Versamento IVA di Gennaio: gli aspetti pratici dopo i chiarimenti del Fisco - Diario quotidiano del 13 febbraio 2018

1) Scade il 16 febbraio il versamento Iva di gennaio: aspetti applicativi dopo la C.M. 1/2018

2) Si avvicina il termine per presentare la dichiarazione periodica Iva: periodo di riferimento per i trimestrali

3) Esercizi pubblici: Canone di abbonamento RAI invariato

4) Osservatorio sulle partite IVA: nello scorso anno aperte oltre 500 mila nuove posizioni Iva

5) Nuove partite Iva: a dicembre scorso in calo di circa il 6%

6) Digitalizzazione accise: nuovi controlli in ambito EMCS

7) Artigiani ed esercenti attività commerciali: ecco la contribuzione per l’anno 2018

8) Dall’1 luglio 2018 anche i minimi non potranno più utilizzare le schede carburanti

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1) Scade il 16 febbraio il versamento Iva di gennaio: aspetti applicativi dopo la C.M. 1/2018

Come è noto, il prossimo 16 febbraio 2018 scadrà il termine per pagare l’Iva del mese di gennaio 2018 (per i mensili). Si tratta della prima scadenza che segue i contenuti della circolare n. 1/2018 con la quale l’Agenzia delle entrate ha confermato, la mia tesi interpretativa (sia pure non supportato da un corretto dettato normativo, ma in chiave europea, sarebbe comunque auspicabile un leggero ritocco normativo da parte del prossimo Governo atto a disciplinare normativamente quanto precisato dalle Entrate), concedendo la possibilità di poter detrarre l’Iva sulle fatture d’acquisto, sostanzialmente, nel periodo di ricezione della fattura.

Purtuttavia, da attuale normativa, non è vietato inserire le fatture di acquisto, pervenute nella prima decade di febbraio 2018, nel mese di gennaio 2018 e, quindi, mettere in detrazione l’Iva relativa, nonostante la circolare ministeriale “consigli” di registrare tali fatture nel mese di febbraio e quindi detrarle nella liquidazione di marzo, apponendo nelle fatture ricevute, almeno un protocollo ed una data di ricezione.

Ovviamente, per prassi operativa si potrebbe seguire in toto i dettami di tale circolare. Ma come rilevato in questi in giorni in dottrina e sul Commercialista Telematico (in primis dal Dott. Filippo Mangiapane) nei primi giorni dell’emissione della circolare, è possibile normativamente detrarre l’Iva già da adesso (liquidazione per il mese di gennaio 2018) e tenerne conto nel versamento che scadrà il 16 febbraio 2018.

Aspetti normativi: cenni

La direttiva 2006/112/CE, “da un lato individua nell’esigibilità una condizione per il sorgere del diritto alla detrazione (art. 167), dall’altra, quando richiede il possesso della fattura (art. 178), lo prevede non quale ulteriore condizione sospensiva per il sorgere del diritto stesso, ma piuttosto come condizione per esercitare un diritto sorto con l’esigibilità”.

Tutto questo in conformità ai dettami dell’art. 1 del DPR 100/1998.

In particolare, <<l’art. 167 della direttiva 2006/112/CE prevede che il diritto alla detrazione nasce “quando l’imposta detraibile diventa esigibile”, vale a dire nel momento in cui si realizzano le condizioni di legge affinché l’Erario possa far valere, nei confronti del debitore, il diritto al pagamento dell’imposta (es. consegna dei beni mobili), mentre, per quanto riguarda le modalità di esercizio del diritto alla detrazione stessa, il successivo art. 178 richiede il possesso di una fattura. A livello interno, l’art. 19 comma 1 del DPR 633/72 richiama la condizione sostanziale dell’esigibilità dell’imposta ai fini del sorgere del diritto, mentre nulla dispone in merito all’eventuale ulteriore condizione del possesso della fattura per l’esercizio del relativo diritto.>>.

Infine, l’art. 1 del DPR 100/1998 dispone che “entro il giorno 16 di ciascun mese, il contribuente determina la differenza tra l’ammontare complessivo dell’imposta sul valore aggiunto esigibile nel mese precedente (…) e quello dell’imposta, risultante dalle annotazioni eseguite, nei registri relativi ai beni ed ai servizi acquistati, sulla base dei documenti di acquisto di cui è in possesso e per…

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