Dal primo luglio stop agli stipendi in contanti - Diario Quotidiano del 26 giugno 2018

1) Opzione IRI per l’anno d’imposta 2017: slittamento termini di applicazione regime, no sanzioni per versamento carente acconti IRPEF
2) Dall’1 luglio 2018 stop al pagamento degli stipendi in contanti, la firma sulla busta paga non più prova
3) Fissati i criteri per individuare le incoerenze sui modelli 730/2018
4) Agenzia delle Entrate-Riscossione: Attivo il servizio “Prenota Ticket”
5) Industria 4.0: ufficiali le regole sul bonus fiscale per formare i dipendenti
6) Accesso facilitato alle professioni: via libera a nuove misure
7) Acconti Irpef errati dopo il rinvio dell’Iri: Il fisco non applicherà sanzioni
8) Pubblicazione del servizio per la notifica dei contratti di cessione del TFR
9) Governo: rinviata a gennaio la fatturazione elettronica per i benzinai
10) Si va verso l’abolizione dello split payment

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1) Opzione IRI per l’anno d’imposta 2017: slittamento termini di applicazione regime, no sanzioni per versamento carente acconti IRPEF

2) Dall’1 luglio 2018 stop al pagamento degli stipendi in contanti, la firma sulla busta paga non più prova

3) Fissati i criteri per individuare le incoerenze sui modelli 730/2018

4) Agenzia delle Entrate-Riscossione: Attivo il servizio “Prenota Ticket”

5) Industria 4.0: ufficiali le regole sul bonus fiscale per formare i dipendenti

6) Accesso facilitato alle professioni: via libera a nuove misure

7) Acconti Irpef errati dopo il rinvio dell’Iri: Il fisco non applicherà sanzioni

8) Pubblicazione del servizio per la notifica dei contratti di cessione del TFR

9) Governo: rinviata a gennaio la fatturazione elettronica per i benzinai

10) Si va verso l’abolizione dello split payment

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Dall’1 luglio 2018 stop al pagamento degli stipendi in contanti, la firma sulla busta paga non più prova

Retribuzione: dal 1° luglio 2018 scatta il divieto di pagamento in contanti.

Dal 1° luglio 2018, la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce più una prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione, difatti, il datore di lavoro, in relazione al rapporto di lavoro instaurato, non potrà più pagare la retribuzione in denaro contante direttamente al lavoratore (art. 1, commi 910-914, Legge 205/2017).

Modalità di pagamento

Il datore deve corrispondere la retribuzione (compresi gli anticipi) attraverso una banca o un ufficio postale tramite le seguenti modalità:

  • bonifico sul conto corrente identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro ha aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato (coniuge, convivente o familiare, in linea retta o collaterale, con età non inferiore a 16 anni).

Esclusioni
Tra le esclusioni da tale regime:

  • i rapporti di lavoro domestico (L. 339/58);
  • le prestazioni lavorative che ricadono nell’ambito di applicazione dei CCNL per gli addetti a servizi familiari e domestici, stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

Sanzioni
Il pagamento della retribuzione in denaro contante direttamente al lavoratore costituisce violazione di un obbligo di legge: in tal caso è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da € 1.000 fino a € 5.000.

Nuova circolare di studio sullo stop al pagamento degli stipendi in contanti

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Governo: rinviata a gennaio la fatturazione elettronica per i benzinai

Slitterà a gennaio del 2019 l’obbligo della fatturazione elettronica per i benzinai che era previsto per il primo luglio e si apre ora un confronto tra governo e gestori per trovare un “percorso condiviso”.

Il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha annunciato che il governo sta “predisponendo il rinvio al primo gennaio 2019 dell’obbligo di fatturazione elettronica per le vendite di carburanti ai soggetti con partita Iva”, misura che sarà contenuta nel decreto ‘dignità’.

Nel provvedimento che approderà in cdm ci sarà anche l’abolizione di altre misure che interessano le imprese come: il redditometro, lo spesometro, gli studi di settore e lo split payment. “La data del primo luglio, così come denunciato dai benzinai, non è realistica” spiega Di Maio secondo cui “è stata lanciata una novità senza dare il tempo e gli strumenti per attrezzarsi”.

Questa categoria si è trovata ad essere prescelta per sperimentare, in anticipo su tutte le altre, l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica. Scongiurato, quindi, lo sciopero nazionale.

Secondo Di Maio “il paradosso italiano è che questi strumenti vengono inventati per combattere gli evasori e puntualmente vanno a danneggiare quelli che le tasse le hanno sempre pagate”.

A questo punto la misura dovrà essere discussa al prossimo cdm insieme ad una serie di provvedimenti che faranno parte del cosiddetto “decreto dignità”.

Leggi qui altri articoli sulla fatturazione elettronica!

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