Salta la pace fiscale? E altre novità dalla manovra - Diario quotidiano del 19 novembre 2018

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Le notizie di oggi:
1) Fatturazione elettronica: arrivati i primi chiarimenti dalle Entrate
2) Decreto fiscale: stop alla dichiarazione integrativa speciale
3) Valutazione anti-abuso scissione parziale asimmetrica contestuale tra due società
4) Eventi sismici: sospensione dei termini per l’INAIL
5) Indennità di maternità/paternità a favore degli iscritti alla Gestione separata: l’Inps chiarisce condizioni e modalità di fruizione
6) Corresponsione dell’indennità di malattia in ipotesi di trasferimento del lavoratore in costanza di malattia in altro Paese UE
7) Durc online: convenzione Inail-Inps-MISE
8) Disponibili le prime bozze modulistica indici sintetici di affidabilità 2019 (periodo di imposta 2018)

 

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Decreto fiscale: stop alla dichiarazione integrativa speciale

Nella giornata del 16 novembre 2018 si è appresa la notizia che il governo ha cancellato la dichiarazione integrativa speciale, vale a dire uno dei punti più controversi della pace fiscale che consentiva di sanare fino a un massimo di 100mila euro e nel limite del 30% quanto già dichiarato al Fisco. Va avanti, invece, la sanatoria per gli omessi o tardivi versamenti, solo però per chi ha dichiarato tutti i redditi.

Mini-Irap e tassa sulle bibite

Inoltre, si prova a dare una sistemazione alla questione legata alla mini-Irap. Non c’è autonoma organizzazione, e quindi l’imposta non è dovuta, nel caso in cui il lavoratore autonomo non abbia un volume d’affari superiore ai 100 mila euro, e quando spese del personale e beni strumentali non eccedano i 50% dei compensi percepiti. Ma la semplificazione introdotta ha un costo a cui l’emendamento pensa di provvedere con due strade. La prima è quella affidata a un decreto del ministero dell’economia che individuerà regimi di esenzione e favore fiscale che sono doppioni o modificati o soppressi o ridotti per cui si procederà a una loro eliminazione tale da garantire entrate di 500 mln di euro l’anno.

Decreto fiscale, stop al condono: sanatoria solo su quanto già dichiarato

Tante le notizia di Agenzia registratesi in una sola giornata, in particolare quelle dell’Ansa del 16 novembre 2018.

Cambia ancora il decreto fiscale

E con un vero e proprio colpo di scena arriva lo stop al condono. La già discussa dichiarazione integrativa, motivo di tensione tra Movimento 5 Stelle e Lega anche nella turbolenta fase di gestazione del provvedimento approvato ma poi rivisto e corretto in due distinti cdm, scomparirà dal testo, annullando di fatto l’operazione di condono fiscale cardine del dl, fortemente voluta dal partito di Matteo Salvini.

La decisione è stata presa nel corso di un vertice di governo serale a Palazzo Chigi, al termine del quale la maggioranza ha annunciato compatta “un pieno accordo” sulle modifiche da presentare e il vicepremier Luigi Di Maio si è detto “molto felice” dei risultati portati a casa. Allo stesso tempo però sul carcere per gli evasori, mantra dei pentastellati, è stato deciso di non intervenire subito, rimandando la questione ad un disegno di legge ad hoc.

La “dichiarazione integrativa speciale” prevista dal testo, risultato di una lunga trattativa tra Salvini e Di Maio, consentiva di dichiarare fino al 30% in più di quanto già comunicato al fisco, con un tetto massimo complessivo di 100 mila euro di imponibile per anno d’imposta su 5 anni (quindi teoricamente fino a 500 mila euro). L’obiettivo era quello di permettere di sanare Irpef, Irap, ritenute e contributi, non solo non versati ma anche non dichiarati, pagando solo una quota delle tasse dovute: il 20% anziché le relative aliquote (per l’Irpef, ad esempio, fino al 43%). Questa possibilità, che – riferiscono fonti di governo – non avrebbe portato un gettito significativo nelle casse dello Stato, sarà però ora esclusa e, dall’entrata in…

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