Rimborso IVA libero fino a 30mila euro - Diario Quotidiano dell'11 febbraio 2019

1) Consulenti del lavoro: quando sono responsabili del trattamento dei dati sulla privacy

2) Regimi fiscali/contabili a transito libero per i forfettari

3) Rimborso Iva fino a 30 mila euro libero

4) Regime forfettario agevolato: le regole 2019 illustrate dalle Entrate

5) Spese sanitarie: consultabili online

6) Per la vendita di libri ai centri di formazione vale sempre il regime Iva monofase

7) Telefisco 2019: disponibili i chiarimenti del MEF

8) Fatturazione elettronica: moratoria sulle sanzioni da prorogare al 16 marzo

9) Impresa sociale: nessuna modifica per gli statuti delle cooperative sociali

10) MISE: accesso ai contributi per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte delle PMI

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3) Rimborso Iva fino a 30 mila euro libero, senza garanzie

Gli imprenditori che chiudono la dichiarazione Iva annuale con un credito possono, in alternativa alla detrazione o alla compensazione, possono chiederlo a rimborso senza garanzie fino a 30 mila euro.

I rimborsi (previsti nell’articolo 30 del DPR 633/1972) sono eseguiti, su richiesta fatta in sede di dichiarazione annuale, entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione Iva. Sulle somme rimborsate si applicano gli interessi in ragione del 2% annuo, con decorrenza dal 90° giorno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, non computando il periodo intercorrente tra la data di notifica della richiesta di documenti e la data della loro consegna, quando superi quindici giorni.

La richiesta di rimborso del credito, emergente dalla Dichiarazione annuale IVA/2019 per l’anno 2018 – da presentare a partire dal 1° febbraio 2019 – è disciplinata dall’art. 38-bis del D.P.R. 633/1972, che risulta modificata dalle disposizioni contenute nel Decreto Fiscale (D.L. 193/2016, convertito nella L. 225/2016), con il raddoppio del precedente limite salito da 15.000 a 30.000 euro, riguardante esclusivamente la richiesta di rimborso del credito Iva.

Rimborsi di importo fino a 30.000 euro

Per queste tipologie di rimborso non sono previsti particolari adempimenti, se non la compilazione dei relativi dati contenuti nel quadro VX del modello di dichiarazione annuale Iva, oltre alla sottoscrizione dell’attestazione di non essere società di comodo (per le società), accompagnato dall’atto notorio.

L’Agenzia delle entrate, con riferimento al calcolo della soglia (al tempo del chiarimento pari a 15.000 euro, ma ora di 30.000 euro) ha precisato che tale limite è da intendersi riferito non alla singola richiesta, ma alla somma delle richieste di rimborso effettuate per l’intero periodo d’imposta.

Rimborsi di importo superiore a 30.000 euro (senza obbligo di garanzia)

Per il rimborso di crediti Iva eccedenti l’importo di 30.000 euro, il contribuente può evitare di presentare apposita garanzia se:

  • fa apporre il visto di conformità (o la sottoscrizione alternativa) nel frontespizio della Dichiarazione Iva annuale;
  • attesta, mediante dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da rendere nell’apposito riquadro presente nella Dichiarazione Iva, l’esistenza di determinati requisiti (dichiarazione, debitamente sottoscritta dal contribuente, copia del documento di identità dello stesso, vanno conservati da chi invia la dichiarazione ed esibite a richiesta dell’Agenzia delle entrate).

Oltre ad apporre il visto di conformità (o sottoscrizione alternativa da parte dell’organo di controllo), il contribuente deve compilare la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà per attestare la sussistenza dei seguenti tre requisiti:

  1. requisito di solidità patrimoniale: che il patrimonio netto non è diminuito, rispetto alle risultanze dell’ultimo periodo di imposta, di oltre il 40%; la consistenza degli immobili iscritti non si è ridotta, rispetto alle risultanze dell’ultimo periodo di imposta, di oltre il 40% per cessioni non effettuate nella normale gestione dell’attività esercitata;…
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