L’Agenzia delle Entrate interviene sulla definizione di beni significativi – Circolare 15/E/2018

di Massimo Pipino

Pubblicato il 21 luglio 2018



Nei giorni scorsi, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta per rilasciare alcune precisazioni in materia di trattamento fiscale dei cosiddetti beni significativi nell’ambito degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di edifici a prevalente destinazione residenziale, ovvero di quei beni che consentono di ottenere l’applicazione dell’aliquota IVA agevolata del 10% in riferimento alle fatture di acquisto e relativamente agli oneri che concorrono alla produzione dei beni stessi ove i beni compravenduti risultino essere autonomamente funzionali rispetto al manufatto principale

Nei giorni scorsi, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con una propria Circolare (la 15/E/2018) per rilasciare alcune precisazioni in materia di trattamento fiscale dei cosiddetti beni significativinell’ambito degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di edifici a prevalente destinazione residenziale, ovvero di quei beni che consentono di ottenere l’applicazione dell’aliquota IVA agevolata del 10% in riferimento alle fatture di acquisto e relativamente agli oneri che concorrono alla produzione dei beni stessi ove i beni compravenduti risultino essere autonomamente funzionali rispetto al manufatto principale.

L’apparato normativo di riferimento viene delineato dall’articolo 7, comma 1, lettera b), della Legge n. 488/1999 e al D.M. 29 dicembre 1999 del Ministero dell’Economia e Finanze, oggetto della norma di interpretazione autentica introdotta dall’articolo 1, comma 19, della legge 205/2017 (Legge di Bilancio 2018).

L’appena citata Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 15/E del 12 luglio u.s. interviene quindi con ulteriori chiarimenti in ordine alla disciplina fiscale dei beni significativi.

In particolare, quest’ultima disposizione prevede che:

Ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212, l’articolo 7, comma 1, lettera b), della legge 23 dicembre 1999, n. 488, nonché il decreto del Ministro delle finanze 29 dicembre 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 306 del 31 dicembre 1999, si interpretano nel senso che l’individuazione dei beni che costituiscono una parte significativa del valore delle forniture effettuate nell’ambito delle prestazioni aventi per oggetto interventi di recupero del patrimonio edilizio e delle parti staccate si effettua in base all’autonomia funzionale delle parti rispetto al manufatto principale, come individuato nel citato decreto ministeriale; come valore dei predetti beni deve essere assunto quello risultante dall’accordo contrattuale stipulato dalle parti contraenti, che deve tenere conto solo di tutti gli oneri che concorrono alla produzione dei beni stessi e, dunque, sia delle materie prime che della manodopera impiegata per la produzione degli stessi e che, comunque, non può essere inferiore al prezzo di acquisto dei beni stessi. La fattura emessa ai sensi dell’articolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dal prestatore che realizza