Credito d'imposta per gli investimenti: soggetti interessati al cofinanziamento PON I&C

La recente emanazione, da parte del MISE, del decreto direttoriale 23 aprile 2018, che ha adeguato precedenti disposizioni in materia di ammissione e rendicontazione delle spese agevolate con il bonus investimenti, e i successivi commenti della stampa specializzata sembrano aver sollevato dubbi sull’individuazione dei soggetti destinatari dei particolari adempimenti previsti dal citato decreto. 
In realtà, dubbi non hanno ragione d’essere in quanto, fin dalla fine del 2016 (primo anno di applicazione del bonus), il MISE aveva chiarito l’ambito di applicazione delle norme, individuando i beneficiari del credito d’imposta Programma operativo nazionale Imprese e Competitività 2014/2010 (anche definito PON I&C); peraltro, considerato che la richiesta al MISE è fatta direttamente dall’Agenzia delle entrate, la mancanza di un decreto del MISE che riconosca il diritto al credito è, di per sé, motivo per escludere che si tratti di credito d’imposta PON I&C.
In ogni caso, rimandando ad un futuro intervento l’analisi degli ulteriori adempimenti previsti per i beneficiari del credito d’imposta PON I&C, con il presente pezzo si intende fornire  un quadro d’insieme delle fattispecie che rientrano nell’ambito di applicazione del decreto al fine di individuare i soggetti obbligati agli ulteriori adempimenti per le specifiche finalità del Programma.

Normativa di riferimento  

La legge n. 208/2015 ha introdotto, ai commi da 98 a 108, un credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi, effettuati nel periodo dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2019, destinati a strutture produttive ubicate nelle aree agevolate del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo).
In particolare, il comma 108 prevede che parte delle risorse necessarie per il finanziamento della misura agevolativa a favore della PMI siano prelevate dalle risorse europee di cofinanziamento nazionale previste nel programma operativo nazionale «Imprese e Competitività 2014/2020» e nei programmi operativi relativi al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) 2014/2020 delle regioni in cui si applica l’incentivo.
In particolare, le risorse finanziarie vengono inizialmente anticipate dal Fondo di rotazione di cui all’art. 5 della legge n. 183/1987 e successivamente reintegrate una volta che sono esaurite le procedure finalizzate all’individuazione e al regolamento delle risorse europee.
Conseguentemente, trattandosi di risorse comunitarie, alle stesse devono necessariamente applicarsi le discipline europee in tema di aiuti di Stato alle imprese, nel rispetto degli obiettivi programmati per la concessione delle risorse PON I&C.  
A tal fine, già con decreto 29 luglio 2016 il Ministro dello sviluppo economico aveva provveduto a disciplinare l’utilizzo delle risorse del citato programma operativo nazionale.
Successivamente a tale decreto, sul sito del MISE venne resa nota la FAQ tesa ad individuare i soggetti ricadenti nell’ambito di ammissibilità del PON I&C.
A seguito delle modifiche apportate alla disciplina del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi dall’art. 7-quater del decreto legge n. 243/2016, a valere dal 1° marzo 2017, il MISE ha provveduto a predisporre il decreto direttoriale 23 aprile 2018 che tiene conto di tutte le modifiche, nazionali e comunitarie, nel frattempo intervenute.
Allo stato attuale, tenuto conto dei differenti ambiti temporali previsti dalla  disciplina, i due decreti risultano applicarsi nel seguente modo:

Decreto 04/01/2017
si applica ai

Decreto 23/04/2018
si applica ai

Programmi di investimento che comprendono investimenti esclusivamente effettuati precedentemente al 1° marzo 2017
 

Programmi di investimento che comprendono investimenti effettuati a decorrere dalla data  del 1° marzo 2017

Tra le altre regolamentazioni, i due …

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