Nuove Storie Mondiali - I consigli di lettura del Commercialista Telematico

Quest’anno si giocano i Mondiali di calcio in Russia, ma in Italia li seguiamo in sordina. Io non mi ricordo un anno senza mondiali; molti dei nostri lettori si ricorderanno delle edizioni storiche (a caso citiamo 1982, 1990, 1994, 2006) in cui l’Italia è stata protagonista. Un’estate coi Mondiali in sordina è un’estate anomala. Peccato perché questa manifestazione sarebbe stata utile anche quale distrazione dalle opprimenti scadenze estive.

Per fortuna ci viene in aiuto la riedizione del libro di Federico Buffa “Storie Mondiali” (nato come accompagnamento ai mondiali brasiliani di 4 anni fa. Oggi è stato ampliato in “Nuove storie mondiali” (Federico Buffa e Carlo Pizzigoni, ed. Sperling & Kupfer, 318 pagine, € 16,90).

I racconti nascono dai mondiali raccontati su Sky in fase di avvicinamento a Brasile 2014. Come dice Buffa, le diverse edizioni dei mondiali “hanno scandito i tempi della nostra vita” e hanno riempito le nostre estati. Se pensiamo a Italia-Germania del 1970 “Tutti quelli che stanno vedendo la partita – e sono diciassette milioni – se incontreranno qualcuno che quella partita non l’ha vista, gliela racconterà minuto per minuto, occasione per occasione, infarto mancato per infarto mancato”. Chissà se anche i Mondiali di Russia 2018 rimarranno nel ricordo degli italiani?
Probabilmente tutti ci ricordiamo del Mondiale tedesco del 2006, della testata di Zidane, dei rigori e della vittoria sulla Francia. Sono passati 36 anni, ma in tanti ci ricordiamo ancora del 1982, di Zoff e di Pertini…

Io ho conosciuto e apprezzato Federico Buffa come commentatore di basket (soprattutto NBA) e, fin da subito, ho scoperto un narratore eccezionale in grado di illustrare lo sport e tutto il contorno di storie e cultura.
Un mondiale di calcio non è solo un evento sportivo, ma anche un momento politico importante con tanti riflessi culturali e sociali. Raccontare un’edizione del mondiale vuol dire immergersi nella temperie culturale di quell’anno: dalle canzoni, ai libri, ai film…

Ma i mondiali sono soprattutto calcio, non solo calcio (“Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio” la citazione di Mourinho è immanente nel libro ed era sempre presente nelle trasmissioni televisive): e così per ogni edizione bisogna ricordare giocatori ed allenatori, le tattiche, le strategie e le giocate spettacolari, quelle che rimangono nell’immaginario collettivo (pensiamo ai gol di Maradona all’Inghilterra nel 1986 o all’urlo di Tardelli di Spagna 1982).

Le edizioni raccontate sono 13: si parte con la prima eroica del 1930, poi col primo mondiale dell’Italia nel 1934 (con le sue complicazioni politiche) e si prosegue con tutte quelle che hanno qualcosa da raccontare: dal Maracanazo del 1950 al disastro Brasiliano del 1950. Per gli italiani i racconti clou sono quelli del 1970 e Italia Germania 4 a 3, del Mundial del 1982 e delle notti magiche di Italia ‘90. Si finisce con Brasile 2014 (in realtà il libro inizia con Brasile 2014 e, per ovvi motivi di analogia, col ricordo del mondiale del 1950).

Per chi ha vissuto il passato, questo libro serve a ripercorrere le proprie memorie e ricordare i bei tempi di una volta, per i più giovani è utile per scoprire le storie di alcune leggende del calcio di cui si conosce solo il nome; ad esempio, scoprirete perché ogni tanto qualche erudito cita il “gol alla Mortensen” o da dove viene la dizione “zona Cesarini”.

Il libro si legge facilmente, va bene anche sotto l’ombrellone, e suggerisce tanti spunti soprattutto musicali. E tutti ci commuoveremo rileggendo l’epopea del Mundial del 1982…

30 giugno 2018
Luca Bianchi

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