiscali di ogni Comune: ecco il D.M. 16 novembre 2017 per l’adozione della nota metodologica

1) Strumenti finanziari partecipativi: diritto di nomina di amministratori e sindaci
Il Consiglio notarile di Milano, nella massima 168 di novembre 2017, afferma che se agli strumenti finanziari partecipativi di cui all’art. 2346, comma 6, c.c., sia attribuito il diritto di nominare «un componente indipendente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o […] un sindaco», ai sensi dell’art. 2351, comma 5, c.c., lo statuto (o il regolamento allegato allo statuto) può liberamente disciplinare le modalità con cui tale diritto può essere esercitato, fermo restando il divieto di attribuire agli strumenti finanziari partecipativi il diritto di voto «nell’assemblea generale degli azionisti». È pertanto possibile, ad esempio, che la decisione o la deliberazione degli strumenti finanziari partecipativi dia luogo a una nomina immediatamente efficace oppure che abbia ad oggetto una nomina i cui effetti si producono contestualmente alla deliberazione assembleare di nomina dei restanti membri del nuovo organo.
Lo statuto (o il regolamento allegato allo statuto) può altresì attribuire agli strumenti finanziari partecipativi il diritto di nominare o di designare i componenti degli organi sociali che siano eventualmente cessati dalla carica, per qualsivoglia motivo, durante il mandato dell’organo di cui facevano parte.
In caso di emissione di diverse categorie di strumenti finanziari partecipativi, lo statuto (o il regolamento allegato allo statuto) può attribuire a ciascuna di esse il diritto di nominare o di designare «un componente indipendente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o […] un sindaco», fermo restando che il numero totale dei membri di spettanza degli strumenti finanziari partecipativi deve comunque essere inferiore alla metà dei componenti del rispettivo organo.
(Consiglio notarile di Milano, massima n. 168 di novembre 2017)

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2) Il modello di convenzione OCSE per evitare le doppie imposizioni tiene conto della dimora del convivente
La dimora in cui si convive può provare la residenza. Secondo il modello di convenzione OCSE per evitare le doppie imposizioni la persona fisica è considerata residente nello stato in cui ha una abitazione permanente di cui può disporre stabilmente a qualsivoglia titolo. La Suprema Corte, alla luce di tale principio ha interpretato la Convenzione Italia – Russia contro le doppie imposizioni e, dunque, deciso per l’accoglimento del ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate.
Tale Convenzione, ratificata con legge numero 372/1997, all’articolo 4, comma 2, recita, infatti, che quando il contribuente “dispone di un’abitazione permanente in entrambi gli Stati Contraenti, è considerata residente dello Stato nel quale le sue relazioni personali ed economiche sono più strette (centro degli interessi vitali).”
Nel caso di specie il contribuente russo risiedeva, invero, in Italia nell’abitazione della propria convivente con cui aveva una relazione stabile, situazione, tra l’altro, oggi riconosciuta e disciplinata dalla legge 20 maggio 2016 n. 76.
(Corte di cassazione. Sentenza n. 26638/5 del 10/11/2017)

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3) Riforma delle procedure di crisi: novità per le Srl
L’art. 14 della Legge n. 155 del 19 ottobre 2017, recante “Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 254 del 30 ottobre 2017, autorizza il Governo, nell’esercizio della delega, ad apportare alcune modifiche al Codice civile.
