La modalità di invio delle fatture elettroniche - Diario quotidiano dell'11 giugno 2018

1) L’attività di agente di commercio, svolta sotto forma di impresa familiare è soggetta ad Irap

2) CDM: attuata la direttiva UE sui requisiti tecnici per le navi adibite alla navigazione interna

3) Librerie: via libera al tax credit

4) Sport bonus: norme attuative pubblicate in G.U.

5) Bando Isi 2017: invio delle domande online entro il 14 giugno 2018

6) Modalità d’invio delle fatture elettroniche: nota Assosoftware

7) Novità sul credito di imposta su investimenti pubblicitari incrementali

8) Dogane: proroga delega funzioni dirigenziali

9) Vademecum sulle retribuzioni tracciabili dalla Fondazione CDL

10) Chiarimenti sull’Accordo di Ricollocazione

11) Cndcec: al via il tavolo tecnico per la redazione del primo massimario nazionale della giustizia tributaria di merito

12) Mercato immobiliare in netta ripresa

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Modalità d’invio delle fatture elettroniche: nota Assosoftware

Assosoftware, in una nota diffusa dal comitato tecnico nei giorni scorsi, spiega i processi di fatturazione e di contabilizzazione, per entrambi le parti in causa.

Gli per predisporre e inviare le fatture attive in alternativa possono:

  • utilizzare i tre software gratuiti dell’agenzia delle Entrate: un’App su tablet e smartphone, un’applicazione web accessibile dal portale «Fatture e corrispettivi» (entrambe effettuano anche la trasmissione al Sdi) e un software installabile su Pc (che non effettua la trasmissione al Sdi, demandata all’utilizzo del portale «Fatture e corrispettivi»);
  • utilizzare un software gestionale che, per effettuare l’invio al Sdi, può a sua volta utilizzare una Pec oppure l’hub fornito dalla stessa software house.

Al cliente soggetto passivo Iva, la fattura viene poi recapitata dal Sdi. Va quindi sottolineato che l’operatore che l’ha emessa non deve mai recapitarla al cliente, anche se vi sono alcune eccezioni specificamente previste dal provvedimento, ma riguardano esclusivamente i casi in cui il Sdi generi una ricevuta di mancata consegna e il recapito riguarda solo la copia della fattura. Per quanto riguarda le fatture passive, invece, è errata convinzione di molti addetti ai lavori che essi, una volta ricevute le fatture passive sulla propria Pec, le dovranno salvare una per volta sul proprio Pc, aprirle e stamparle, per poi verificarle e a fine mese le dovranno inviare al proprio commercialista tramite e-mail.

Ebbene un siffatto processo può sicuramente essere adottato nei casi in cui le fatture passive siano davvero poche, si sia quindi scelto di avvalersi di strumenti gratuiti quali quelli messi a disposizione dall’agenzia delle Entrate o da provider esterni, e l’attività del commercialista si limiti al salvataggio e all’importazione di ciascun file Xml nel proprio software gestionale. La stampa, pur possibile, diventa un’attività del tutto inutile e inutilmente costosa soprattutto per il commercialista.

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[continua]

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