Diario quotidiano del 27 marzo 2018: modificato codice del Terzo Settore

1) Codice del Terzo Settore modificato dallo schema di D.Lgs. del Governo

2) Imprese in crisi da salvare: intervento di Assonime sul transfer price

3) ASD: collaborazioni sportive senza contribuzione previdenziale

4) Presentazione Modello Eas necessaria per fruire della “franchigia” fiscale entro il 3 aprile 2018

5) PAT: notifica in via telematica dopo le ore 21, ecco le conseguenze negative

6) Contenzioso tributario: costituzione del contribuente in forma cartacea, il Fisco deve adeguarsi

7) Il ruolo del responsabile protezione privacy (RPD): chiarimenti del Garante

8) Non esiste ad oggi una bozza del Documento di Economia e Finanza

9) Tutela del dipendente o collaboratore che segnala illeciti: chiarimenti dall’INPS

10) Principi contabili internazionali: IFRS 9 pubblicato in G.U. europea

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1) Codice del Terzo Settore modificato dallo schema di D. Lgs. del governo

Come è noto, l’attuale governo ha modificato, in maniera urgente (con una proposta di decreto legislativo approvato in via preliminare, si veda nel Diario quotidiano del 23 marzo 2018), il Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117, recante il Codice del Terzo settore, a norma dell’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106.

Queste di seguito le modifiche che emergono dallo schema di tale D. Lgs (ovviamente si tratta di un testo provvisorio redatto, in bozza con alcune parti poi cancellate, dal dipartimento legislativo del Consiglio dei ministri e datato 20 marzo 2018).

Nonostante ciò (testo approvato in bozza solo in via preliminare), di seguito si propone la sintesi delle principali novità, per quasi tutti gli articoli che vengono modificati nel Codice del Terzo Settore.

Enti del Terzo settore (Art. 4, comma 1)

Sono enti del Terzo settore le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese sociali, incluse le cooperative sociali, le reti associative, le società di mutuo soccorso, le associazioni, riconosciute o non riconosciute, le fondazioni e gli altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento, in via esclusiva o principale (è stata aggiunta la frase in grassetto), di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi, ed iscritti nel registro unico nazionale del Terzo settore.

Attività di interesse generale (Art. 5, comma 1)

Gli enti del Terzo settore, diversi dalle imprese sociali, incluse le cooperative sociali, esercitano in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Si considerano di interesse generale, se svolte in conformità alle norme particolari che ne disciplinano l’esercizio, le attività aventi ad oggetto:

  1. interventi e servizi sociali (ai sensi dell’articolo 1, commi 1 e 2, della legge 8 novembre 2000, n. 328, e successive modificazioni, e interventi, servizi e prestazioni di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, e alla legge 22 giugno 2016, n. 112);
  2. interventi e prestazioni sanitarie;
  3. prestazioni socio-sanitarie (di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 febbraio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno 2001);
  4. educazione, istruzione e formazione professionale (ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53), nonchè le attività culturali di interesse sociale con finalità educativa;
  5. interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell’ambiente e all’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, con esclusione dell’attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi, tutela degli…
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