Split payment professionisti e associazioni sportive dilettantistiche: si torna all'antico - Diario quotidiano del 17 luglio 2018

1) Professioni: split payment abolito

2) Associazioni sportive dilettantistiche: torna tutto come prima

3) Recupero del beneficio dell’iper ammortamento in caso di cessione o delocalizzazione degli investimenti

4) Applicazione del credito d’imposta ricerca e sviluppo ai costi di acquisto da fonti esterne dei beni immateriali

5) Disposizioni in materia di redditometro: si ritorna al passato ?

6) Novità in materia di invio dei dati delle fatture emesse e ricevute: ma non viene abolito lo spesometro

7) Decreto dignità: la sintesi delle misure fiscali

8) Pubblicato il consueto rapporto sulle entrate tributarie

9) Antiriciclaggio: le segnalazioni dei Notai all’85% di tutti professionisti

10) Sistemi di riciclaggio: secco no da CNDCEC-CNF

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1) Professioni: split payment abolito

Dal 14 luglio 2018 non si applica più la scissione dei pagamenti per le parcelle alla Pubblica Amministrazione.

Questo a seguito dell’entrata in vigore del cd. Decreto legge Dignità (Decreto legge 12 luglio 2018, n. 87, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 del 13 luglio 2018), avvenuta il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 13 luglio 2018.

Dunque, i professionisti non devono più (come fornitori di Pubbliche Amministrazioni e società sottoposte al meccanismo dello split payment) emettere fatture in regime di scissione dei pagamenti (ex art. 17 ter DPR 933/72, quindi, tale indicazione non va più apposta nelle fatture emesse ai clienti).

L’esclusione dal regime arriva dopo poco più di un anno dal loro ingresso e modifica nuovamente i comportamenti di gestione dell’Iva relativa alle specifiche transazioni.

A questo punto ricompare l’indicazione nelle fatture emesse agli enti pubblici (art. 6 del dpr 633/72) della dicitura “Iva ad esigibilità differita”, per l’Iva verrà pagata all’Erario, quando l’Asl, il Comune, ecc. avrà pagato la fattura al professionista.

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2) Associazioni sportive dilettantistiche: torna tutto come prima

Scompaiono le società sportive dilettantistiche lucrative, ideate ma poi mai messe in atto. E non solo, cancellate anche le novità sulle collaborazioni sportive.

Difatti, il Decreto legge 12 luglio 2018, n. 87, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 del 13 luglio 2018, procede ad abolire, tra le altre cose, all’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, i commi 353, 354, 355, 358, 359 e 360, sono abrogati. In deroga all’articolo 3, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, l’abrogazione del comma 355 ha effetto a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto.

In particolare, tra i commi abrogati le seguenti disposizioni, ora cancellate:

<<358. Le prestazioni di cui all’articolo 2, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, individuate dal CONI ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, costituiscono oggetto di contratti di collaborazione coordinata e continuativa.

  1. I compensi derivanti dai contratti di collaborazione

coordinata e continuativa stipulati da associazioni e societa’ sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI costituiscono redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera m), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. I compensi derivanti dai contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati dalle societa’ sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal CONI costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ai sensi dell’articolo 50 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986.

  1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, i collaboratori coordinati e continuativi che prestano la loro opera in favore delle società sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal CONI sono iscritti, ai fini…
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