Bonus assunzioni 2018 e bonus asili nido: chiarimenti

Bonus assunzioni 2018: chiarimenti dell’ANPAL sulle modalità di verifica del rispetto dei requisiti necessari per beneficiare delle agevolazioni

La soluzione a chi si chiede come poter verificare il rispetto dei requisiti necessari per beneficiare delle agevolazioni all’assunzione arriva dall’ANPAL che, all’interno dell’area riservata a cittadini e imprese ha predisposto un’apposita sezione dedicata. Lo sportello ANPAL per la verifica di quelli che sono i requisiti di disoccupazione o della condizione di svantaggio che permette di accedere al beneficio delle agevolazioni fiscali per le assunzioni è stato reso attivo a partire dall’8 giugno.

Bonus assunzioni 2018: come sapere se una persona può essere assunta con incentivi

Per poter verificare se un soggetto rispetta i requisiti richiesti per consentire all’azienda di beneficiare del bonus assunzioni, ovvero dei diversi incentivi e sgravi contributivi, il procedimento è il seguente: è necessario cliccare sulla voce “Incentivabilità” all’interno della sezione del sito internet www.ANPAL.gov.it, sezione ad accesso riservato dei servizi ANPAL. L’azienda, ovvero il privato cittadino o il titolare di partita IVA, devono essere registrati al portale dell’ANPAL. Con il nuovo servizio dell’ANPAL è possibile verificare se una lavoratrice o un lavoratore rientra tra le categorie di lavoratori svantaggiati e se quindi, in caso di assunzione, al suo datore di lavoro potranno essere riconosciuti bonus e incentivi. Sono incentivabili e rientrano tra i lavoratori per i quali l’azienda beneficia degli incentivi le assunzioni di persone che, nei sei mesi antecedenti alla data in cui si effettua la richiesta:

  • non hanno avuto rapporti di lavoro subordinato;
  • hanno avuto rapporti di lavoro conclusi e di durata non superiore a sei mesi (i periodi di lavoro intermittente, tirocinio e LSU non rientrano nel conteggio);
  • hanno svolto attività di lavoro autonomo o parasubordinato da cui derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo escluso da imposizione.

La funzionalità di ANPAL restituisce le informazioni relative all’incentivabilità della persona verificando la presenza o meno di comunicazioni obbligatorie e non tiene conto di eventuali peridi di lavoro autonomo svolti. Il servizio è a disposizione dei centri per l’impiego, degli operatori iscritti all’albo informatico delle agenzie per il lavoro, dei soggetti iscritti all’albo nazionale dei soggetti accreditati ai servizi per il lavoro e dei cittadini stessi.

Il “bonus asili nido” è in conflitto con il diritto alla detrazione dalle imposte sui redditi

Come noto, allo scopo di attenuare – anche se non a sufficienza – il peso sulle economie famigliari costituito dalle rette degli asili nido, il legislatore ha previsto la possibilità per i genitori di operare una detrazione ai fini dell’IRPEF dovuta nella misura del 19% della spesa sostenuta. Un’ulteriore limitazione che deve essere considerata all’atto del calcolo dell’ammontare detraibile è quella rappresentata dalla spesa massima agevolabile. Infatti, l’importo massimo della spesa che il contribuente ha facoltà di ammettere in detrazione è pari a 632 euro per ciascun figlio che frequenta l’asilo nido, pubblico o privato che sia; la somma viene poi ripartita tra i genitori in base all’onere da ciascuno sostenuto.

A tal proposito, va rilevato che sotto il profilo documentale l’Amministrazione fiscale lascia ampi “margini di manovra”. Difatti, con la Circolare del 27 aprile 2018 n. 7, emanata da parte dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Coordinamento Normativo e titolata “Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2017: spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, a detrazioni d’imposta, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per la compilazione della dichiarazione e per l’apposizione del visto di conformità”, si afferma che, nel caso in cui il documento di spesa sia intestato al bimbo, o ad uno solo dei genitori, è comunque possibile specificare, tramite opportuna annotazione sullo stesso, le percentuali di spesa imputabili a ciascuno dei genitori. Pertanto, il genitore che ha sostenuto la spesa può fruire della detrazione anche se il documento è intestato all’altro genitore e anche se non è fiscalmente a carico di quest’ultimo.

Per quanto riguarda l’aspetto dichiarativo, per beneficiare della detrazione, l’onere sostenuto nel corso del 2017 va indicato:

  • in uno dei righi che vanno dall’RP8 all’RP13 dedicati alle “Altre spese detraibili” del modello Redditi PF 2018 utilizzando il codice 33;
  • in uno dei righi che vanno dall’E8 all’E10 dedicati alle “Altre spese” del Modello 730/2018 utilizzando sempre il codice 33.

Al netto di tutte le considerazioni appena svolte, in sede di compilazione del modello dichiarativo, occorre fare attenzione a due importanti limitazioni.

La prima riguarda l’impossibilità di indicare le spese sostenute dal contribuente per rette di asili nido nel corso 2017 se nello stesso anno le medesime sono state rimborsate da parte dl datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella CU 2018 (punti da 701 a 706) con il codice 33.

Mentre la limitazione appena citata esisteva già in passato la seconda costituisce una vera e propria novità rispetto agli anni scorsi, in quanto è stata introdotta dal Legislatore con l’articolo 1, comma 335 della Legge n 223/2016. L’elemento cui si deve porre attenzione attiene al cosiddetto bonus asili nido. Come noto si tratta di un premio erogato dall’INPS su richiesta che deve essere specificamente avanzata da parte del genitore, il quale deve attestare l’avvenuto pagamento delle singole rette. L’erogazione del bonus avviene con cadenza mensile direttamente a favore del beneficiario fino a concorrenza dell’importo massimo mensile. In particolare, il buono annuo è stabilito nella misura di 1.000 euro, parametrato per ogni anno di riferimento a 11 mensilità.

Quindi, per ogni singola retta mensile che viene pagata e documentata il genitore ha diritto ad un contributo mensile di importo massimo di euro 90,91 (1.000/11 mensilità).

Non v’è dubbio che beneficiare del bonus è nettamente più conveniente piuttosto che beneficiare della detrazione IRPEF, atteso che quest’ultima può arrivare al massimo ad una cifra di circa 120 euro all’anno.

Tale considerazione è avvalorata dal fatto che chi fruisce del premio INPS non può beneficare della detrazione prevista per le spese sostenute per l’asilo nido: le due agevolazioni non sono cumulabili. In tal senso le istruzioni alla compilazione del 730 e del modello Redditi precisano che “Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2017, se nello stesso periodo si è fruito del bonus asili nido”.

E, per finire, in questo senso si esprime altresì la già citata Circolare 7/E/2018 dell’Agenzia delle Entrate, secondo cui “La detrazione è alternativa al contributo di cui all’art. 1, comma 355, della legge 11.12.2016, n. 232, erogato dall’Istituto nazionale della previdenza sociale tramite un pagamento diretto al genitore richiedente, per far fronte al pagamento della retta relativa alla frequenza di asili nido pubblici o asili nido privati autorizzati …”.

[ESTRATTO DALLA CIRCOLARE DEL LAVORO DEL GIORNO DEL 27 GIUGNO 2018…]

CONTINUA…CLICCA QUI PER LEGGERE LA CIRCOLARE DEL LAVORO COMPLETA (41 pagine) – riservata agli utenti abbonati a CommercialistaTelematico

Massimo Pipino

27 giugno 2018

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