Fisco internazionale: per IVA niente formalismi - Diario Quotidiano del 21 settembre 2018

diario-quotidianoLe notizie di oggi:
1) Fisco internazionale: per IVA niente formalismi; Detrazione IVA: la circolare 1/E salva l’Italia dal rischio d’infrazione
2) Interventi di recupero del patrimonio edilizio su parti comuni di edifici condominiali: esonero dalla compilazione della sezione III del quadro AC
3) Approvato il modello AGI/1: dichiarazione per la costituzione del Gruppo IVA con le relative istruzioni
4) Liti fiscali pendenti sempre più in calo
5) Garante privacy: testo coordinato del Codice adeguato al Regolamento 2016/679
6) Inail: questionario per la revisione premi
7) Modello Redditi 2018: l’Agenzia Entrate aggiorna i programmi informatici
8) Aiuti di Stato e contributi in regime de minimis: dalla FNC pubblicato un documento
9) Funzionario trasferito in Italia ma fiscalmente residente in Belgio
10) Cluster Marittimo e le opportunità per i Commercialisti

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Fisco internazionale: per IVA niente formalismi

Per il riconoscimento dello status di soggetto passivo nei rapporti internazionali, quale condizione sostanziale, non occorre né il possesso di un numero identificativo Iva né l’iscrizione al Vies.

Non è, dunque, il possesso della partita Iva l’elemento che distingue i soggetti passivi dai consumatori finali né lo è l’iscrizione al Vies.

L’applicazione delle norme Iva richiede la verifica di requisiti sostanziali quali l’esercizio in modo indipendente di un’attività economica. L’attribuzione del numero di partita Iva e l’iscrizione al Vies sono elementi con valore solo formale.

Pertanto, il mancato inserimento di un operatore italiano nella banca dati Vies non pregiudica il suo diritto ad essere considerato soggetto passivo e non osta alla conseguente applicazione del regime di non imponibilità Iva nelle operazioni intracomunitarie.

L’AIDC, nella norma di comportamento n. 204 resa nota il 19 settembre 2019, evidenzia quanto già sancito dalla Corte di giustizia Ue in contrasto con la prassi amministrativa nazionale.

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Detrazione IVA: la circolare 1/E salva l’Italia dal rischio d’infrazione

Per la Commissione Europea le interpretazioni fornite dall’Agenzia delle entrate sono conformi alla giurisprudenza della Corte di Giustizia; per ANC e Confimi rimane da chiarire il coordinamento con il DPR 100.

È stata pubblicata il 20 settembre 2018 la nota congiunta ANC e Confimi Industria in merito allo stato di avanzamento presso la Commissione Europea dell’analisi sulla denuncia presentata lo scorso anno dalle due associazioni. I principi della direttiva Iva prevalgono sulle modifiche alla norma nazionale introdotte in materia di detrazione Iva dall’articolo 2 del D.L. 50/2017 e il coordinamento interpretativo fornito dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 1/E del 17/01/2018 si fonda sulla “pertinente giurisprudenza della Corte di Giustizia”. Questa, in sintesi, la risposta che la Commissione Europea (TAXUD C3 D(2018) 5007306) ha inviato ad ANC e Confimi Industria proponendo, salva la segnalazione di nuovi elementi, l’archiviazione del caso.

ANC e Confimi Industria condividono il fatto che l’interpretazione fornita con la suddetta circolare assorba i numerosi profili di contrasto evidenziati nella denuncia giacché conformi proprio agli insegnamenti giurisprudenziali evidenziati nella denuncia stessa. Insegnamenti basati appunto sull’esigenza che, ai fini della detrazione, sussistano sia il requisito sostanziale dell’esigibilità (effettuazione dell’operazione) che quello formale del possesso (arrivo) della fattura. Interpretazione grazie alla quale, di fatto, il “dies ad quem” (termine finale) per la detrazione torna a essere congruo (questo era lo scopo della denuncia) anche per le fatture emesse a fine anno e “arrivate” nei primi giorni del nuovo anno.

ANC e Confimi hanno tuttavia risposto alla Commissione proponendo di valutare l’opportunità di fornire proprie osservazioni anche circa la…

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