In particolare, il Governo dovrà:
– prevedere l’applicabilità dell’art. 2394 del Codice civile, relativo alla responsabilità degli amministratori delle società per azioni verso i creditori sociali, anche alle società a responsabilità limitata;
– abrogare l’art. 2394-bis del Codice civile, sulle azioni di responsabilità nelle procedure concorsuali (art. 14, comma 1, lett. a);
– affermare nel Codice civile il dovere dell’imprenditore e degli organi della società di “istituire assetti organizzativi adeguati per la rilevazione della crisi e della perdita della continuità aziendale”, per potere altrettanto tempestivamente attivarsi per l’adozione di uno degli strumenti di superamento della crisi e di recupero della continuità aziendale (art. 14, comma 1, lett. b);
– integrare l’elenco delle cause di scioglimento delle società di capitali (di cui all’art. 2484 c.c.), includendovi anche l’assoggettamento alla procedura di liquidazione giudiziale (art. 14, comma 1, lett. c);
– prevedere, nell’ambito delle misure protettive che si attivano a seguito delle procedure di allerta, di composizione assistita della crisi, di accordo di ristrutturazione dei debiti e di regolazione concordata preventiva della crisi, la sospensione delle cause di scioglimento della società relative alla perdita del capitale sociale o alla sua riduzione al di sotto del minimo legale (art. 2484, n. 4 e articolo 2545-duodecies c.c.), nonché la sospensione di alcuni obblighi degli organi sociali (art. 14, comma 1, lett. d);
– definire i criteri di quantificazione del danno risarcibile in caso di azione di responsabilità verso gli amministratori che abbiano violato l’articolo 2486 C.C., recando danni alla società e ai soci, ai creditori sociali e ai terzi, attraverso una gestione non limitata alla conservazione del patrimonio sociale (art. 14, comma 1, lett. e);
– prevedere l’applicabilità alle società a responsabilità limitata, anche prive di organo di controllo, delle disposizioni dell’articolo 2409 C.C., in tema di denunzia al tribunale delle irregolarità commesse dagli amministratori (art. 14, comma 1, lett. f);
– estendere i casi nei quali per le società a responsabilità limitata è obbligatoria la nomina di un organo di controllo o di un revisore, prevedendo comunque la nomina obbligatoria quando la società, per due esercizi consecutivi ha superato almeno uno dei seguenti limiti: totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro; ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro; dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità (art. 14, comma 1, lett. g);
– prevedere che l’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore cessi quando, per tre esercizi consecutivi, i ricordati requisiti dimensionali non vengono superati (art. 14, comma 1, lett. i);
– prevedere che, in caso di violazione delle disposizioni sulla nomina dell’organo di controllo, il tribunale possa provvedere, oltre che su richiesta di ogni interessato, anche su segnalazione del Conservatore del Registro delle imprese (art. 14,. Comma 1, lett. h).

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4) Nell’impresa familiare al convivente di fatto spettano utili
Impresa familiare: Utili al convivente di fatto. Questo poiché tale soggetto (convivente di fatto) corrisponde, nell’impresa familiare, al coniuge del titolare.
Lo afferma l’Agenzia delle entrate, nella risoluzione n. 134/E del 26 ottobre 2017.
Dunque, secondo il parere dell’Amministrazione finanziaria, il convivente di fatto che presta stabilmente la propria opera all’interno dell’impresa familiare dell’altro convivente, partecipa agli utili secondo le regole dell’impresa familiare, e cioè: in proporzione alla sua quota di partecipazione e per un ammontare non superiore al 49% dell’utile complessivo.
Dunque, il convivente di fatto viene considerato come il coniuge del titolare dell’impresa familiare.

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5) Istanza di rimborso TARI ad hoc: il MEF fornisce i suoi chiarimenti
L’istanza per ottenere quanto versato in più ai vari comuni, non richiede particolari formalità, tuttavia dovrà contenere tutti i dati necessari a identificare il contribuente, l’importo versato e quello di cui si chiede il rimborso nonché i dati identificativi della pertinenza che è stata computata erroneamente nel calcolo della TARI.
Il MEF precisa poi che i regolamenti comunali di disciplina della TARI in molti casi non contengono un’espressa e univoca previsione in ordine alle concrete modalità di calcolo della tassa nell’ipotesi di cui si tratta, potendosi manifestare l’errore in sede di applicazione degli atti regolamentari ai fini dell’emissione degli inviti di pagamento che specificano le somme dovute per ogni utenza.
Qualora, peraltro, i comuni abbiano adottato disposizioni il cui contenuto si riveli difforme rispetto ai criteri di calcolo in questa sede chiariti, dovranno procedere ai necessari adeguamenti delle proprie previsioni regolamentari.
Il MEF con la nota n. 41836 del 20 novembre 2017 ha fornito dei chiarimenti sull’applicazione della tassa sui rifiuti (TARI): Calcolo della parte variabile.
Ecco di seguito la circolare:
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6) Fisco: Ruffini, strada giusta, lotta evasione aiuta Paese a crescere
“Il lavoro delle donne e degli uomini della Guardia di Finanza è centrale nel contrasto all’evasione, nazionale ed internazionale, così come nella difesa della cultura della legalità”. Così il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, in occasione dell’inaugurazione dell’anno di studi della Guardia di Finanza. “La preziosa, costante collaborazione tra la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate sta dando risultati sempre più positivi nel contrasto all’economia sommersa a conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Siamo consapevoli che il cammino è ancora lungo e – conclude Ruffini – che dobbiamo tutelare la stragrande maggioranza di italiani che rispetta le regole, anche per dare forza alla crescita del Paese”.
(Agenzia Entrate, comunicato n. 191 del 21 novembre 2017)

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7) Reddito di Inclusione: arrivate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica delle domande
Reddito di Inclusione: Sono arrivate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica delle domande.
