La detrazione degli interventi di recupero edilizio su immobili di proprietà di terzi

In questo articolo proviamo a rispondere in modo pratico ad un dubbio ricorrente dei nostri lettori: è possibile usufruire delle detrazioni Irpef per spese di recupero del patrimonio edilizio effettuate su immobili di proprietà di terzi? Nell’articolo di 13 pagine illustriamo alcuni casi pratici con esempi di compilazione del modello Redditi, in particolare del quadro RP

QUESITO

La detraibilità degli interventi di recupero edilizio eseguiti su di un immobile di proprietà di un terzo. Un contribuente pone il seguente quesito: ho recentemente acquistato un appartamento intestato a nome di mio figlio, unico proprietario, ancora studente e fiscalmente a mio carico.

Su questa unità immobiliare ho intenzione di far eseguire alcuni lavori di ristrutturazione che pagherò io. Mio figlio è ancora residente presso l’appartamento di famiglia e conta di trasferire la propria residenza presso l’appartamento acquistato entro i prossimi 18 mesi (al fine di poter usufruire delle agevolazioni previste per l’acquisto della prima casa).

Da parte mia, posso usufruire della detrazione fiscale del 50% delle spese che dovrò sostenere per la ristrutturazione dell’alloggio appena acquistato e come dovrò procedere in sede di compilazione della mia dichiarazione dei redditi?

RISPOSTA

È relativamente frequente che i costi degli interventi di recupero edilizio agevolabili ai fini IRPEF in base al dettato dell’articolo 16-bis TUIR (manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, recupero e restauro conservativo di cui all’articolo 3, comma 1, lettere a), b), c) e d) del D.P.R. n. 380/2001) vengano sostenuti da un terzo rispetto al soggetto che effettivamente sarebbe il contribuente avente titolo (nel caso proposto il padre che ha acquistato per il figlio un immobile intestandoglielo). In linea di principio si ritiene che le agevolazioni fiscali in parola possano essere usufruite da un soggetto terzo rispetto al proprietario dell’unità immobiliare posto che vengano rispettate alcune condizioni.

Si ricorda che possono usufruire della detrazione per spese di ristrutturazione edilizia i proprietari, i nudi proprietari dell’immobile e i titolari di diritti reali/personali di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie, locatari, comodatari) sugli immobili oggetto dell’intervento e che ne sostengano le spese.

Hanno diritto alla detrazione anche i familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile. Così come è stato confermato anche dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione del 12 giugno 2002 n. 184, emanata dall’Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Normativa e Contenzioso e titolata “Interpello – ART. 11, legge 27/07/2000, n. 212. Articolo 1, L. n. 449/1997”, è tuttavia necessario che la condizione di convivente si verifichi al momento dell’inizio dei lavori, “a condizione che l’immobile oggetto dei lavori, ancorché non costituisca abitazione principale, sia uno di quelli in cui si esplica la convivenza” (la risoluzione, rispondendo ad un’istanza di interpello formulato ai sensi della legge n. 212/2000, fornisce chiarimenti in merito alla corretta applicazione della detrazioni IRPEF del 36 per cento sulle ristrutturazioni edilizie, ai sensi dell’articolo 1 della Legge n. 449/97, con particolare riferimento alle fattispecie di familiare convivente, limiti di spesa e cumulabilità).

Detrazioni IRPEF ex articolo 16-bis TUIR – La compilazione del Modello Unico e del Modello 730

In primo luogo si ricorda che secondo quanto è stato disposto dal Decreto Legge 13 maggio 2011, n. 70, i contribuenti che intendono usufruire della detrazione del 50% (ex 36%), non dovranno più inviare al Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate la comunicazione preventiva di inizio lavori.
Lo stesso decreto dispone che occorre “indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione e a conservare ed esibire a richiesta degli uffici i documenti che saranno indicati in apposito Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate”. Seguiamo lo schema di dichiarazione dei redditi “Persone fisiche” PF2018 predisposto dall’Agenzia…

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