La ricevuta fiscale va in pensione - Diario quotidiano del 5 febbraio 2019

1) Riporto del credito Iva salvo se non viene accertato nei 5 anni
2) Va “in pensione” la ricevuta fiscale
3) Controlli mirati della GdF sul territorio
4) Fac simile parere dell’organo di revisione sulla proposta di bilancio
5) In discussione alla Camera il Decreto semplificazioni per le imprese: novità anche per il regime forfetario (flat tax)
6) Nuove disposizioni urgenti in materia di enti del Terzo settore
7) Servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi
8) Nuovo Codice europeo delle comunicazioni elettroniche

La ricevuta fiscale va in pensione - Diario quotidiano del 5 febbraio 20191) Riporto del credito Iva salvo se non viene accertato nei 5 anni

2)Va “in pensione” la ricevuta fiscale

3) Controlli mirati della GdF sul territorio

4) Fac simile parere dell’organo di revisione sulla proposta di bilancio

5) In discussione alla Camera il Decreto semplificazioni per le imprese: novità anche per il regime forfetario (flat tax)

6) Nuove disposizioni urgenti in materia di enti del Terzo settore

7) Servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi

8) Nuovo Codice europeo delle comunicazioni elettroniche

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2) Va “in pensione” la ricevuta fiscale

Stop alla ricevuta fiscale dal 2020, verrà soppiantata dall’obbligo di invio elettronico dei corrispettivi.

E quanto emerso nel corso di Telefisco 2019. I commercianti al minuto, ai sensi dell’art. 22 del DPR 633/72, non sono tenuti ad emettere fattura, salvo che sia stata richiesta dal cliente, e certificano i corrispettivi mediante rilascio della ricevuta fiscale ovvero dello scontrino fiscale (art. 1 del DPR 696/96).

Secondo le affermazioni circolate a Telefisco 2019, con l’entrata in vigore dell’obbligo generalizzato dell’invio telematico (art. 2 comma 1 del DLgs. 127/2015), il commerciante al minuto che non sia espressamente esonerato dall’obbligo di certificare i corrispettivi (art. 2 del DPR 696/96), a partire dal 1° luglio 2019, o dal 1° gennaio 2020 (a seconda del volume d’affari generato), dovrà inviare telematicamente i dati dei corrispettivi, fatta salva l’emissione della fattura se richiesta dal cliente (art. 22 comma 3 del DPR 633/72).

Dunque, considerando che a decorrere dal 1° gennaio 2019 è pienamente operativo l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica, l’Agenzia delle Entrate ha concluso che non saranno possibili forme di documentazione diverse dalla fattura elettronica stessa.

Come è noto, dal 1° luglio 2019, per i commercianti al minuto il cui volume d’affari è superiore a 400.000 euro, partirà l’obbligo di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate (art. 2 comma 1 del DLgs. 127/2015).

Per coloro il cui volume d’affari è pari o inferiore a 400.000 euro, invece, l’obbligo decorre dal 1° gennaio 2020.

Per una panoramica dei provvedimenti da Legge di Bilancio clicca qui

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