Deduzione fiscale del TFM - Diario quotidiano del 13 novembre 2018

diario-quotidianoLe notizie di oggi:
1) Rassegna sentenze della Cassazione tributaria
2) Niente paletti per la deduzione fiscale del TFM
3) Valutazione anti-abuso scissione parziale proporzionale
4) Definizione agevolata degli accertamenti doganali
5) Non versare Iva, anche se poi saldata, è comunque reato
6) Aperture nuove partite Iva in flessione del 2,4%
7) Fatturazione elettronica: i Commercialisti chiedono nuovamente l’introduzione graduale
8) INL: sanzione per retribuzioni pagate senza strumenti tracciabili e lavoro “nero”
9) Accertamento: No all’emissione della nota di variazione in aumento, si al rimborso dell’Iva pagata ma non dovuta

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Niente paletti per la deduzione fiscale del TFM

Il trattamento di fine mandato (TFM) può essere dedotto senza limiti in base alla quota maturata.

La Commissione Tributaria Regionale Lombardia, con la sentenza 3749/16/2018, depositata l’11 settembre 2018, ha confermato che l’accantonamento di fine mandato degli amministratori rientra tra i costi fiscalmente deducibili, poiché l’accantonamento per gli amministratori segue regole diverse dal Trattamento di fine rapporto (TFR) dei dipendenti. Per i criteri di determinazione dell’importo deducibile del TFM, occorre fare riferimento alla disciplina dei rapporti tra amministratori e società, escludendo ogni rilevanza alle disposizioni dettate per i lavoratori dipendenti.

Pertanto, ai fini della deducibilità dell’accantonamento dei compensi degli amministratori non valgono le stesse regole previste per i lavoratori dipendenti. Dal punto di vista civilistico, non esistono parametri specifici per il calcolo del TFM.

Il Codice civile afferma che il compenso spettante agli amministratori è stabilito dall’assemblea dei soci. La disciplina tributaria, invece, impone che le quote accantonate al fondo per il Tfr siano deducibili in ciascun esercizio per la quota maturata.

In particolare, per la società erogante, l’art. 105, comma 4, TUIR dispone che le quote accantonate al fondo per l’indennità siano deducibili in ciascun esercizio per la quota maturata; in sostanza, il legislatore fiscale ha disposto che debba seguire, per la deducibilità fiscale, il principio di competenza. Questa è tuttavia sottesa al rispetto di una condizione, ossia che il diritto a percepire tale indennità derivi da atto con data certa, anteriore all’inizio del rapporto. In merito, non vi è emerso alcun dubbio sul verbale che aveva stabilito a suo tempo il quantum. Pertanto, il TFM è deducibile per quota stabilita per anno in base al principio di competenza e l’accostamento compiuto dall’agenzia delle entrate circa il TFR deve ritenersi inconferente, stante il fatto che il rapporto dell’amministratore con la società è inquadrabile come mandato e non come rapporto di lavoro subordinato.

Secondo la CTR, “concetto principale evincibile è quello della deducibilità e della insindacabilità di tale costo da parte dell’ufficio, non prevedendo in alcun modo il richiamo ad un parametro da utilizzare nella valutazione dell’entità di tali compensi, non essendovi il riferimento alcuno a tabelle o altre indicazioni vincolanti che pongono dei limiti di spesa. L’amministrazione finanziaria non ha il potere di valutare la congruità dei compensi corrisposti come TFM agli amministratori di società di persone. Tali somme sono deducibili come costi, sicché deve concludersi che nel sistema attuale la spettanza e la deducibilità degli emolumenti a favore degli amministratori è determinata dal consenso che si forma tra le parti o nell’ambito dell’ente sul punto, senza che all’ufficio sia riconosciuto un potere specifico dì valutazione di congruità”.

Dunque, conclude la Commissione regionale, “l’indennità di fine mandato è sostanzialmente assimilabile all’indennità di fine rapporto prevista per i lavoratori dipendenti; tuttavia, mentre per il TFR, sia il codice civile, (art. 2120) sia la normativa fiscale (art. 105 TUIR, commi 1 e 2)…

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