Niente credito di imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo se i prodotti sono già disponibili - Diario Quotidiano del 25 giugno 2018

1) Niente reverse charge Iva per i consorzi

2) E’ dovuta l’IVA sulla TIA2 dal 30 giugno 2010

3) OTELLO 2.0 : Nuovo servizio per l’adesione facilitata

4) Niente credito di imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo se i prodotti sono già disponibili

5) Sport bonus: concesso meno di un mese alle imprese per presentare le domande

6) Conformità catastale e bene dedotto nella contrattazione immobiliare

7) Lavorazioni gravose o usuranti: esenzione dall’adeguamento alla speranza di vita

8) Tutela del lavoro nell’ambito delle imprese sequestrate e confiscate

9) Dal 26 giugno 2018 il Cndcec mette a disposizione gratuitamente il webinar con l’introduzione delle piattaforme DPA e VERA

10) Obbligo di contraddittorio in caso di accertamento con studi di settore

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Niente credito di imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo se i prodotti sono già disponibili

Non spetta il bonus fiscale per i prodotti già disponibili e ampiamente diffusi in tutti i settori economici.

La precisazione è contenuta nella risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 46/E del 22 giugno 2018, emessa a seguito di una istanza di interpello.

L’Agenzia delle entrate, nel recepire le osservazioni tecniche richieste al ministero dello Sviluppo economico sul caso sottopostole all’attenzione, ha espresso parere negativo sull’ammissibilità all’agevolazione delle attività svolte dalla società qualificandole come “ordinarie attività” realizzative di un programma di investimenti in capitale fisso. Si tratta, cioè, di investimenti in beni strumentali (materiali e immateriali) direttamente impiegati nella realizzazione delle attività caratteristiche dell’impresa e, in quanto tali, trattati sul piano economico-patrimoniale, nonché in sede di rappresentazioni di bilancio, alla stregua di immobilizzazioni.

Come precisato nell’istanza, il programma di investimenti ha previsto l’adozione e l’introduzione di numerose tecnologie di avanguardia, tra le quali, a titolo di esempio: le tecnologie di geolocalizzazione indoor, basata su dispositivi bluetooth Lte, quali i beacon fisici, i virtual beacon, tecnologie tipo Quuppa o tecniche di localizzazione che utilizzano connessioni Wi-Fi; le tecnologie che applicano la cosiddetta “Realtà aumentata” per fornire contenuti personalizzati e finalizzati ad arricchire l’esperienza di visita presso la fiera; tecnologie Digital signage per la diffusione di contenuti e l’acquisizione di informazioni; le tecnologie di proximity marketing e di Big data analytics per l’applicazione di tecniche di Machine learning e cognitive marketing.

Secondo il parere del Mise, si tratta, in sostanza, di una serie di prodotti già disponibili e ampiamente diffusi in tutti i settori economici (incluso quello dei servizi) per accompagnare e realizzare la trasformazione tecnologica e la digitalizzazione dei processi produttivi secondo il paradigma “Industria 4.0”.

Pertanto, considerate le finalità del progetto e le modalità di realizzazione, il ministero interpellato ha escluso che gli investimenti in questione possano qualificarsi come attività di ricerca e sviluppo nell’accezione rilevante agli effetti della disciplina del credito d’imposta.

Ai fini di tale qualificazione, nel caso di specie, mancherebbe sia il requisito della novità sia, tra l’altro, il requisito del rischio finanziario (nonché d’insuccesso tecnico), che dovrebbero caratterizzare tipicamente gli investimenti in ricerca e sviluppo.

E tutto questo vale anche con riferimento alla parte degli investimenti rientranti nella categoria delle immobilizzazioni immateriali, quali l’acquisizione di licenze di software e sviluppi di software preesistenti o nuovi a servizio della particolare attività caratteristica.

Sul punto, nella risoluzione viene chiarito che non costituiscono attività di ricerca e sviluppo, tra le altre, le attività concernenti:

  • lo sviluppo di software…
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