Le spese di sponsorizzazione sono sempre deducibili? - Diario Quotidiano del 12 luglio 2018

Le notizie di oggi:
1) Le spese di sponsorizzazione sono integralmente deducibili?
2) Presunzione di distribuzione degli utili non automatica
3) Cessato l’obbligo di erogare la Qu.I.R
4) Disciplina del gruppo Iva: istanze per superare le presunzioni presentabili prima
5) Infortunio sul lavoro: datore responsabile anche per negligenza o imperizia del lavoratore
6) OT 24: online il nuovo modello per le istanze 2019
7) Caso di licenziamento per scarso rendimento
8) Cumulo al via per Consulenti del Lavoro e Commercialisti
9) Pensioni: “Su quota 100 valutiamo combinazioni”. Ok ai voucher, ma attenzione agli abusi
10) Corte Ue: niente regime del margine per l’usato che non conservi la funzionalità originaria
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Le spese di sponsorizzazione sono integralmente deducibili
Ricorrendo tutti i presupposti, le spese di sponsorizzazione sono integralmente deducibili.
E quanto stabilito dalla Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 17973 del 09 luglio 2018, ha di fatto censurato la decisione della Ctr che, invece, propendeva per la deducibilità ridotta delle spese.

Presupposti per la deducibilità delle spese di sponsorizzazione


In relazione all’avviso di accertamento di maggiori imposte ai fini IVA, IRAP ed IRES con cui l’Agenzia delle entrate recuperava a tassazione una serie di costi non documentati e non inerenti sostenuti dalla società contribuente, esercente l’attività di installazione e manutenzione di impianti elettrici, con riferimento all’anno di imposta 2009, la predetta società propone ricorso per cassazione, affidato a tre motivi, cui replica l’intimata con controricorso, avverso la sentenza in epigrafe indicata con cui la CTR, in parziale accoglimento dell’appello proposto dalla predetta società avverso la sfavorevole sentenza di primo grado, riconosceva la deducibilità dei costi di sponsorizzazione e carburante soltanto nella misura del 50% delle spese a quei titoli sostenute.
Il Collegio ha disposto la redazione dell’ordinanza con motivazione semplificata.

La Suprema corte sul primo motivo di ricorso, con cui la ricorrente, in relazione alla questione della deducibilità dei costi di sponsorizzazione, deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 90, comma 8, della legge n. 289 del 2002, afferma che è fondato e quindi lo accoglie, alla stregua del consolidato principio giurisprudenziale secondo cui, «in tema di detrazioni fiscali, le spese di sponsorizzazione di cui all’art. 90, comma 8, della 1. n. 289 del 2002, sono assistite da una “presunzione legale assoluta” circa la loro natura pubblicitaria, e non di rappresentanza a condizione che: a) il soggetto sponsorizzato sia una compagine sportiva dilettantistica; b) sia rispettato il limite quantitativo di spesa; c) la sponsorizzazione miri a promuovere l’immagine ed i prodotti dello sponsor; d) il soggetto sponsorizzato abbia effettivamente posto in essere una specifica attività promozionale» (Cass. n. 14232 del 2017), «senza che rilevino, pertanto, requisiti ulteriori» (Cass. n. 8981 del 2017; v., altresì, Cass. n. 7202 del 2017 e nn. 1420 e 13508 del 2018);
orbene, la CTR non si è attenuta al suddetto principio là dove, pur in presenza di tutte le sopra indicate condizioni, per come desumibile dallo stesso contenuto della sentenza impugnata, ha escluso l’integrale deducibilità delle spese di sponsorizzazione documentate dalla società contribuente, comunque per un importo inferiore a quello massimo previsto dal citato art. 90, sulla base di valutazioni sulla «economicità dell’attività e la inerenza dei costi» precluse dalla praesumptio legis de qua;
è fondato anche il terzo motivo di ricorso con cui la ricorrente deduce la violazione dell’art. 112 cod. proc. civ.; invero, la CTR ha omesso di pronunciare sui motivi di ricorso in appello (riprodotti per autosufficienza nel ricorso in esame) proposti dalla società contribuente con riferimento al mancato…

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