L’Inps è intervenuto in merito con il messaggio n. 4636 del 21 novembre 2017.
Il decreto legislativo n. 147 del 15 Settembre 2017, recante “disposizioni per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà”, emanato in attuazione della legge delega 15 marzo 2017, n. 33, contenente “norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali”, ha istituito, a decorrere dall’1 gennaio 2018, il Reddito di inclusione (d’ora in poi ReI).
Il ReI è concesso dall’INPS, previa presentazione di apposita domanda presso specifici punti di accesso, individuati a livello comunale o di ambiti territoriali.
Ai sensi dell’art. 9, comma 1, del decreto legislativo 147 del 15 Settembre 2017, la domanda di ReI deve essere presentata presso i punti di accesso, ovvero presso altra struttura identificata dai Comuni, sulla base dell’apposito modello di domanda, predisposto dall’INPS, sentito il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Nello stesso articolo, al comma 2, si prevede che l’Istituto renda disponibile le modalità telematiche predisposte per l’acquisizione delle domande.
Nelle more della pubblicazione della Circolare INPS che illustrerà le caratteristiche della misura e che conterrà anche il modulo di domanda, il presente messaggio fornisce le specifiche tecniche per la trasmissione telematica all’Istituto delle domande da parte degli Enti preposti.
L’allegato 1 descrive le specifiche per la trasmissione delle domande in Cooperazione Applicativa verso la Porta di Dominio dell’Istituto. Il relativo documento contiene una descrizione dei tracciati xsd, anch’essi allegati (allegato 2 e 3), che possono essere utilizzati anche per la trasmissione delle domande in upload attraverso l’applicazione Internet di prossima pubblicazione sul sito Istituzionale.
(Inps, messaggio n. 4636 del 21 novembre 2017)

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8) MISE: le FAQ sui Voucher digitalizzazione PMI
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il 20 novembre 2017, sul proprio sito internet, le FAQ (Frequently Asked Questions) relative ai“Voucher digitalizzazione PMI” (Decreto 23 settembre 2014).
I quesiti sono stati suddivisi per i seguenti argomenti:
Soggetti ammissibili
Spese ammissibili
Agevolazioni concedibili
Cumulabilità
Modalità e termini di presentazione delle domande.

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SOGGETTI AMMISSIBILI
1.1 Quali soggetti possono presentare domanda di agevolazione, ai sensi del Decreto 23 settembre 2014?
Il Voucher può essere concesso in favore di micro, piccole e medie imprese (mPMI), costituite in qualsiasi forma giuridica, che risultano possedere, alla data della presentazione della domanda, i requisiti previsti all’art. 5 del decreto 23 settembre 2014.
1.2 Sono previste delle restrizioni in ordine ai settori di attività economica dei soggetti beneficiari?
Si. Possono beneficiare del voucher le imprese operanti in tutti i settori di attività economica ad eccezione di quelli esclusi dall’articolo 1 del regolamento (UE) n. 1407/2013 (aiuti “de minimis”) quali il settore della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e acquacoltura. Tuttavia, qualora le imprese che operano in tali settori svolgano anche attività economiche ammissibili, le stesse possono beneficiare del Voucher a condizione che siano in possesso di un adeguato sistema di separazione delle attività o di un sistema contabile che assicuri la distinzione dei costi.
1.3 Gli studi professionali e, più in generale, i liberi professionisti possono presentare domanda di accesso alle agevolazioni previste ai sensi del decreto 23 settembre 2014?
Ai fini dell’accesso alle agevolazioni, le imprese sono tenute al rispetto di tutti i requisiti individuati all’articolo 5 del decreto 23 settembre 2014, tra cui è previsto l’obbligo, alla data di presentazione dell’istanza di Voucher, di essere iscritti al Registro delle imprese. Pertanto, gli studi professionali e, più in generale, i liberi professionisti possono accedere alle agevolazioni solo qualora svolgano la propria attività in forma di impresa e siano iscritti, alla data di presentazione della domanda, al Registro delle imprese.
1.4 Le associazioni o gli enti che, pur esercitando una attività economica, non risultano iscritti al Registro delle Imprese ma sono registrate unicamente presso il Repertorio Economico Amministrativo (REA) delle Camere di Commercio possono presentare domanda di accesso alle agevolazioni previste dal decreto 23 settembre 2014?
No, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera c) del decreto 23 settembre 2014 possono presentare domanda di agevolazione esclusivamente le imprese che, indipendentemente dalla forma giuridica o dal regime contabile adottato, risultano iscritte nel Registro delle Imprese.
