IMU E TASI: è possibile godere delle agevolazioni se la residenza principale è costituita da due alloggi contigui e comunicanti?

di Massimo Pipino

Pubblicato il 7 dicembre 2018



La questione di cui in epigrafe è dibattuta da tempo, sin dal momento di entrata in vigore dell’ICI, ed ha trovato soluzioni diverse a seconda che il contribuente dovesse rispondere di ICI o di IMU (e TASI) essendo strettamente connessa all’altrettanto dibattuto concetto di “residenza principale”. La Suprema Corte di Cassazione è recentemente ritornata sul concetto di “abitazione principale”, ai fini dell’applicazione dei tributi locali. Prima di passare all’analisi della pronuncia della Suprema Corte sarà però utile verificare come, in sede di giurisprudenza di Cassazione, si sia evoluto e differenziato l’approccio al concetto di “abitazione principale”, dalla sua specificazione in sede ICI a quella in sede IMU, e questo perché il riferimento alla precedente elaborazione giurisprudenziale di Cassazione, proprio in riferimento a ICI, conferma come i due tributi presentino presupposti radicalmente diversi tra di loro

IMU E TASI: è possibile godere delle agevolazioni se la residenza principale è costituita da due alloggi contigui e comunicanti?La questione di cui in epigrafe è dibattuta da tempo: sin dal momento di entrata in vigore dell’ICI ed ha trovato soluzioni diverse a seconda che il contribuente dovesse rispondere di ICI o di IMU (e TASI) essendo strettamente connessa all’altrettanto dibattuto concetto di “residenza principale” (da non confondere con quello di “prima casa”). La Suprema Corte di Cassazione è recentemente ritornata sul concetto di “abitazione principale”, ai fini dell’applicazione dei tributi locali, con la sentenza n. 20368 datata 31 luglio 2018.

Prima di passare all’analisi della pronuncia della Suprema Corte sarà però utile verificare come, in sede di giurisprudenza di Cassazione, si sia evoluto e differenziato l’approccio al concetto di “abitazione principale”, dalla sua specificazione in sede ICI a quella in sede IMU, e questo perché il riferimento alla precedente elaborazione giurisprudenziale di Cassazione, proprio in riferimento a ICI, conferma come i due tributi presentino presupposti radicalmente diversi tra di loro.

La disciplina ICI e la rilevanza del concetto di dimora abituale

Ai fini dell’ICI, il trattamento agevolato per la cosiddetta “abitazione principale” veniva riconosciuto a favore dell’immobile nel quale il contribuente aveva stabilito la propria dimora abituale (e solo quello era il parametro di cui era necessario tenere conto), mentre la residenza anagrafica, analogamente a quanto tuttora accade in materia di agevolazioni per l’acquisto della prima casa, era relegata a semplice indice presuntivo della dimora abituale (così infatti viene previsto dall’articolo 8, comma 2 del Decreto Legislativo n. 504/2992, così come è stato modificato dalla Finanziaria per l’anno 2007).

Ex multis giova, in proposito citare la recente Ordinanza della Suprema Corte di Cassazione 9429 del 17 aprile 2018, con cui gli Ermellini si sono espressi riconoscendo le agevolazioni in materia di ICI per l’abitazione principale all’immobile nel quale il contribuente dimorava, indipendentemente dalla sua residenza anagrafica (in tema di Ici, ai fini del riconoscimento dell’agevolazione prevista dall’articolo 8 del D.Lgs. n. 504 del 1992 per l’immobile adibito ad abitazione principale, le risultanze anagrafiche rivestono un valore presuntivo circa il luogo di residenz