Il valore probatorio del cassetto fiscale - Diario quotidiano del 6 novembre 2018

Il valore probatorio del cassetto fiscale - Diario quotidiano del 6 novembre 20181) Esclusione del periodo di congedo straordinario fruito per l’assistenza al coniuge/figlio con grave disabilità

2) Il cassetto fiscale non prova nulla

3) Contratti di coassicurazione: le commissioni di delega sono esenti da IVA

4) Notifica diretta degli atti impositivi

5) Regime forfettario: superamento limite annuale garantito

6) Proroga dell’Iperammortamento: ecco la relazione della Camera

7) Commercialisti: nella sezione speciale dell’Albo iscrivibili solo le STP con maggioranza dei 2/3 dei soci professionisti (per teste e per quote)

8) Srl semplificate: pubblicati dal Notariato i numeri aggiornati al 2017

9) Fondazione Studi Consulenti del Lavoro: la somministrazione di lavoro

10) Dogane: sistema degli esportatori registrati REX

****

2) Il cassetto fiscale non prova nulla

Le risultanze del cassetto fiscale non provano la presentazione della dichiarazione IVA.

La prova della presentazione della dichiarazione non può essere fornita sulla base delle risultanze telematiche del c.d. cassetto fiscale, ma solo nelle forme previste dalla legge.

La Suprema Corte ha enunciato tale principio pronunciandosi su un ricorso dell’Agenzia delle Entrate avverso una sentenza della CTR lombarda che, a conferma dell’esito del giudizio di primo grado, aveva affermato che la prova dell’avvenuta presentazione della dichiarazione IVA era stata fornita dalla società contribuente “con atto di fonte dell’Amministrazione finanziaria”.

I giudici di Cassazione hanno spiegato che tra le modalità di prova della dichiarazione previste dalla legge (art. 3, comma 10, del D.P.R. n. 322 del 1998) non rientrano le risultanze del cassetto fiscale, anche perché le disposizioni introduttive di quest’ultimo (art. 3 del D.P.R. 7 dicembre 2001, n. 435) sono state emanate successivamente ai fatti in giudizio.

(Ordinanza del 05/10/2018 n. 24435/5 – Corte di cassazione)

3) Contratti di coassicurazione: le commissioni di delega sono esenti da IVA

Sono esenti da IVA le prestazioni accessorie alle coassicurazioni, svolte in esecuzione delle c.d. clausole di delega, integrate in un’unica prestazione contrattuale. A questa conclusione è giunta la CTR lombarda confermando l’esito del giudizio di primo grado che aveva qualificato la fattispecie come operazione da considerarsi compresa in una prestazione assicurativa esente da IVA ex art. 10, c. 1, n. 2 e 9, D.P.R. 633/1972.

Spiegano i giudici milanesi che nel concetto di operazioni assicurative esenti dall’IVA deve ricomprendersi ogni attività riconducibile all’esecuzione del contratto di assicurazione, compresi i servizi eventualmente resi da soggetti terzi (rispetto alle parti contraenti), purchè strumentali alle diverse fasi di gestione e esecuzione del contratto di assicurazione.

Nel caso di specie, dunque, il compenso denominato “commissione per l’esercizio dell’attività di delega”, percepito dall’impresa delegataria, non costituisce affatto il corrispettivo di una prestazione di servizi autonoma e diversa dalle prestazioni rese nell’ambito del rapporto assicurativo.

(Sentenza del 01/10/2018 n. 4108/1 – Comm. Trib. Reg. per la Lombardia)

Per tutte le novità sul contenzioso tributario clicca qui

CONTINUA… LEGGI LA VERSIONE INTEGRALE DEL DIARIO (15 pagine) NEL PDF QUI SOTTO

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it