Pertanto, i soggetti registrati unicamente presso il Repertorio Economico Amministrativo (REA) delle Camere di Commercio (ad esempio gli enti pubblici non economici, le associazioni riconosciute e non, le fondazioni, i comitati, gli organismi religiosi), non rientrano tra i soggetti ammissibili alle agevolazioni in esame.
1.5 Un’impresa che ha avviato la procedura prevista dall’articolo 186-bis della legge fallimentare (concordato preventivo con continuità aziendale), può presentare domanda di accesso alle agevolazioni previste dal decreto 23 settembre 2014?
No, in quanto l’articolo 5, comma 1, lettera d), del decreto 23 settembre 2014, prevede che il soggetto proponente alla data di presentazione della domanda non deve essere sottoposto a una procedura concorsuale e non deve trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente.
1.6 Cosa si intende per micro, piccola e media impresa?
Le imprese possono qualificarsi di micro, piccola o media dimensione secondo quanto stabilito dalla raccomandazione della Commissione europea (2003/361/CE) del 6 maggio 2003 come recepita dal decreto 18 aprile 2005.
I principali elementi utili per il calcolo della dimensione di impresa sono riportati nella tabella seguente:
Elementi utili per il calcolo della dimensione di impresa
Categoria di impresa Effettivi: unità lavorative anno (ULA) e Fatturato annuo (in milioni di euro) oppure Totale di bilancio (annuo)
Microimpresa meno di 10 e ≤ 2 oppure ≤ 2
Piccola impresa meno di 50 e ≤ 10 oppure ≤ 10
Media impresa meno di 250 e ≤ 50 oppure ≤ 43
Si evidenzia inoltre che, ai fini del calcolo dimensionale, devono essere considerati i rapporti di collegamento e/o di associazione esistenti tra le imprese in esame secondo quanto previsto dal predetto decreto 18 aprile 2005.
Informazioni di dettaglio possono essere reperite nella sezione del sito dedicata alla dimensione aziendale.
SPESE AMMISSIBILI
2.1. Quali sono le spese ammissibili previste dal decreto 23 settembre 2014?
Come stabilito dall’articolo 2 del decreto 23 settembre 2014, le spese ammissibili devono essere riferite all’acquisto di software, hardware o servizi che consentano il raggiungimento delle seguenti finalità:
1. a) miglioramento dell’efficienza aziendale;
b) modernizzazione dell’organizzazione del lavoro;
c) sviluppo di soluzioni di e-commerce;
d) connettività a banda larga e ultralarga;
e) collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
f) formazione qualificata nel campo ICT del personale.
L’articolo 7 dello stesso decreto prevede, inoltre, delle ulteriori condizioni in merito all’ammissibilità delle spese, come sintetizzato nella tabella seguente:
Tabella su attività e spese ammissibili
Ambiti di attività Spese ammissibili
a) miglioramento dell’efficienza aziendale
b) modernizzazione dell’organizzazione del lavoro
c) sviluppo di soluzioni di e-commerce Hardware, software e servizi di consulenza specialistica
d) connettività a banda larga e ultralarga
Le spese relative a tale ambito sono ammissibili solo se strettamente correlate agli ambiti di attività a), b) e c) Spese di attivazione del servizio per la connettività sostenute una tantum (con esclusivo riferimento ai costi di realizzazione delle opere infrastrutturali e tecniche e ai costi di dotazione e installazione degli apparati necessari alla connettività a banda larga e ultralarga)
e) collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare
Le spese relative a tale ambito sono ammissibili solo se strettamente correlate agli ambiti di attività a), b) e c) Spese relative all’acquisto e all’attivazione di decoder e parabole per il collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare
f) formazione qualificata nel campo ICT del personale
Le spese relative a tale ambito sono ammissibili solo se attinenti ai fabbisogni formativi strettamente correlati agli ambiti di attività a), b), c), d) ed e) Spese per la partecipazione a corsi e per l’acquisizione di servizi di formazione qualificata (a favore di titolari, legali rappresentanti, amministratori, soci, dipendenti dell’impresa beneficiaria)
2.2. Da quando possono essere sostenute le spese ammissibili alle agevolazioni previste dal decreto 23 settembre 2014?
Come previsto all’articolo 2, comma 3 del decreto 23 settembre 2014, le spese devono essere sostenute solo successivamente all’assegnazione del Voucher. L’avvio del progetto deve essere, quindi, successivo alla pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero (www.mise.gov.it) del provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto direttoriale 24 ottobre 2017.
2.3. Entro quali termini occorre ultimare il progetto di digitalizzazione e ammodernamento tecnologico oggetto della domanda di Voucher?
