Detrazioni IRPEF per interventi di ristrutturazione edilizia effettuati a cavallo d'anno

Le agevolazioni fiscali sul risparmio energetico sono state introdotte dalla Legge 27 dicembre 2006 n. 296, che prevedeva la possibilità di detrarre dall’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’IRES (imposta sul reddito delle società) il 55% delle spese sostenute per interventi edilizi che perseguivano tal fine. L’articolo 1 della Legge 27 dicembre 2006 n. 296 ha stabilito che le detrazioni sono riconosciute se le spese sono state sostenute per:

  • la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento (Riqualificazione Energetica di edifici esistenti);
  • il miglioramento termico dell’edificio con interventi sull’involucro (strutture opache e trasparenti);
  • l’installazione di pannelli solari;
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale nella cui categoria sono state successivamente comprese la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia e la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria

Dal 6 giugno 2013, data di entrata in vigore del Decreto Legge 4 giugno 2013 n. 63 (Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia per la definizione delle procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale) convertito con modifiche nella Legge 3 agosto 2013, n. 90, la percentuale della detrazione è stata innalzata al 65% (percentuale di detrazione tuttora valida, sino al 31 dicembre 2018, a seguito di quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2018, è scesa al 50%).

Inoltre, l’articolo 1, comma 88, della Legge di stabilità 2016, consente l’applicazione delle detrazioni fiscali “anche alle spese sostenute per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative, volti ad aumentare la consapevolezza dei consumi energetici da parte degli utenti e a garantire un funzionamento efficiente degli impianti”.

Condizione indispensabile per fruire della detrazione è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) residenziali esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali (per l’attività d’impresa o professionale). La prova dell’esistenza dell’edificio può essere fornita dalla sua iscrizione in catasto o dalla richiesta di accatastamento, oppure dal pagamento dell’imposta comunale (ICI/IMU), se dovuta. Non sono agevolabili, quindi, le spese effettuate in corso di costruzione dell’immobile.

L’esclusione degli edifici di nuova costruzione, peraltro, risulta coerente con la normativa di settore adottata a livello comunitario in base alla quale tutti i nuovi edifici sono assoggettati a prescrizioni minime della prestazione energetica in funzione delle locali condizioni climatiche e della tipologia.
Per alcune tipologie di interventi, inoltre, è necessario che gli edifici presentino specifiche caratteristiche (per esempio, essere già dotati di impianto di riscaldamento, presente anche negli ambienti oggetto dell’intervento, tranne quando si installano pannelli solari).
Nelle ristrutturazioni per le quali è previsto il frazionamento dell’unità immobiliare, con conseguente aumento del numero delle stesse, il beneficio è compatibile unicamente con la realizzazione di un impianto termico centralizzato a servizio delle suddette unità.

Hanno titolo ad usufruire della detrazione in parola tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento. In particolare, sono…

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