Richieste per il rimborso del credito Iva del 2° trimestre 2018 entro il 31 luglio 2018 - Diario quotidiano del 27 luglio 2018

1) Decreto legge “per la dignità dei lavoratori e delle imprese”, prosegue l’esame
2) Le richieste per il rimborso del credito Iva del 2° trimestre 2018 entro il 31 luglio 2018
3) Misure di contrasto al precariato
4) Limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti e salvaguardia dei livelli occupazionali
5) Dovuta la TOSAP su superfici occupate appartenenti ad aree demaniali
6) Notifica telematica: nulla la cartella in “.pdf” priva di attestazione di conformità all’originale
7) Modello F24: ecco i codici tributo per “Ecobonus” e “Sismabonus”
8) Nuovamente aggiornato il software di compilazione modello Irap/2018
9) Salute e sicurezza sul lavoro: circolare congiunta Inail/Welfare
10) Fondazione commercialisti: stanno meglio le Srl operanti nel comparto servizi

1) Decreto legge “per la dignità dei lavoratori e delle imprese”, prosegue l’esame

2) Le richieste per il rimborso del credito Iva del 2° trimestre 2018 entro il 31 luglio 2018

3) Misure di contrasto al precariato

4) Limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti e salvaguardia dei livelli occupazionali

5) Dovuta la TOSAP su superfici occupate appartenenti ad aree demaniali

6) Notifica telematica: nulla la cartella in “.pdf” priva di attestazione di conformità all’originale

7) Modello F24: ecco i codici tributo per “Ecobonus” e “Sismabonus”

8) Nuovamente aggiornato il software di compilazione modello Irap/2018

9) Salute e sicurezza sul lavoro: circolare congiunta Inail/Welfare

10) Fondazione commercialisti: stanno meglio le Srl operanti nel comparto servizi

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Le richieste per il rimborso del credito Iva del 2° trimestre 2018 entro il 31 luglio 2018

Entro il 31 luglio si presenta l’istanza di rimborso/compensazione trimestrale Iva (Modello TR).

Entro tale data è, quindi, possibile chiedere il rimborso o la compensazione del credito Iva maturato nel secondo trimestre 2018. La scadenza riguarda, pertanto, la richiesta a rimborso o a compensazione del credito Iva maturato nel secondo trimestre del 2018 che può avvenire solo se l’importo è superiore a 2.582,28 euro e se è presente una delle condizioni previste dalla norma.

Le imprese che hanno effettuato nel secondo trimestre 2018 operazioni di vendita e di acquisto da cui risulti un credito Iva superiore a € 2.582,28, possono richiederne il rimborso o la compensazione del credito, purché nel periodo l’aliquota Iva media sulle vendite sia stata inferiore a quella sugli acquisti maggiorata del 10%, oppure siano state effettuate operazioni non imponibili, intracomunitarie o extracomunitarie, per un ammontare superiore al 25% dell’ammontare complessivo di tutte le operazioni effettuate o, infine, qualora abbiano effettuato acquisti e importazioni di beni ammortizzabili per un ammontare superiore ai due terzi dell’ammontare complessivo di tutti gli acquisti e le importazioni imponibili del periodo.

Dal 2015 le operazioni assoggettate allo split payment di cui all’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/72 sono incluse tra quelle che consentono il rimborso del credito Iva, in base al requisito dell’aliquota media.

I contribuenti che intendono utilizzare in compensazione il credito per importi superiori a € 5.000,00 annui (€ 50.000,00 per le start up innovative) hanno l’obbligo di richiedere l’apposizione del visto di conformità / sottoscrizione da parte dell’organo di controllo. Nulla è cambiato per quanto riguarda la richiesta del credito Iva trimestrale a rimborso.

La compensazione potrà avvenire già dal decimo giorno successivo a quello di presentazione dell’istanza.

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Notifica telematica: nulla la cartella in “.pdf” priva di attestazione di conformità all’originale

La notifica via PEC della cartella esattoriale in formato “.pdf” non ha nessun valore se priva di attestato di conformità da parte di un pubblico ufficiale. Spiegano i giudici della CTP di Napoli che, diversamente dalla notifica della cartella con estensione “.p7m” che rappresenta la busta crittografata contenente al suo interno il documento originale, il formato “.pdf” non produce l’originale del documento notificato, ma solo una copia elettronica inidonea a garantire, da un lato l’identificabilità del suo autore e, dall’altro, la sua integrità e immodificabilità. Nel caso di specie è dunque nulla la notifica della cartella, eseguita telematicamente dall’Agenzia delle Entrate, in formato “.pdf”, priva di sottoscrizione digitale e mancante di attestazione di conformità all’originale.

(Comm. Trib. Prov. di Napoli. Sentenza del 12/04/2018, n. 3790/4)

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