Come previsto all’articolo 5, comma 1, lettera b), del decreto direttoriale 24 ottobre 2017, il progetto di digitalizzazione e ammodernamento tecnologico deve essere ultimato entro sei mesi dalla pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero (www.mise.gov.it) del provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher. Per data di ultimazione si intende la data dell’ultimo titolo di spesa ammissibile riferibile al progetto stesso.
Si evidenzia, inoltre, che le prestazioni svolte a titolo di servizi di consulenza o di formazione, facenti parte del progetto agevolato, devono essere realizzate entro il medesimo periodo.
2.4 Con riferimento agli ambiti di attività di cui all’articolo 2, comma 2, lettera a (miglioramento dell’efficienza aziendale), lettera b (modernizzazione dell’organizzazione del lavoro) e lettera c (sviluppo di soluzioni di e-commerce) del decreto 23 settembre 2014, sono ammissibili le spese per i canoni relativi a servizi informatici (per es. i canoni di abbonamento per il cloud storage) o per il noleggio di attrezzature informatiche?
No, con riferimento agli ambiti di attività di cui all’articolo 2, comma 2, lettere a), b) e c) del decreto 23 settembre 2014 sono ammissibili esclusivamente le spese per l’acquisto di hardware, software e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati alla realizzazione dei progetti.
2.5 Sono ammissibili i costi sostenuti per l’acquisto a tempo determinato di licenze d’uso dei software?
Si, fermo restando l’osservanza da parte dell’impresa beneficiaria dell’obbligo previsto all’articolo 8, comma, 2, lettera e), del decreto direttoriale 24 ottobre 2017.
2.6 I servizi di formazione qualificata di cui all’articolo 2, comma 2, lettera f), del decreto 23 settembre 2014 devono essere erogati esclusivamente da enti accreditati?
Le spese connesse alla partecipazione a corsi e all’acquisizione di servizi di formazione qualificata sono ammissibili alle condizioni indicate dall’articolo 7, comma 6, del decreto 23 settembre 2014, tra le quali non sono previste restrizioni in merito di requisiti dei fornitori dei predetti servizi di formazione.
Si ricorda, comunque, che al fine di consentire i controlli di cui all’articolo 10 del decreto 23 settembre 2014, le imprese beneficiarie sono tenute a conservare la documentazione giustificativa attestante l’effettiva fruizione dei servizi oggetto del Voucher (a titolo esemplificativo, nel caso di servizi di formazione qualificata gli attestati individuali di partecipazioni ai corsi, i cv dei docenti etc).
2.7 L’impresa beneficiaria è tenuta ad utilizzare un conto corrente bancario dedicato per effettuare i pagamenti dei beni e/o dei servizi oggetto delle agevolazioni previste dal decreto 23 settembre 2014?
No, l’impresa beneficiaria può utilizzare un conto corrente, anche non dedicato, per il pagamento delle spese previste nell’ambito del progetto agevolato. I pagamenti devono, comunque, essere effettuati esclusivamente attraverso il conto corrente prescelto e nel rispetto di quanto stabilito dall’articolo 6 del decreto direttoriale 24 ottobre 2017.
2.8 L’impresa può rendicontare spese diverse rispetto a quanto indicato nella domanda di agevolazioni presentata a valere sul decreto 23 settembre 2014?
In fase di domanda di agevolazioni l’impresa è tenuta ad indicare esclusivamente, per ogni ambito di intervento tra quelli previsti all’articolo 2, comma 2, del decreto 23 settembre 2014, la tipologia di bene e/o servizio previsto (software, hardware, servizi di consulenza, opere infrastrutturali e tecniche e servizi di formazione) e il relativo importo.
In fase di erogazione, l’impresa assegnataria del Voucher può rendicontare spese riferibili anche a tipologie di beni e/o di servizi diverse rispetto a quanto indicato in domanda, fermo restando che le spese rendicontate possono essere ammissibili nel limite dell’importo previsto in domanda per ciascun ambito di attività e nel rispetto delle condizioni indicate nel decreto del 23 settembre 2014 e nel decreto direttoriale 24 ottobre 2017.
2.9 L’impresa beneficiaria può acquistare i beni e/o i servizi previsti dall’articolo 7 del decreto 23 settembre 2014 da fornitori con sede all’estero?
Sì, la norma non preclude tale possibilità, fermo restando il rispetto delle condizioni stabilite in relazione all’ammissibilità delle spese dal decreto del 23 settembre 2014 e dal decreto direttoriale 24 ottobre 2017. In ogni caso, il fornitore è tenuto a rilasciare la liberatoria predisposta sulla base dello schema di cui all’allegato n. 4 del citato decreto direttoriale, sottoscritta con le modalità previste all’art. 38, comma 3, del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, allegando pertanto fotocopia del documento d’identità del dichiarante o sottoscritta con firma digitale.
