Guida alle detrazioni per spese sanitarie dall'Agenzia - Diario quotidiano del 14 settembre 2018

1) Commercialisti e Consulenti del lavoro in audizione parlamentare per le semplificazioni fiscali
2) Spese sanitarie: sul web delle Entrate disponibile la guida sui bonus fiscali
3) Milleproroghe: la camera vota la fiducia
4) Non basta la firma per ricevuta del lavoratore sulla busta paga
5) Regno Unito: nuove regole per attrarre la quotazione delle controllate pubbliche
6) Il bilancio di una società di capitali fa fede fino a querela di falso?
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2) Spese sanitarie: sul web delle Entrate disponibile la guida sui bonus fiscali
Disponibili i chiarimenti anche sulle recenti novità riguardanti i massofisioterapisti, i terapisti della riabilitazione, e così via.
Spese sanitarie e agevolazioni: pubblicato, il 13 settembre 2018, dall’Agenzia delle entrate il “vademecum” del fisco sulle regole da rispettare per fruire dei benefici fiscali in relazione alle prestazioni mediche, ai farmaci e ai dispositivi per i quali spettano detrazioni e deduzioni.
È online, nella sezione del sito delle Entrate “l’Agenzia informa”, la guida “Le agevolazioni fiscali sulle spese sanitarie”. In evidenza, tra le novità, la detraibilità degli acquisti di alimenti a fini medici speciali effettuati negli anni 2017 e 2018.
Nella pubblicazione vengono illustrate le diverse tipologie di spesa che è possibile indicare nella propria dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi Pf) e tutti i documenti che è necessario esibire all’intermediario che predispone e invia la dichiarazione o conservare per eventuali futuri controlli dell’Agenzia.
Alimenti a fini medici speciali tra le spese sanitarie detraibili
La possibilità di portare in detrazione l’acquisto di alimenti medici a fini speciali è stata introdotta dal decreto legge n. 148/2017 (articolo 5-quinquies). Si tratta dei prodotti inseriti nella sezione A1 del Registro nazionale istituito ai sensi dell’articolo 7 del decreto 8 giugno 2001 del ministro della Sanità. Restano esclusi dall’agevolazione, per adesso, gli alimenti destinati ai lattanti (contenuti nella sezione A3 del Registro) e gli alimenti senza glutine (sezione A2).
Per avere diritto alla detrazione, al momento prevista solo per gli anni 2017 e 2018, occorre conservare la fattura o lo scontrino fiscale parlante, che deve riportare natura, qualità e quantità dei prodotti acquistati, oltre al codice fiscale del destinatario degli alimenti.
Per il 2017, visto che la norma è stata introdotta in corso d’anno, la guida ricorda che sono ritenuti ugualmente validi le fatture e gli scontrini che non riportano i dati richiesti, purché il contribuente li integri con il proprio codice fiscale e richieda al rivenditore un’attestazione da cui risulti che il prodotto venduto è riconducibile tra gli alimenti a fini medici speciali indicati nella sezione A1 del citato Registro e che non è destinato ai lattanti.
Rientrando tra le altre spese sanitarie, la detrazione è pari al 19% sulla parte eccedente l’importo di 129,11 euro (franchigia).
Non è previsto un tetto massimo di spesa e il beneficio spetta anche per gli acquisti effettuati nell’interesse di un familiare a carico.
Altre novità
Recepite dalla guida altri chiarimenti che l’Agenzia delle entrate ha fornito con la circolare 7/E del 27 aprile 2018. Tra questi, la detraibilità per le prestazioni rese:

dai massofisioterapisti che hanno conseguito entro il 17 marzo 1999 il diploma di formazione biennale, a condizione che il titolo sia considerato equivalente alla laurea di fisioterapista (in precedenza erano detraibili solo le prestazioni rese da massofisioterapisti in possesso, alla citata data, di diploma di formazione triennale)
dai terapisti della riabilitazione, ma solo se hanno conseguito il diploma o l’attestato entro il 17 marzo 1999. Questi titoli, infatti, sono considerati equipollenti a quelli universitari di fisioterapista, logopedista, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva e terapista …

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