Il rimborso IVA da split payment in dichiarazione annuale

Allo scopo di limitare gli effetti finanziari negativi ricadenti in capo al cedente o prestatore che si trova a non poter incassare l’IVA dovuta sulle operazioni soggette alla disciplina dello “split payment”, e ferma restando la possibilità di applicare le regole ordinarie sulla compensazione, con l’articolo 1, comma 629, lettera c), della Legge n. 190/2014 [Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2015)] il legislatore è intervenuto modificando la disciplina dei rimborsi IVA di cui all’articolo 30, comma 2, lettera a), del D.P.R. n. 633/1972. La norma in parola provvede ad indicare quali siano i contribuenti che possono richiedere, in tutto o in parte, il rimborso dell’eccedenza di imposta detraibile (a patto che l’eccedenza sia di un importo superiore a 2.582,28 euro).

In particolare, l’articolo 30, comma 2, lettera a) del D.P.R. n. 633/1972 interviene sul caso relativo ai soggetti passivi che effettuano operazioni attive soggette ad aliquote IVA inferiori a quelle relative ai loro acquisti ed alle loro importazioni (la fattispecie era originariamente prevista per le operazioni effettuate a norma dell’articolo 17, commi 5 e 6, del D.P.R. n. 633/1972).

La previsione dell’articolo 30, comma 2, lettera a), del D.P.R. n. 633/1972, secondo cui “il contribuente può chiedere in tutto o in parte il rimborso dell’eccedenza detraibile, se di importo superiore ad euro 2.582,28, all’atto della presentazione della dichiarazione: a) quando esercita esclusivamente o prevalentemente attività che comportano l’effettuazione di operazioni soggette ad imposta con aliquote inferiori a quelle dell’imposta relativa agli acquisti e alle importazioni, computando a tal fine anche le operazioni effettuate a norma dell’articolo 17, quinto, sesto e settimo comma, nonché a norma dell’articolo 17-ter”, è stata quindi estesa anche alle fattispecie previste dal successivo articolo 17-ter del D.P.R. n. 633/1972, ovvero alle operazioni che si trovano ad essere soggette al meccanismo del cosiddetto “split payment.”

La ratio che ha guidato l’intervento del legislatore è sostanzialmente tesa a consentire ai fornitori della Pubblica Amministrazione, in sede di richiesta di rimborso avanzata nella dichiarazione annuale (o, eventualmente, nell’istanza trimestrale), di computare nel calcolo dell’aliquota media, tra le c.d. “operazioni ad aliquota zero”, le cessioni di beni e prestazioni di servizi soggette alla disciplina della “scissione dei pagamenti”…

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10 aprile 2018

Massimo Pipino

 

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