Le regole di passaggio dal regime forfettario a quello ordinario - Diario quotidiano del 22 gennaio 2019

Le regole di passaggio dal regime forfettario a quello ordinario1) Regole da osservare per il passaggio dal regime forfettario a quello ordinario

2) Sconto sul riscatto della laurea: si paga € 5.200 annuo

3) Privacy: in Gazzetta Ufficiale i codici deontologici

4) Intermediari fiscali: assicurarsi di aver pagato tutto prima di rinnovare il visto di conformità

5) Sanzioni maggiorate per il lavoro irregolare

6) Calendario Parlamentare di interesse per le imprese

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1) Regole da osservare per il passaggio dal regime forfettario a quello ordinario

Con le nuove regole (denominate, impropriamente, dal neo esecutivo, e quindi dai contribuenti poco attenti, come “tassa-piatta” o Tax F.) che hanno riguardato il regime contabile dei piccoli contribuenti, una nota dell’Agenzia delle entrate ricorda le modalità di accesso al regime forfettario.

Contribuenti già in attività

Poiché il regime forfetario è un regime naturale, i contribuenti che già svolgono un’attività di impresa, arte o professione, vi accedono senza dover fare alcuna comunicazione preventiva o successiva. Tali soggetti sono, tuttavia, obbligati ad inviare apposita comunicazione telematica all’INPS entro il 28 febbraio di ciascun anno, qualora interessati a fruire del regime contributivo agevolato (la comunicazione va fatta il primo anno e poi rimane in essere fino a revoca).

Contribuenti che iniziano l’attività

I contribuenti che iniziano un’attività d’impresa, arte o professione e che presumono di rispettare i requisiti e le condizioni previste per l’applicazione del regime, hanno l’obbligo di darne comunicazione nella dichiarazione di inizio attività (modello AA9/12). Tale comunicazione non ha valore di opzione, trattandosi di un regime naturale, ma è richiesta unicamente ai fini anagrafici.

L’omessa indicazione nella dichiarazione di inizio attività dell’intenzione di applicare il regime forfetario non preclude, quindi, l’accesso al regime medesimo, ma è punibile con una sanzione amministrativa da 250 euro a 2.000 euro.

L’attestazione della sussistenza dei requisiti per l’accesso al regime e dell’assenza della cause ostative va fatta in sede di dichiarazione annuale dei redditi.

Passaggio dal regime forfettario al regime ordinario

I contribuenti che potenzialmente devono applicare il regime forfetario hanno la possibilità di disapplicarlo, ovvero di fuoriuscirne, optando per la determinazione delle imposte sul reddito e dell’imposta sul valore aggiunto nei modi ordinari. L’opzione per il regime ordinario avviene tramite comportamento concludente, ma deve, in ogni caso, essere comunicata barrando l’apposito campo della dichiarazione annuale IVA da presentare successivamente alla scelta operata. L’omessa comunicazione in dichiarazione della volontà di applicare il regime ordinario non inficia l’opzione effettuata, ma è punibile con una sanzione amministrativa da 250 euro a 2.000 euro. L’opzione (casella 1) per l’applicazione del regime ordinario (rigo VO33 della dichiarazione annuale Iva presentata nell’anno successivo: Modello Iva 2019 per l’anno 2018) è valida per almeno un triennio.

Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l’opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata (va poi, eventualmente, barrata la casella 2 “revoca”, dopo il periodo triennale obbligatorio di permanenza, se si decide di tornare al regime forfettario).

Barratura casella nella dichiarazione annuale Iva

Da ricordare, inoltre, che sceglie di passare dal regime ordinario al regime forfettario deve barrare l’apposita casella (rigo VA14 del modello IVA2019) posta nella dichiarazione annuale Iva (ultima che si presenta) che si tratta della dichiarazione presentata per l’ultimo anno del regime ordinario Iva.

Leggi anche il parere di Filippo Mangiapane sull’argomento

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