2.10 Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni delle spese che cosa si intende nell’articolo 5, comma 1, lettera c) del decreto direttoriale 24 ottobre 2017 dove viene previsto che le spese devono essere relative a beni acquistati da “terzi che non hanno relazioni con l’acquirente”?
La condizione che i beni e/o i servizi siano acquisiti da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente è derivata da una specifica disposizione prevista in tal senso dalla Commissione europea in materia di aiuti di stato. A tal fine la stessa Commissione ha chiarito che le parti devono essere indipendenti e non deve esservi, per lo meno, alcuna influenza (decisiva o meno) sulla composizione, sulle votazioni, e sulle decisioni degli organi di un’impresa. Ecco perché anche la sussistenza di una piccola partecipazione al capitale (ad esempio: 1%) indicherebbe che le parti non sono indipendenti e questo sia nel caso in cui la partecipazione è detenuta dall’impresa beneficiaria nell’impresa fornitrice sia nel caso cui, invece, è il fornitore a detenere la partecipazione nell’impresa beneficiaria.
AGEVOLAZIONI CONCEDIBILI
3.1. Quale è l’importo del Voucher concedibile?
Ai sensi di quanto disposto all’articolo 6, comma 1, del decreto 23 settembre 2014 per ciascun soggetto beneficiario può essere riconosciuto un Voucher nella misura massima del 50 per cento del totale delle spese ammissibili e, comunque, di importo non superiore a 10.000,00 euro.
La predetta agevolazione è concessa nel rispetto del regolamento (UE) n. 1407/2013 che disciplina gli aiuti a titolo “de minimis” tenuto conto anche della eventuale procedura di riparto delle risorse prevista dall’articolo 8, commi 5 e 6 del decreto 23 settembre 2014.
3.2. Cosa succede se le risorse disponibili, a livello di singola regione, non risultino sufficienti a soddisfare le richieste presentate dalle imprese?
Come disposto all’articolo 8, commi 5 e 6, del decreto 23 settembre 2014 e specificato all’articolo 4, commi 4 e 5 del decreto direttoriale 24 ottobre 2017, nel caso in cui l’importo complessivo dei Voucher richiesti dalle imprese, per una determinata regione, risulti superiore all’ammontare delle risorse finanziarie disponibili il Ministero procede al riparto delle risorse in proporzione alle richieste effettuate dalle singole imprese.
3.3. Come viene attribuito il Voucher alle imprese?
Il Ministero provvede alla prenotazione del Voucher a favore delle imprese che hanno presentato domanda di accesso alle agevolazioni attraverso un provvedimento cumulativo di prenotazione pubblicato sul sito istituzionale www.mise.gov.it. Il predetto provvedimento cumulativo conterrà, su base regionale, l’indicazione delle imprese e dell’importo dell’agevolazione prenotata.
Successivamente alla presentazione da parte dell’impresa della rendicontazione delle spese sostenute, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 6 del decreto direttoriale 24 ottobre 2017, il Ministero provvederà all’assegnazione definitiva e alla conseguente erogazione del Voucher.
3.4 A quanto ammonta l’importo del Voucher che viene concesso in via definitiva a seguito della presentazione della rendicontazione di spesa?
Il Voucher viene concesso in via definitiva per un ammontare non superiore al 50% delle spese ritenute ammissibili a seguito dello svolgimento della prevista attività istruttoria e nel limite dell’importo stabilito con il provvedimento di prenotazione di cui all’articolo 4 del decreto direttoriale 24 ottobre 2017.
1. CUMULABILITA’
4.1. Il Voucher per la digitalizzazione delle PMI è cumulabile con altre agevolazioni? In particolare è cumulabile con norme che prevedono benefici di carattere fiscale applicabili alla generalità delle imprese (come ad es. Super e Iper ammortamento)?
Le agevolazioni previste dal decreto 23 settembre 2014, in base a quanto stabilisce l’articolo 3, comma 4, dello stesso, non sono cumulabili con altri contributi pubblici concessi a valere sugli stessi costi ammessi.
Si rappresenta, però, che il predetto divieto di cumulo agisce solo qualora i suddetti contributi pubblici siano inquadrabili come aiuti di stato ai sensi dell’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Il Voucher risulta, invece, fruibile unitamente a tutte le misure di carattere generale che, prevedendo benefici applicabili alla generalità delle imprese, non sono da considerare aiuti di Stato e non concorrono, quindi, a formare cumulo, quali a titolo esemplificativo Super e Iper Ammortamento (vd circolare dell’Agenzia delle Entrate del 30 marzo 2017 n. 4/E).
