Modello redditi 2018: le cripto valute vanno dichiarate nel quadro RW - Diario quotidiano del 24 aprile 2018

1) Lavoratori “impatriati”: due possibilità per chiedere il rimborso delle maggiori imposte pagate per il 2016
2) Camere di commercio: aumentano le misure del diritto annuale per gli anni 2018 e 2019
3) Deducibilità della polizza assicurativa per trattamento di fine mandato (TFM)
4) Modello redditi 2018: le cripto valute vanno dichiarate nel quadro RW
5) Il contribuente può avvalorare la dichiarazione integrativa presentata oltre il termine consentito
6) Cdl: niente obbligo Inail per i soci di Stp, restano comunque dei professionisti
7) Tutto pronto Ordini dei Commercialisti: verbali di Consiglio, riporto crediti esonero; consulente finanziario, decorrenza cancellazione, principio integrità
8) Portale delle vendite pubbliche e vendite telematiche: prime indicazioni da CNDCEC/FNC
9) L’INPS spiega le modalità di rilascio della Certificazione Unica 2018
10) F24: arriva la nuova causale “ASS1”, ma scompare la “EBII”

1) Lavoratori “impatriati”: due possibilità per chiedere il rimborso delle maggiori imposte pagate per il 2016

2) Camere di commercio: aumentano le misure del diritto annuale per gli anni 2018 e 2019

3) Deducibilità della polizza assicurativa per trattamento di fine mandato (TFM)

4) Modello redditi 2018: le cripto valute vanno dichiarate nel quadro RW

5) Il contribuente può avvalorare la dichiarazione integrativa presentata oltre il termine consentito

6) Cdl: niente obbligo Inail per i soci di Stp, restano comunque dei professionisti

7) Tutto pronto Ordini dei Commercialisti: verbali di Consiglio, riporto crediti esonero; consulente finanziario, decorrenza cancellazione, principio integrità

8) Portale delle vendite pubbliche e vendite telematiche: prime indicazioni da CNDCEC/FNC

9) L’INPS spiega le modalità di rilascio della Certificazione Unica 2018

10) F24: arriva la nuova causale “ASS1”, ma scompare la “EBII”

****

Modello redditi 2018: le cripto valute vanno dichiarate nel quadro RW

Con l’approssimarsi della stagione dichiarativa fiscale, tra i temi più gettonati quello dell’indicazione nel quadro RW delle criptovalute.

E come viene riportato nella stampa specializzata, l’Agenzia delle entrate da qualche giorni, mediante un apposito interpello (n. 956-39/2018), sarebbe del parere che le criptovalute “devono essere oggetto di comunicazione attraverso il quadro RW”. E il dato andrebbe indicato nella colonna 3 (“codice individuazione bene”) con il “14” (“Altre attività estere di natura finanziaria”). Per approfondimenti sui bitcoin clicca QUI==>

Secondo il fisco, nella risposta data nell’interpello n. 956-39/2018, alle persone fisiche “private” che detengono criptovalute si applicano, ai fini della tassazione reddituale, le regole riguardanti le valute estere. Verrebbero, così confermate due righe della risoluzione 72/E/2016 delle Entrate. Tuttavia, l’assimilazione alle valute estere comporterebbe poi l’applicazione di tutta la disciplina prevista dagli artt. 67 e 68 del D.P.R. 917/1986.

Come viene evidenziato in stampa specializzata, quindi, per l’Agenzia, il dato va indicato alla colonna 3 (“codice individuazione bene”) con il “14” (“Altre attività estere di natura finanziaria”). Il controvalore in euro della valuta virtuale, invece, va determinato al 31 dicembre del periodo di riferimento, al cambio indicato a tale data sul sito dove il contribuente l’ha acquistata. La risposta delle Entrate, tuttavia, non convince. Se, dal punto di vista oggettivo, le criptovalute possono essere considerate attività di natura finanziaria, da quello territoriale, devono essere “attività estere”. Ma le cripto valute sono a-territoriali, nel senso che non stanno nè in Italia ne all’estero. Inoltre, l’Agenzia chiede il monitoraggio ma l’obbligo di indicazione nel quadro RW non sussiste se la persona fisica ha la disponibilità della chiave privata che è il mezzo con cui la persona manifesta la volontà di disporre delle criptovalute.

Cambio valute virtuali

Titolari effettivi, nessun segreto: Come viene comunicato da altra stampa specializzata, la scorsa settimana il Parlamento europeo ha dato il via libera al quinto aggiornamento della direttiva antiriciclaggio. Vengono, quindi, illustrate le principali novità: Tutti potranno accedere liberamente al Registro dei titolari effettivi per individuare i beneficiari di società e trust.

Tutti i trust e le strutture ad essi affini dovranno essere iscritte al Registro. I dati sui beneficiari effettivi delle società fiduciarie e di strumenti analoghi dovranno essere accessibili a soggetti che dimostrino di avere un interesse legittimo. La V direttiva dovrà ora essere recepita attraverso la legge di delegazione europea per il 2018 e poi adottata attraverso ulteriori modificazioni al D.Lgs 231/2007.

Gli obblighi antiriciclaggio si estendono alle piattaforme di cambio di valute virtuali e ai…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it