Tassa rifiuti non dovuta se nell’immobile mancano i servizi essenziali - Diario quotidiano del 30 maggio 2018

1) E’ valida la notifica della cartella di una società estinta fatta verso i soci responsabili

2) Mediatore immobiliare passibile di sanzione se opera senza copertura assicurativa

3) Attività di autoriparazione: chiarimenti a tutto campo dal MISE

4) E’ nullo il licenziamento se non si è superato il periodo di comporto

5) Tassa rifiuti non dovuta se nell’immobile mancano i servizi essenziali

6) Bonus fiscale impianti calcistici: decreto in G.U.

7) Notizie in breve: proposta di direttiva IVA sugli acquisti INTRA; commercialisti senza esclusive per la contabilità; e tante altre

8) ZFU sisma Centro Italia: MISE pubblica gli elenchi dei beneficiari

9) Software paghe per gli iscritti: il Consiglio nazionale dei Consulenti Lavoro avvia un indagine conoscitiva

10) Inps: proroga decorrenza per Aziende agricole con dipendenti e chiarimenti sugli obblighi per i periodi di sospensione cautelare; Valutazione dei rischi online per le PMI

 

Tassa rifiuti non dovuta se nell’immobile mancano i servizi essenziali

La mancanza nell’appartamento di servizi essenziali determina l’inidoneità a produrre rifiuti e non è quindi, dovuto il pagamento.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza 1320 del 25 maggio 2018, secondo cui il presupposto impositivo della TIA – tariffa di igiene ambientale, ovvero il sistema di finanziamento comunale della gestione dei rifiuti e della pulizia degli spazi comuni, oggi sostituita dalla TARI – tassa relativa alla gestione dei rifiuti, è costituito dalla presenza di locali idonei alla produzioni di rifiuti. Pertanto, l’assenza nell’immobile dei servizi essenziali determina l’inidoneità a produrre rifiuti e rende non dovuto il pagamento.

Questo è quanto affermato dalla Sezione tributaria della Cassazione con la con la quale si è fatto chiarezza anche sulla necessità o meno di ripetere annualmente la dichiarazione di esenzione.

La controversia è scaturita da un avviso di accertamento relativo alla TIA per l’anno 2006, notificata dalla società concessionaria del servizio rifiuti della città di Lucca ad un contribuente. Questi era accusato di non aver pagato la tariffa prevista per un immobile di sua proprietà che, sebbene risultasse inoccupato perché privo dei servizi essenziali, non poteva beneficiare della esenzione prevista, in quanto il contribuente non aveva ripresentato al Comune la relativa richiesta di esclusione annuale, come prevedeva il regolamento comunale.

La questione finiva dinanzi ai giudici tributari che, sia in primo che secondo grado, si esprimevano in favore del contribuente. In particolare, secondo la Commissione tributaria Regionale della Toscana l’avviso di accertamento si fondava su una errata ricostruzione della disciplina prevista dall’articolo 62 del D.lgs. 507/1993: presupposto impositivo della TIA è la disponibilità di locali «idonei alla produzione di rifiuti», mentre la denuncia al Comune doveva essere effettuata solo in caso di variazione nella disponibilità dell’immobile.

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