Permuta di immobili tra Stato e Comune: trattamento tributario

Nel caso in cui venga posta in essere una permuta relativa ad immobili pubblici tra un Comune e lo Stato tale transazione deve essere assoggettata all’imposta di registro in misura fissa (pari attualmente a 200 euro). Il pagamento deve essere corrisposto dall’Amministrazione comunale.

Nel caso in cui il trasferimento avvenga a favore dello Stato, le imposte ipotecarie e catastali non sono dovute, mentre nel caso in cui il trasferimento avvenga in favore di un Comune, l’imposta ipotecaria deve essere corrisposta in misura fissa (200 euro) e l’imposta catastale è dovuta nella misura dell’1%.

Questo risulta essere l’orientamento espresso da parte dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Normativa con la Risoluzione del 31 gennaio 2018 n. 12 titolata Consulenza giuridica – Uffici dell’Amministrazione – Direzione Regionale del Friuli Venezia Giulia. (Permuta di immobili tra un Comune e l’Agenzia del Demanio – trattamento tributario ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale)” secondo cui, in considerazione delle modifiche normative apportate all’articolo 10, comma 4, del Decreto Legislativo n. 23 del 2011, dall’articolo 20, comma 4-ter del Decreto Legge n. 133 del 2014, con le quali è stato escluso che la previsione di soppressione di tutte le agevolazioni operi, tra l’altro, in relazione alle agevolazioni ed esenzioni tributarie riferite ad immobili pubblici interessati da operazioni di permuta, deve ritenersi che, limitatamente agli atti di permuta che intervengono tra un ente pubblico territoriale e lo Stato, torni applicabile la disciplina recata dal punto 7 dell’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al TUR, nella formulazione vigente fino al 31 dicembre 2013.

Pertanto, l’operazione di permuta di immobili pubblici che interviene tra il Comune e l’Amministrazione Statale deve essere soggetta ad imposta di registro nella misura fissa di 200 euro, che deve essere corrisposta dal Comune. Nell’ambito dell’operazione di permuta, le imposte ipotecarie e catastali non sono dovute per il trasferimento in favore dello Stato, mentre, in relazione al trasferimento in favore del Comune l’imposta ipotecaria è dovuta nella misura di 200 euro, mentre l’imposta catastale è dovuta nella misura dell’1%.

L’oggetto dell’istanza da cui ha avuto origine la risoluzione in commento è relativo ad un’ipotesi di permuta in cui è previsto che lo Stato ceda in proprietà all’Amministrazione comunale una caserma, un magazzino idraulico e un podere sperimentale a fronte del trasferimento, da parte del Comune, a favore dello Stato, di una stazione dell’Arma dei Carabinieri, di un’area e di un ex magazzino stradale.

Le conclusioni a cui è giunta l’Agenzia delle Entrate si basano, come più sopra è stato accennato, sulle modifiche normative che sono state apportate all’articolo 10, comma 4, del Decreto Legislativo n. 23/2011 (si veda in proposito la nota n. 1), dall’articolo 20, comma 4-ter del Decreto Legge n. 133/2014 (si veda in proposito la nota n. 2), convertito dalla Legge n. 164/2014, con le quali è stato escluso che la soppressione di tutte le agevolazioni che venivano previste dal D.P.R. n. 131/1986 (Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro ”TUR”) in materia di imposta di registro riguardasse anche le agevolazioni e le esenzioni tributarie riferite a immobili pubblici interessati da operazioni di permuta.

Da ciò consegue, secondo il documento di prassi in esame, che deve ritenersi, limitatamente agli atti di permuta che intervengono tra un ente pubblico territoriale e lo Stato, che torni applicabile la disciplina recata dal punto 7 dell’articolo 1 della Tariffa, Parte Prima, allegata al TUR, nella formulazione vigente fino al 31 dicembre 2013, con cui si prevede l’applicazione dell’imposta di registro nella misura fissa di euro 200 per i trasferimenti di immobili posti in essere, tra l’altro, in favore dello Stato e degli enti pubblici territoriali.

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