Detrazioni IRPEF ex art. 16-bis TUIR: sono applicabili ai lavori di recupero effettuati sulle pertinenze?

Guida Iva in edilizia e nel settore immobiliare - detrazioniUn problema che si pone con una certa frequenza nel caso in cui si intenda procedere a lavori di recupero su immobili di civile abitazione intendendo usufruire delle detrazioni di cui all’articolo 16-bis TUIR consiste nella possibilità o meno di estendere il trattamento agevolativo alle pertinenze dell’unità immobiliare principale

Per dare un’adeguata risposta al quesito occorre prima riassumere brevemente le norme in materia di agevolazione fiscale degli interventi in parola ovvero, manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, recupero e restauro conservativo così come vengono definiti dall’articolo 3, comma 1, lettere a), b) c, e d) del D.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia).

In primo luogo occorre ricordare che gli interventi di cui alla lettera a) dell’articolo 3, comma 1, per espressa previsione legislativa non sono ammissibili al regime agevolativo nel caso in cui si riferiscano a unità immobiliari la cui proprietà sia di un singolo contribuente (in altre parole per tutti gli interventi di manutenzione ordinaria portati a termine sull’abitazione di un singolo proprietario non è possibile godere dell’agevolazione di cui all’articolo 16-bis TUIR.

Tali interventi sono agevolabili solo nel caso in cui si riferiscano a proprietà comuni di immobili residenziali costituiti in condominio.

Le spese di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica, il cui sostenimento attribuisce il diritto alle detrazioni IRPEF, sono state chiaramente individuate dall’articolo 16-bis del D.P.R. n. 917/1986.

Il beneficio fiscale, originariamente fissato al 36% e per un limite di spesa di euro 48.000 per ogni unità immobiliare è stato transitoriamente elevato – a norma dell’articolo 11, del Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modifiche nella Legge 7 agosto 2012, n. 134, – al 50%  con un limite di spesa pari ad euro 96.000, limitatamente ai costi sostenuti a partire dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013. Il Decreto Legge n. 63/2013, ha poi esteso questi maggiori benefici alle spese effettuate entro il 31 dicembre 2013. Oltre alla proroga al 31 dicembre 2013, il decreto n. 63/2013 ha introdotto altre due importanti novità:

  • una detrazione del 65% delle spese effettuate a partire dal 4 agosto 2013 (data di entrata in vigore della Legge di conversione del decreto) al 31 dicembre 2013 per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità, se adibite ad abitazione principale o ad attività produttive;
  • un’ulteriore detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. Per questi acquisti sono detraibili le spese documentate e sostenute dal 6 giugno 2013 (data di entrata in vigore del decreto) al 31 dicembre 2013. La detrazione va calcolata su un ammontare complessivo non superiore a €. 10.000,00 e ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Dopo le proroghe al 31 dicembre 2014, di cui alla Legge 27 dicembre 2013, n. 147, denominata Legge di Stabilità 2014, e successivamente al 31 dicembre 2015, di cui alla Legge 23 dicembre 2014, n. 190, denominata Legge di Stabilità 2015, la Legge 28 dicembre 2015, n. 208 – Legge di Stabilità 2016 – ha:

  • prorogato l’aliquota del 50% di detraibilità ai fini IRPEF per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2016 per gli interventi volti al recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis del TUIR, lasciando altresì inalterato il limite massimo di spesa detraibile fissato in 96.000,00 euro;
  • prorogato l’aliquota del 65% di detraibilità ai fini IRPEF per le spese sostenute sino al 31 dicembre 2016 nel limite massimo di 96.000,00 euro per l’adozione di misure antisismiche o l’effettuazione di opere di messa in sicurezza statica degli edifici siti nelle zone a più…
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