Flat tax e pace fiscale

I giorni della campagna elettorale sono stati caratterizzati da diverse proposte in materia fiscale. Tra le tante misure due hanno attirato l’attenzione degli operatori per ragioni diverse. La prima riguarda la c.d. flat tax, destinata, probabilmente ad incidere anche sulla misura del prelievo fiscale. La seconda misura, anch’essa indifferibile, riguarda il “nervo scoperto” delle semplificazioni.

FLAT TAX

Le proposte di concreta attuazione di questa misura sono diverse.  Un’opinione definitiva potrà essere espressa solo allorquando si conosceranno i contenuti concreti della novità, ove realizzata. Dalle prime indiscrezioni sembra che la “tassa piatta” debba essere caratterizzata dall’applicazione di due aliquote. La prima del 15 per cento per i “redditi familiari” fino a 80.000 euro. La seconda aliquota del 20 per cento per i redditi di importo superiore.

Il prelievo sarà sicuramente condizionato dall’applicazione delle predette due aliquote, ma la partita si giocherà sulle deduzioni e detrazioni d’imposta.

La proposta definitiva dovrebbe prevedere un drastico taglio delle predette deduzioni e detrazioni. Conseguentemente tale circostanza controbilancerà la diminuzione del prelievo fiscale dovuto all’applicazione delle due aliquote.  In buona sostanza si verificherà un effetto “doppio”. Da una parte le aliquote del 15 e del 20 per cento daranno luogo alla diminuzione dell’IRPEF, dall’altra il “taglio” di oneri deducibili e detrazioni farà conseguire un incremento dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche.

Sussiste il concreto rischio che una parte dei contribuenti, soprattutto nei casi di redditi dichiarati di modesta entità, subisca un incremento del prelievo tributario anziché una diminuzione.  Per tale ragione sembra possa essere introdotta una “clausola di salvaguardia” in base alla quale sarebbe possibile applicare l’attuale sistema di determinazione dell’Irpef al fine di evitare che la flat tax determini un aggravio impositivo.

Tale possibilità, ancorché condivisibile, è in controtendenza rispetto all’esigenza di semplificazione manifestata a più riprese dai contribuenti. Il “doppio calcolo” rappresenta un ulteriore adempimento che, se non “accompagnato” da una drastica riduzione delle scadenze e dalle “incombenze” rischia di complicare ulteriormente la gestione degli studi professionali.

IL GETTITO

Uno dei problemi che desta maggiori preoccupazioni è rappresentato dalla contrazione del gettito Irpef dovuto all’applicazione della FLAT TAX.

Le modalità di “finanziamento” del nuovo meccanismo dovrebbero essere diverse. Sicuramente il legislatore punta su un effetto di “emersione” del sommerso in ragione delle due aliquote che dovrebbero dare luogo, a regime, alla riduzione della pressione fiscale.

Il problema si pone soprattutto per il primo anno. In considerazione dell’applicazione del nuovo sistema di tassazione. Nel passaggio da un sistema di tassazione “iniquo” ad un sistema di tassazione più “equo” sussistono le condizioni per chiudere la partita con le pendenze pregresse con un provvedimento che in questi giorni è stato battezzato come la “pace fiscale”

In buona sostanza i contribuenti che hanno pendenze con il Fisco, e che pur avendo dichiarato i debiti tributari non sono riusciti a versare le relative imposte, potrebbero chiudere le loro pendenze versando una somma percentuale.

Sarà interessante comprendere, laddove il provvedimento fosse effettivamente approvato, se la misura riguarderà solo le cartelle, ovvero più in generale tutti coloro che non sono riusciti a versare le imposte per carenza di liquidità. In buona sostanza è auspicabile che la misura, se approvata, riguardi anche coloro che non hanno ancora ricevuto la relativa cartella altrimenti risulterebbero penalizzati. Ciò anche in considerazioni del fatto che questi soggetti avrebbero dichiarato al Fisco di essere debitori delle imposte.

Nicola Forte
15 maggio 2018

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