Recupero edilizio, lavori in proseguimento ed agevolazioni fiscali

di Massimo Pipino

Pubblicato il 21 giugno 2018

Uno dei problemi che spesso si riscontrano nell’ambito delle modalità di applicazione delle detrazioni IRPEF è quello relativo alla distinzione tra quelli che devono essere considerati lavori in proseguimento, e quindi in grado di essere agevolati solo nel loro insieme sino a concorrenza del tetto massimo di 96.000 euro, e quelli che, invece, possono essere ritenuti interventi diversi e quindi usufruire delle detrazioni fiscali calcolate su tetti distinti ognuno dei quali di 96.000 euro. Pur trattandosi di una questione di natura squisitamente fiscale, il punto dirimente è però di tipo prettamente urbanistico e va individuato nella natura del titolo edilizio che si trova a monte dell’intervento per il quale si intende usufruire delle agevolazioni

Casi pratici fiscali sulle ristrutturazioni edilizieUno dei problemi che con maggior frequenza si riscontrano nell’ambito delle modalità di applicazione delle detrazioni IRPEF previste dall’articolo 16-bis TUIR è quello relativo alla distinzione tra quelli che devono essere considerati lavori in proseguimento, e quindi in grado di essere agevolati solo nel loro insieme sino a concorrenza del tetto massimo di 96.000 euro, e quelli che, invece, possono essere ritenuti interventi diversi e quindi usufruire delle detrazioni fiscali calcolate su tetti distinti ognuno dei quali di 96.000 euro.

Pur trattandosi di una questione di natura squisitamente fiscale, il punto dirimente è però di tipo prettamente urbanistico e va individuato nella natura del titolo edilizio che si trova a monte dell’intervento per il quale si intende usufruire delle agevolazioni ex articolo 16-bis TUIR.

Dando, infatti, per scontato che le opere devono configurare almeno una “manutenzione straordinaria”, così come viene definita dall’articolo 3, comma 1, lettera b) del D.P.R. n. 380/2001 (in merito alla definizione di “manutenzione straordinaria” si veda nota n. 1), che altrimenti il problema non si porrebbe nemmeno, essendo le opere di “manutenzione ordinaria” esplicitamente escluse dal regime di agevolabilità ex articolo 16-bis TUIR, a meno che non si tratti di interventi realizzati su parti comuni di edifici a prevalente destinazione abitativa costituiti in condominio (in merito alla definizione di “manutenzione ordinaria” si veda nota n. 2), occorre chiarire che tali opere sono subordinate al rilascio, da parte dell’Amministrazione comunale competente per territorio, della cosiddetta “SCIA” (segnalazione certificata di inizio attività) o della cosiddetta “CILA” (comunicazione di inizio lavori asseverata da un tecnico abilitato).

Con la “SCIA” sono realizzabili i seguenti interventi:

1. interventi di manutenzione straordinaria qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio

2. gli interventi di restauro e di risanamento conservativo qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio

3. gli interventi di ristrutturazione edilizia che:

  • non portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diver