Modello EAS: attenzione alla scadenza del 31 ottobre - Diario Quotidiano del 10 ottobre 2018

Dichiarazione tardiva e responsabilità del CAF - diario quotidiano - Modello EAS1) Entro il 31 ottobre 2018 modello EAS che regolarizza la tardiva presentazione

2) Indagini bancarie eseguibili nei confronti dei familiari

3) IVA: allineate le aliquote per le pubblicazioni su supporto fisico e digitale

4) Il Mercato unico digitale, cybersecurity e big data

5) Mensa con App: servizio detassato sempre fino a 7 euro al giorno

6) Bonus pubblicità: le somme complessivamente fatturate da società concessionarie sono interamente ammissibili

7) Individuazione dell’esercizio di imputazione delle spese pubblicitarie: applicazione del principio di “competenza”

8) Formazione Revisori legali, dopo il Protocollo d’intesa tra CNO e MEF

9) Trasferte in esenzione Irpef se pagate con carta di credito

10) CNDCEC: nota sulla pace fiscale

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1) Entro il 31 ottobre 2018 modello EAS che regolarizza la tardiva presentazione

E’ fissato al 31 ottobre 2018 il termine per l’invio del modello EAS in caso di omessa o tardiva comunicazione dei dati da parte degli enti associativi non commerciali che si avvalgono di agevolazioni fiscali. È ancora possibile, infatti, regolarizzare con la remissione in bonis l’adempimento non eseguito tempestivamente, inviando il modello entro il termine fissato per la trasmissione della prima dichiarazione dei redditi successiva alla scadenza “base” per l’EAS (60 giorni dalla costituzione dell’associazione e 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione)

Il modello EAS deve essere presentato all’Agenzia delle entrate dagli enti non commerciali, compresi quelli sportivi dilettantistici, al fine di poter usufruire delle agevolazioni fiscali previste per tali soggetti.

Presentazione del modello EAS

Il modello deve essere presentato in via telematica entro 60 giorni dalla data di costituzione degli enti e deve essere, inoltre, nuovamente presentato quando cambiano i dati precedentemente comunicati; la scadenza, in questo caso, è il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione.

Cd. remissione in bonis per il modello EAS

In caso di mancata presentazione entro i termini stabiliti del modello EAS, è possibile ottemperare tramite la c.d. remissione in bonis.

Infatti, il Decreto Legge n. 16/2012 ha previsto che:

non è precluso l’accesso ai regimi fiscali opzionali, subordinati all’obbligo di una comunicazione preventiva (o di un altro adempimento di natura formale) non eseguito tempestivamente, sempre che la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore dell’inadempimento abbia avuto formale conoscenza, purché il contribuente:

  • abbia i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento alla data di scadenza ordinaria del termine;
  • effettui la comunicazione (o effettui l’adempimento richiesto) entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile;
  • versi contestualmente l’importo pari alla misura minima della sanzione di 250 euro con codice tributo 8114 – cd. remissione in bonis”.

Peraltro, dal 11 giugno 2018 l’importo deve essere pagato con il modello F24 Elide.

Se la remissione in bonis viene attuata oltre il termine previsto, l’ente perde la possibilità di avvalersi delle agevolazioni previste fin tanto che non procede alla presentazione della comunicazione dovuta (per ulteriori particolari si rinvia a quanto precisato dall’Agenzia delle entrate nella circolare n. 18/E/2018).

Leggi qui un approfondimento sulle novità del modello EAS

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