La cessione di token digitali ai fini IVA, IRES e IRAP: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

di Massimo Pipino

Pubblicato il 17 novembre 2018

Il regime fiscale applicabile all’offerta di “token” digitali, nello specifico di “utility token”, emessi da una società con l’obiettivo di raccogliere fondi per la realizzazione di un progetto specifico, in alternativa al crowdfunding

cessione di token digitali ai fini IVA, IRES e IRAPCon l’interpello n. 14/2018 del 28 settembre u.s. l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti in proposito al regime fiscale applicabile con riferimento all’offerta di token digitali, nello specifico di “utility token”, emessi da una società con l’obiettivo di raccogliere fondi per la realizzazione di un progetto specifico (come vedremo gli “utility token” consentono al possessore di ottenere beni ovvero servizi dalla società emittente).

Prima di analizzare nel merito il contenuto dell’interpello in parola chi scrive ritiene però opportuno sviluppare almeno due questioni, radicalmente diverse l’una dall’altra, ma entrambe fondamentali per inquadrare correttamente la risposta all’interpello dell’Agenzia.

La prima questione è essenzialmente di metodo ed è finalizzata a chiarire quale sia il valore da attribuire all’efficacia delle risposte agli interpelli pubblicate sul sito istituzionale dell’Agenzia anche in considerazione dell’obiettiva “novità della questione trattata.

La seconda è più direttamente riferita al merito dell’interpello in commento ed è finalizzata a definire, schematicamente, che cosa deve essere inteso da un punto di vista strettamente tecnico come “token”.

Alcune brevi considerazioni sull’efficacia delle risposte agli interpelli

Come noto, a partire dallo scorso 1° settembre l’Agenzia delle Entrate ha iniziato a pubblicare sistematicamente sul proprio sito internet istituzionale le risposte alle istanze di interpello avanzate dai parte dei contribuenti (o in nome dei contribuenti da parte dei loro consulenti).

Che cosa rappresentano queste risposte e come ed in quale misura possono essere recepite dal contribuente ai fini del chiarimento di questioni tributarie di dubbia interpretazione?

Detto diversamente, nel caso in cui si presentasse un caso del tutto simile a quello oggetto dell’istanza di interpello che è stata pubblicata, il contribuente sarebbe al riparo da eventuali contestazioni da parte dell’Amministrazione fiscale se si conformasse alla risposta che è stata fornita dall’interpell