Processo tributario telematico: anche i difensori privati attestano - Diario quotidiano del 6 febbraio 2019

1) Ok al bonus prima casa anche le pertinenze acquisite dopo
2) Le S.r.l. pagano l’Irap anche senza dipendenti
3) Prescrizione decennale per la detrazione delle imposte pagate all’estero
4) Processo tributario telematico: anche i difensori privati attestano
5) Telefisco 2019: chiarimenti dalla GdF sulle fatture per operazioni inesistenti
6) Canoni di abbonamento alla tv: tutto confermato
7) Sportelli INPS: come prenotare l’accesso tramite app mobile
8) Reddito di cittadinanza: online il manuale d’uso

Processo tributario telematico: anche i difensori privati attestano - Diario quotidiano del 6 febbraio 20191) Ok al bonus prima casa anche le pertinenze acquisite dopo

2) Le S.r.l. pagano l’Irap anche senza dipendenti

3) Prescrizione decennale per la detrazione delle imposte pagate all’estero

4) Processo tributario telematico: anche i difensori privati attestano

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7) Sportelli INPS: come prenotare l’accesso tramite app mobile

8) Reddito di cittadinanza: online il manuale d’uso

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4) Processo tributario telematico: anche i difensori privati attestano

Nel corso di Telefisco 2019 il Ministero dell’Economia ha chiarito che anche i difensori dei contribuenti potranno autenticare i documenti estratti dal fascicolo processuale e, in caso di spese di lite compensate, il contributo unificato resta tutta a carico della parte privata. Nell’ambito del processo tributario telematico il decreto fiscale ha previsto il potere di certificazione della conformità.

L’attestazione serve a garantire che la copia informatica di un atto processuale di parte, di un provvedimento del giudice o di un documento sia identica al suo originale. La novità è che l’attestazione può ora farla il difensore di tutte le parti che potranno estrarre le copie e attestarne la conformità. Le attestazioni sono in esenzione dal pagamento di eventuali diritti. In questo modo sarà più facile gestire a distanza il processo tributario telematico che sarà obbligatorio dal prossimo 1°luglio.

Il Mef ha, quindi, fornito alcuni chiarimenti per quanto concerne le novità introdotte, in materia di processo tributario telematico (Ptt), dal DL fiscale n. 119/2018.

Potere di certificazione di conformità

Si tratta, in particolare, della misura in tema di attestazione di conformità, contenuta nel nuovo articolo 25-bis del Dlgs 546/1992 (Disposizioni sul processo tributario).

Detta previsione riconosce in capo al difensore e al dipendente di cui si avvalgono l’ente impositore, l’agente della riscossione ed i soggetti iscritti nell’albo per la riscossione degli Enti locali, il potere di certificazione della conformità degli atti, ovvero di attestare la conformità delle copie degli atti e dei documenti in loro possesso in originale o in copia conforme ovvero estratti dal fascicolo processuale telematico.

Questo, per consentire il deposito e la notifica con modalità telematiche della copia informatica, anche per immagine, di un atto processuale di parte, di un provvedimento del giudice o di un documento formato su supporto analogico e detenuto in originale o in copia conforme.

Mef: facoltà attribuita ai difensori di tutte le parti processuali

Al ministero dell’Economia, Direzione Giustizia tributaria, è stato chiesto, in detto contesto, se la facoltà di attestare la conformità all’originale spetti anche al difensore del contribuente e in esenzione da imposta.

Sul punto, i rappresentanti del Mef, dopo aver ricordato che si tratta di un potere mutuato dalla disciplina dei processi telematici civile e amministrativo, attribuito ai difensori di tutte le parti processuali, hanno confermato che la nuova disposizione sul Ptt “non può che riferirsi anche ai difensori del contribuente”, posto che gli uffici tributari, difesi dai propri dipendenti o da un professionista, fruivano già dell’esenzione dal pagamento di tali diritti (articolo 263 del Testo unico sulle spese di giustizia).

Altro quesito sottoposto al ministero, è riferito alla compensazione delle spese di lite e, in particolare, al tema del rimborso del contributo unificato.

E’ stato, in particolare, chiesto di chiarire se, nei casi in cui il giudice tributario disponga la compensazione delle spese di lite a seguito dell’accoglimento del ricorso e/o dell’appello del contribuente, spetti o meno all’ente impositore riconoscere e liquidare al contribuente la metà del contributo unificato sostenuto per introdurre il giudizio.

Orbene, secondo il…

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