Anche per i servizi continuativi la fattura si emette al pagamento - Diario Quotidiano del 25 settembre 2018

Le notizie di oggi:
1) IVA: anche per i servizi continuativi la fattura si emette al momento del pagamento
2) IVA: tempi di emissione della fattura cartacea/elettronica “stretti”
3) IVA: ok alla dichiarazione d’intento al fornitore per più operazioni
4) Registro nazionale degli aiuti di Stato
5) Agenti di commercio: prorogati i termini per l’iscrizione presso la Camera di commercio
6) Sport Bonus: modulo per la richiesta dal 24 settembre al 23 ottobre 2018 via pec
7) Cndcec: già un milione di piccole partite IVA con flat tax al 15%, l’ampliamento penalizza chi investe
8) Commercialisti italiani a Piazza Affari
9) Servizi relativi a beni immobili: rimborso dell’IVA assolta in Italia per il committente non residente

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IVA: anche per i servizi continuativi la fattura si emette al momento del pagamento

Per le prestazioni di servizi, il meccanismo che regola l’effettuazione è collegato alla regolarizzazione finanziaria dell’operazione (art. 6 del D.P.R. 633/1972). Difatti, le prestazioni di servizi si considerano effettuate all’atto del pagamento del corrispettivo da parte del committente.

La Corte di Cassazione, nell’ordinanza n. 21870 del 7 settembre 2018, fornisce l’interessante precisazione, secondo cui anche per le prestazioni di carattere periodico o continuativo, ai fini dell’esigibilità dell’Iva, rileva il momento di pagamento del corrispettivo e non, invece, il momento in cui viene materialmente reso il servizio in questione. Difatti, secondo la Corte Suprema, per le prestazioni di servizi, “sussiste una presunzione assoluta di corrispondenza tra la data della percezione del corrispettivo e la data di esecuzione della prestazione cui il corrispettivo si riferisce”.

Pertanto, la deroga, che fa riferimento al mese successivo a quello in cui la prestazione viene resa, vale solo per le prestazioni di servizi effettuate per uso personale o familiare dell’imprenditore oppure a titolo gratuito per altre finalità estranee all’esercizio dell’impresa ex comma 3 dell’articolo 3 del D.P.R. 633/1972.

I giudici di legittimità hanno, quindi, respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate. Il caso riguardava due avvisi di accertamento per Iva e Irap (relativi ai periodi di imposta 2003 e 2004) notificati alla società contribuente, con i quali l’Amministrazione finanziaria aveva contestato la ritardata fatturazione ad un istituto di credito di prestazioni periodiche rese nell’ambito di un contratto per lo sviluppo e la manutenzione di sistemi software.

Nel caso di specie, la Ctp aveva rigettato il ricorso della società in accoglimento della tesi dell’ufficio, per la quale le prestazioni a carattere periodico e continuativo dovevano essere inquadrate, tout-court, in quelle previste al comma 3, secondo periodo, dell’art. 6, Dpr n. 633/1972, per cui le stesse andavano considerate come effettuate nel momento in cui sono rese o, appunto se di carattere periodico e continuativo, nel mese successivo a quello in cui sono rese, ritenendo così che la società non avesse rispettato tale disposizione fatturandole oltre i termini di legge.

Di diverso avviso i giudici del secondo grado che, accogliendo l’appello della contribuente, avevano annullato gli avvisi di accertamento statuendo che alle prestazioni periodiche di servizi dovesse invece applicarsi il primo periodo del citato articolo 6, comma 3, del Dpr 633/1972, per cui la fatturazione andava effettuata all’atto del pagamento del corrispettivo.

(Corte di Cassazione, ordinanza n. 21870 del 7 settembre 2018)

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