Legge di bilancio 2019: prorogate alcune interessanti agevolazioni fiscali

Legge di bilancio 2019: prorogati alcune interessanti agevolazioni fiscaliTra i provvedimenti in ambito fiscale di cui alla Legge di bilancio per il 2019 sono da annoverare alcune proroghe di agevolazioni fiscali introdotte dai commi da 954 a 957, e precisamente:

  • la proroga dell’accesso agli incentivi per la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica alimentati da biogas;
  • la proroga delle detrazioni ai fini IRPEF per la realizzazione di colonnine elettriche a uso privato;
  • la proroga dei contributi per l’avvio di imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia

Analisi dei provvedimenti in parola

Incentivi per la produzione di energia elettrica da biogas

Il comma 954 della Legge di bilancio 2019 dispone che fino al definitivo e sistematico riordino della materia, gli impianti per la produzione di energia elettrica alimentati da biogas fino ad una potenza di 300 kW, che siano stati realizzati da imprenditori agricoli, anche se organizzati in forma consortile, alimentati con sottoprodotti provenienti da attività di allevamento e della gestione del verde, continuano ad accedere agli incentivi previsti per l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico, ai sensi del decreto ministeriale 23 giugno 2016, nel limite di un costo medio annuo pari a 25 milioni di euro. Per completezza si provvede a riportare integralmente il testo del comma in parola:

“Fino alla data di pubblicazione del decreto di incentivazione, attuativo dell’articolo 24, comma 5, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, riferito all’anno 2019 e successive annualità, gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas, con potenza elettrica non superiore a 300 kW e facenti parte del ciclo produttivo di una impresa agricola, di allevamento, realizzati da imprenditori agricoli anche in forma consortile e la cui alimentazione deriva per almeno l’80 per cento da reflui e materie derivanti dalle aziende agricole realizzatrici e per il restante 20 per cento da loro colture di secondo raccolto, continuano ad accedere agli incentivi secondo le procedure, le modalità e le tariffe di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 23 giugno 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 29 giugno 2016. L’accesso agli incentivi di cui ai commi dal presente a 957 è condizionato all’autoconsumo in sito dell’energia termica prodotta, a servizio dei processi aziendali.”

Con il successivo comma 955 il legislatore ha stabilito che “Ferma restando la modalità di accesso diretto, l’ammissione agli incentivi di cui al comma 954 è riconosciuta agli impianti tenuti all’iscrizione a registro ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 23 giugno 2016 nel limite di un costo annuo di 25 milioni di euro calcolato secondo le modalità di cui all’articolo 27, comma 2, del decreto del Ministro dello sviluppo economico 23 giugno 2016. Il primo bando è pubblicato entro il 31 marzo 2019”.

Il Gestore dei servizi energetici (giusto il dettato del comma 956) “forma e pubblica la graduatoria delle domande iscritte a registro nel suo sito internet, secondo i seguenti criteri di priorità, da applicare in ordine gerarchico fino a eventuale saturazione del contingente di potenza messo a bando:

  1. impianti localizzati, in tutto o in parte, in aree agricole classificate vulnerabili ai nitrati ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 1999;
  2. impianti che richiedono una tariffa pari al 90 per cento di quella di cui al comma 954;
  3. anteriorità della data ultima di completamento della domanda di partecipazione alla procedura”.

Infine, il comma 957 dispone che “Le disposizioni di cui ai commi da 954 a 956 cessano di applicarsi alla data di pubblicazione del decreto di incentivazione di cui al comma 954, salvo che nelle seguenti ipotesi: 

  1. agli impianti ad accesso diretto che entrano in esercizio entro quarantacinque giorni dalla data di pubblicazione del decreto di cui al comma 954;
  2. agli impianti iscritti in graduatoria in posizione utile;
  3. agli impianti che partecipano alle procedure indette ai sensi dei commi da 954 a 956 prima della data di pubblicazione del decreto di cui al comma 954”.

Colonnine elettriche a uso privato: con la Manovra viene introdotta una detrazione ai fini IRPEF pari del 50%

La novità è contenuta al comma 1039 nella Legge di Bilancio 2019 che inserisce, dopo l’articolo 16-bis del Decreto-Legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla Legge 3 agosto 2013, n. 90, l’articolo 16-ter secondo cui:

“1. Ai contribuenti è riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, per le spese documentate sostenute dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021 relative all’acquisto e alla posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, ivi inclusi i costi iniziali per la richiesta di potenza addizionale fino ad un massimo di 7 kW. La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, spetta nella misura del 50 per cento delle spese sostenute ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 3.000 euro.

2. Le infrastrutture di ricarica di cui al comma 1 devono essere dotate di uno o più punti di ricarica di potenza standard non accessibili al pubblico ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettere d) e h), del decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257.

3. La detrazione si applica anche alle spese documentate rimaste a carico del contribuente, per l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica di cui al comma 1 sulle parti comuni degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile”.

Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell’Economia e delle Finanze, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di bilancio 2019, deve essere dettata la disciplina applicativa delle suddette disposizioni, con particolare riferimento alle procedure di concessione della detrazione.

Legge di bilancio 2019: agevolazioni “Resto al Sud” anche ai professionisti ed ai soggetti al di sotto dei 46 anni

Si amplia la platea di destinatari dei contributi per l’avvio di imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia: l’incentivo del governo, gestito da Invitalia, per sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno  viene esteso anche agli under 46 e ai liberi professionisti.

I liberi professionisti che intendano accedere all’incentivo, nei dodici mesi che precedono la richiesta di agevolazione a Invitalia, non potranno essere titolari di partita IVA per un’attività analoga a quella che viene proposta per il finanziamento. Inoltre, dovranno mantenere la sede operativa nelle regioni del Mezzogiorno interessate

A poter beneficiare delle agevolazioni potranno essere, ad esempio, i professionisti, ex dipendenti di uno studio, che vorranno aprirne uno proprio o chiunque voglia uscire da una situazione di precariato o lavoro irregolare. Più in generale con il provvedimento in parola viene offerta una possibilità a chi vuole investire sulle proprie competenze ma trova difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro.

Si ricorda che il finanziamento “Resto al Sud” copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in:

  • un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo previsto;
  • un finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.

L’importo massimo del finanziamento erogabile è di 50mila euro per ciascun socio dell’attività, fino ad un ammontare massimo complessivo di 200mila euro.

Le domande, corredate da tutta la documentazione relativa al progetto imprenditoriale, vanno inviate a Invitalia, attraverso la piattaforma dedicata, accessibile dal sito invitalia.it.

L’Agenzia provvede all’esame dei progetti proposti in base all’ordine cronologico di arrivo e ne valuta la sostenibilità tecnico-economica, dando una prima risposta formale entro i 60 giorni successivi alla presentazione dell’istanza.

Al fine di controllare l’iter della domanda è possibile seguire l’avanzamento del progetto attraverso l’App dedicata “Resto al Sud”, totalmente gratuita.

Massimo Pipino

29 gennaio 2019

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