4.2 Il Voucher per la digitalizzazione delle PMI di cui al decreto 24 settembre 2014 è cumulabile con le agevolazioni “Nuova Sabatini”?
No, le agevolazioni previste dal decreto 23 settembre 2014, in base a quanto stabilisce l’articolo 3, comma 4, dello stesso, non sono cumulabili con altri contributi pubblici concessi a valere sugli stessi costi ammessi che si configurano come aiuti di Stato (come ad esempio la Nuova Sabatini).

MODALITA’ E TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE
5.1. Quali sono i termini per la trasmissione delle domande di accesso alle agevolazioni?
L’invio delle domande di accesso alle agevolazioni può essere effettuato, utilizzando esclusivamente la procedura informatica accessibile nella sezione “Voucher digitalizzazione” del sito web del Ministero, a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018.
Le imprese possono iniziare la compilazione della domande a partire dalle ore 10.00 del 15 gennaio 2018, seguendo la procedura indicata all’articolo 3, comma 7, lettera a) del decreto direttoriale 24 ottobre 2017.
5.2. È previsto un ordine cronologico per l’attribuzione dei Voucher?
No. Le domande di agevolazioni presentate nel periodo di apertura dello sportello sono considerate come pervenute nello stesso momento. Nel caso in cui le risorse disponibili a livello regionale non siano sufficienti a coprire le richieste pervenute da parte delle imprese è prevista una procedura di riparto delle risorse finanziarie in proporzione alle richieste delle imprese.
5.3. Come funziona la procedura informatica finalizzata alla trasmissione delle domande di accesso alle agevolazioni?
La procedura informatica sarà accessibile nell’apposita sezione “Voucher digitalizzazione” del sito web del Ministero, a partire dalle ore 10.00 del 15 gennaio 2018. La suddetta procedura prevede l’identificazione e l’autenticazione attraverso la Carta nazionale dei servizi (CNS), ovvero un dispositivo (una Smart Card o una chiavetta USB) che contiene un “certificato digitale” di autenticazione personale.
L’accesso alla procedura informatica è riservato al rappresentante legale dell’impresa proponente, come risultante dal certificato camerale della medesima o ad un altro soggetto interno alla sua organizzazione a cui sia delegato (attraverso la procedura informatica – “Gestione Deleghe”) il potere di rappresentanza per la presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni.
5.4. Dove è possibile richiedere la “Carta nazionale dei servizi” funzionale all’accesso alla procedura informatica?
La “Carta nazionale dei servizi” viene rilasciata a persone fisiche e titolari di cariche di impresa. È possibile farne richiesta alle Camere di Commercio o presso enti quali Regioni, Comuni o organismi privati. Per conoscere l’elenco pubblico degli enti adibiti al rilascio è possibile visitare il sito DigitPa (archivio.digitpa.gov.it)
5.5. Una stessa impresa può presentare più domande di accesso alle agevolazioni per progetti da realizzare in distinte sedi operative?
No, come disposto all’articolo 3, comma 3, del decreto direttoriale 24 ottobre 2017 ciascuna impresa proponente può presentare una sola domanda di accesso alle agevolazioni nella quale è tenuta ad indicare, ai fini della suddivisione su base regionale delle richieste pervenute, l’ubicazione dell’unità produttiva nell’ambito della quale viene realizzato il progetto di digitalizzazione e ammodernamento tecnologico.
5.6 Il soggetto che presenta la domanda di agevolazioni a valere sul decreto 23 settembre 2014 come deve adempiere all’obbligo relativo all’imposta di bollo? A quanto ammonta l’importo da pagare? E cosa si intende con l’espressione annullamento della marca da bollo?
Il soggetto proponente assolve l’obbligo relativo all’imposta di bollo provvedendo ad annullare una marca da bollo di importo pari a 16,00 euro (come previsto dalla legge n. 147/2013, art.1, commi 591 e 592, per le istanze presentate per via telematica) e riportando il numero identificativo della stessa nell’apposita sezione del modulo di domanda. Si precisa, inoltre, che con l’espressione annullamento della marca da bollo si fa riferimento al disposto dell’art. 12 del DPR n. 642/72, secondo il quale: “l’annullamento delle marche deve avvenire mediante perforazione o apposizione della sottoscrizione o della data o di un timbro”. Si ricorda, inoltre, che la marca da bollo deve essere conservata in originale presso la propria sede o uffici per eventuali successivi controlli.
