Normativa incerta e sanzioni non dovute: i fatti indice - Diario Quotidiano del 16 luglio 2018

1) Iva al 10% sulle zanzariere e tapparelle
2) Zfu fuori ex obiettivo Convergenza: istituiti codici tributo per l’F24
3) Aumento gli investimenti in Italia sul mattone
4) Tax credit: ulteriore proroga
5) La mediazione: disciplina, criticità e prospettive di crescita dell’istituto deflattivo
6) Sanzioni non dovute se la normativa è incerta: i fatti indice
7) Niente ricostruzione automatica del volume d’affari dai dati degli elenchi clienti/fornitori
8) La somma irrogata a titolo di sanzione non produce interessi

Le notizie di oggi:

1) Iva al 10% sulle zanzariere e tapparelle
2) Zfu fuori ex obiettivo Convergenza: istituiti codici tributo per l’F24
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6) Sanzioni non dovute se la normativa è incerta: i fatti indice
7) Niente ricostruzione automatica del volume d’affari dai dati degli elenchi clienti/fornitori
8) La somma irrogata a titolo di sanzione non produce interessi

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Sanzioni non dovute se la normativa è incerta: i fatti indice

Come è noto per l’ipotesi in cui la norma tributaria sia incerta non sono dovute sanzioni. La Corte di cassazione nella sentenza n. 18405 del 12 luglio 2018, precisa, infatti, che nel caso di incertezza normativa oggettiva tributaria, ossia qualora la norma tributaria risulti poco chiara anche per la presenza, sulla medesima, di prassi e giurisprudenza contrastanti, sussistono i presupposti per disapplicare le sanzioni. La stessa Corte offre anche dei cd. fatti indice.

Nel caso di specie, è avvenuta la ripresa a tassazione per la presunta violazione, da parte di una Spa contribuente, dell’articolo 60, comma 2, ultimo periodo, del D.P.R. n. 917/1986, vigente ratione temporis, in materia di valutazione delle rimanenze finali delle opere, forniture e servizi di durata ultra annuale.

I giudici di Piazza Cavour, accogliendo lo specifico rilievo sollevato dalla società ricorrente, hanno considerato che, nella fattispecie, sussistessero le obiettive condizioni di incertezza nell’applicazione del citato articolo 60, idonee ad escludere la funzionalità della condotta.

Da un lato, la norma è stata considerata in sé poco chiara poiché non consentiva di pervenire alla distinzione basata su dati obiettivi dei pagamenti effettuati a seguito di stati di avanzamento e di quelli effettuati al titolo di acconto; dall’altro, sussisteva incertezza sia in ordine alla prassi indicata dall’amministrazione finanziaria con circolari e note, sia in ordine all’interpretazione dottrinale e giurisprudenziale delle norme.

Le sanzioni, ciò posto, non apparivano dovute.

Incertezza normativa oggettiva: ecco i dieci fatti indice

Nella decisione, la Suprema corte ha ricordato come l’essenza del fenomeno dell’incertezza normativa oggettiva possa rilevarsi attraverso una serie di fatti indice, che spetta al giudice accertare e valutare nel loro valore indicativo.

Questi sono stati individuati, in maniera esemplificativa e, quindi, non esaustiva nella:

  • difficoltà d’individuazione delle disposizioni normative, dovuta magari al difetto di esplicite previsioni di legge;
  • difficoltà di confezione della formula dichiarativa della norma giuridica;
  • difficoltà di determinazione del significato della formula dichiarativa individuata;
  • mancanza di informazioni amministrative o nella loro contraddittorietà;
  • mancanza di una prassi amministrativa o nell’adozione di prassi amministrative contrastanti;
  • mancanza di precedenti giurisprudenziali;
  • formazione di orientamenti giurisprudenziali contrastanti, magari accompagnati dalla sollecitazione, da parte dei Giudici comuni, di un intervento chiarificatore della Corte costituzionale.

Nonché:

  • nel contrasto tra prassi amministrativa e orientamento giurisprudenziale;
  • nel contrasto tra opinioni dottrinali;
  • nell’adozione di norme di interpretazione autentica o meramente esplicative di norma implicita preesistente.

 

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