IMU in pratica: quando la prima casa cade in successione

Quesito

Famiglia con 3 figli.

Nel 2015 decede la madre, il padre e un figlio rimangono a vivere nella casa coniugale

Nel 2018 decede anche il genitore, un solo figlio rimane a vivere nella casa coniugale.

Come si gestisce l’IMU: adempimenti e pagamenti?

Risposta

L’iter normativo di IMU è stato particolarmente complesso e per rispondere compiutamente al quesito posto si ritiene opportuno ripercorrerne almeno le ultime fasi.
Con effetto a partire dal 2014, sono state riscritte alcune disposizioni dell’articolo 13 del D.L. 201/2011. L’articolo 1, comma 707 della Legge 147/2013 (Legge di Stabilita 2014) provvede infatti ad eliminare l’IMU per l’abitazione principale non di lusso e le relative pertinenze (una per categoria catastale), ad eccezione degli immobili che risultano essere iscritti in catasto nelle categoria A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) ed A/9 (castelli e palazzi) ed esclude dalla medesima imposta, assimilandole all’abitazione principale, le seguenti unità immobiliari:

1.le abitazioni appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale (e relative pertinenze – una per ogni categoria catastale) dei soci assegnatari;
2.gli alloggi sociali come definiti dal D.M. 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008, articolo 1, commi 2 e 3;
3.la casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento, o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
4.l’unico immobile iscritto o iscrivibile al catasto edilizio urbano come unica unita immobiliare, posseduto e non concesso in locazione dal personale in servizio permanente presso le Forze armate, ovvero le Forze di polizia ad ordinamento militare e civile, nonché presso il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco.

Inoltre, il legislatore con l’articolo 1, comma 707, della Legge di Stabilita 2014, modificando l’articolo 13, comma 3 del citato decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 214 del 2011 ha stabilito che i Comuni possono assimilare all’abitazione principale l’unica unità immobiliare a destinazione abitativa posseduta dai soggetti anziani o disabili che abbiano acquisito la residenza in case di ricovero e cura, sempre che la stessa non risulti essere stata locata e l’unità immobiliare concessa in comodato ai parenti in linea retta, entro il primo grado, a patto che l’immobile venga utilizzato da questi ultimi come abitazione principale. L’agevolazione e previsto operi “o limitatamente alla quota di rendita risultante in catasto non eccedente il valore di Euro 500 oppure nel solo caso in cui il comodatario appartenga a un nucleo familiare con ISEE non superiore a 15.000 Euro annui. In caso di più unità immobiliari, la predetta agevolazione può essere applicata ad una sola unità immobiliare”. Viene assimilata all’abitazione principale anche l’abitazione posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia da cittadini italiani non residenti
nel territorio dello Stato, a condizione che non risulti essere stata locata.
Inoltre, l’articolo 1, comma 728, della legge 174/2013, Legge di Stabilità 2014 prevede che non saranno irrogate sanzioni ed applicati interessi nel caso in cui il contribuente abbia versato in modo insufficiente la seconda rata IMU per il 2013 e nell’ipotesi in cui la differenza tra quanto effettivamente versato e quanto avrebbe dovuto essere versato venga comunque corrisposta entro il termine previsto per la scadenza della prima rata IMU dovuta per il 2014 (ossia entro il 16 giugno 2014).

IMU – QUADRO RIASSUNTIVO

Mantiene il medesimo regime applicativo del 2013, con esenzione dall’imposta dell’abitazione principale e delle relative pertinenze, ad eccezione delle abitazioni classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (Legge di Stabilità 2014, articolo 1, comma 708).
La norma prevede poi le medesime…

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