Voucher lavoro: che cosa cambia dopo il Decreto Dignità?

uno degli aspetti più discussi del Decreto Dignità è la reintroduzione dei voucher lavoro, seppur con molte limitazioni. In questo intervento vediamo cosa cambia nell’immediato per chi intende utilizzare lo strumento dei voucher lavoro per le prestazioni occasionali

Secondo quanto previsto dalla legge di conversione del Decreto Legge 12 luglio 2018, n. 87, pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrata ufficialmente in vigore lo scorso 12 agosto, i reistituiti buoni lavoro (o voucher lavoro) potranno essere utilizzati dalle imprese agricole, dalle strutture turistiche alberghiere o ricettive e dagli enti locali. Tra le novità più discusse e attese, non può non essere menzionato l’atteso ritorno dei cosiddetti “voucher” che, tuttavia assumono una veste piuttosto diversa da quella a cui siera abituati prima che ne intervenisse l’abolizione voluta dal governo Renzi. Dopo l’abolizione, infatti, i voucher avevano assunto la nuova veste della Prestazione Occasionale (definito anche “PrestO” è il il Contratto di prestazione occasionale dedicato alle imprese. Il cui ricorso è però espressamente vietato nelle miniere, cave e torbiere, nelle attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo, nell’ambito dell’esecuzione di appalti e nelle aziende con più di 5 dipendenti a tempo indeterminato e limitato in agricoltura. Il valore minimo orario della prestazione è pari a 9 euro, mentre i contributi previdenziali ed assistenziali sono a carico del committente, nella misura rispettivamente pari al 33% – INPS – e 3,5% – INAIL: il costo totale lordo di un’ora di lavoro è dunque pari a 12 euro. La disciplina in materi di lavoro occasionale prevede l’obbligo della cosiddetta “comunicazione preventiva”: in sostanza l’utilizzatore è tenuto a trasmettere almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione lavorativa, attraverso la piattaforma informatica INPS o dei servizi del contact center, una dichiarazione che deve contenere le seguenti informazioni: i dati anagrafici ed identificativi del soggetto prestatore;quale è il luogo di svolgimento della prestazione lavorativa; quale è l’oggetto, la data e l’ora di inizio e di termine della prestazione lavorativa; quale è il compenso che è stato pattuito, in misura non inferiore a 36 euro, per prestazioni di durata che non siano superiori a 4 ore continuative nell’arco della giornata. All’erogazione del compenso provvede direttamente l’INPS, entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui è sta resa la prestazione, mediante un accredito che deve essere effettuato sul conto corrente bancario risultante nell’anagrafica del soggetto lavoratore ovvero, in mancanza di un conto corrente bancario, con bonifico bancario domiciliato pagabile presso gli Uffici postali con un onere di 2,60 euro oneri a carico del soggetto prestatore, che viene detratto dall’INPS dall’importo del compenso che deve essere erogato).
Dopo la cancellazione del sistema dei cosiddetti “buoni lavoro” da più parti era stato richiesto il ritorno degli stessi che avrebbero dovuto essere rilasciati per il pagamento di determinati servizi e impieghi occasionali di tipo accessorio. L’emendamento accolto in sede di conversione in legge del Decreto 12 luglio 2018, n. 87, riformulato rispetto alla previsione originaria, ha consentito di utilizzare i PrestO così come i vecchi “voucher”, ovvero come buoni lavoro riservandoli però ai settori dell’agricoltura, del turismo e degli Enti Locali allo scopo di migliorare la condizione delle fasce più deboli.
Allo scopo di favorire il lavoratore nell’ambito delle prestazioni occasionali, il provvedimento reca alcune modifiche all’articolo 54-bis del Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50 (convertito con modificazioni dalla Legge n. 96/2017) disciplinante le prestazioni occasionali, il cosiddetto “libretto famiglia” ed il contratto relativo alla prestazione occasionale.
In particolare, le imprese agricole, le strutture alberghiere o le strutture ricettive operanti nel settore del turismo, nonché gli Enti Locali, potranno fare uso dei buoni lavoro come mezzo di retribuzione per under25, disoccupati, pensionati, soggetti percettori del reddito di inclusione o di altre forme di sostegno al…

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