5.7 Come deve essere compilata la domanda di agevolazioni a valere sul decreto 23 settembre 2014 per la prenotazione del Voucher?
La domanda di agevolazioni deve essere compilata esclusivamente attraverso la procedura informatica accessibile nella sezione “Voucher digitalizzazione” del sito web del Ministero (www.mise.gov.it). Il modello di cui all’allegato n. 2 del decreto direttoriale 24 ottobre 2017 è un fac simile del file che sarà effettivamente generato dalla procedura a seguito della compilazione da parte dell’impresa. Si evidenzia che la procedura informatica consente di verificare se la compilazione delle varie sezioni del modulo di domanda è avvenuta correttamente oppure se vi sono errori o informazioni mancanti. Allorché la procedura di compilazione sarà ultimata l’impresa potrà scaricare il modulo in formato “.pdf” per apporre la firma digitale e successivamente potrà caricare il modulo firmato sul sistema per procedere all’invio dell’istanza.
5.8 Si può presentare la domanda di agevolazioni a valere sul decreto 23 settembre 2014 accedendo alla piattaforma informatica attraverso il sistema SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)?
No, la procedura informatica per la presentazione delle domande prevede che l’autenticazione dell’utente sia effettuata utilizzando un dispositivo di tipo CNS (Carta nazionale dei servizi). I certificati accettati sono quelli emessi da un certificatore accreditato riconosciuto dall’AGID come ente emittente di certificati di autenticazione e il suddetto certificato deve essere valido (non scaduto).
5.9 I consulenti esterni all’impresa possono essere delegati da quest’ultima a presentare la domanda di agevolazione a valere sul decreto 23 settembre 2014?
No, l’articolo 8, comma 2, del decreto 23 settembre 2014 prevede che “Per presentare la domanda l’impresa deve disporre … della firma digitale del legale rappresentante o di un suo delegato all’interno della sua organizzazione”.
5.10 Alla domanda di accesso alle agevolazioni devono essere allegati i preventivi di spesa?
No, alla domanda di accesso alle agevolazioni deve essere allegato esclusivamente il prospetto dei dati certificati dal Registro imprese (generato automaticamente dalla procedura informatica) e, nel caso l’impresa proponente sia associata/collegata, il prospetto recante i dati per il calcolo della dimensione d’impresa, redatto utilizzando l’apposito modello che sarà disponibile nella sezione del sito www.mise.gov.it dedicata al “Voucher digitalizzazione”.

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9) Enti del terzo settore: progetti da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale
La Direzione Generale del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale delle Imprese, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha pubblicato l’Avviso n. 1/2017 per la realizzazione di iniziative e progetti presentati da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni di terzo settore art. 72 del codice del terzo settore – per l’anno 2017.

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10) Stima delle capacità fiscali di ogni Comune: ecco il D.M. 16 novembre 2017 per l’adozione della nota metodologica
D.M. 16 novembre 2017 concernente l’adozione della nota metodologica relativa alla procedura di calcolo e alla stima delle capacità fiscali per singolo comune delle regioni a statuto ordinario
21-11-2017
Nelle more della pubblicazione in G. U., si rende disponibile in via anticipata il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 16 novembre 2017 concernente l’adozione della nota metodologica relativa alla procedura di calcolo e alla stima delle capacità fiscali per singolo comune delle regioni a statuto ordinario.
(Mef, nota del 21 novembre 2017)

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Scambio automatico di informazioni finanziarie (AEOI): pubblicazione del primo rapporto di monitoraggio e conferma della Leadership italiana
Dal 15 al 17 novembre si è svolta a Yaoundé (Camerun) la 10° Riunione Plenaria del Global Forum per la trasparenza e lo scambio di informazioni. Nel corso della riunione è stato approvato il primo rapporto sul monitoraggio dello scambio automatico di informazioni finanziarie, che tiene conto dell’effettiva implementazione dello Standard internazionale (Common Reporting Standard) che definisce i requisiti normativi e tecnici per lo scambio di informazioni finanziarie a fini fiscali. Sono attualmente 102 giurisdizioni impegnate in questo processo. L’avvio del primo scambio automatico è avvenuto il 30 settembre 2017 tra le prime 49 giurisdizioni; le altre giurisdizioni impegnate scambieranno a partire dal 30 settembre 2018.
Durante la Riunione Plenaria è stata anche confermata, per altri due anni, la leadership italiana nel relativo gruppo AEOI.
(Mef, nota del 21 novembre 2017)

Vincenzo D’Andò

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